DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE…
L’AMICHETTISMO DI DESTRA: UNA TOGA NON SI NEGA A NESSUNO, NEANCHE A UN GINECOLOGO – IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO ORAZIO SCHILLACI, MARCO MATTEI, POTREBBE APPRODARE ALLA CORTE DEI CONTI – MATTEI È DA TEMPO NEL “CERCHIO MAGICO” DELLE SORELLE MELONI: GINECOLOGO, MEDICO AI CASTELLI ROMANI, È DIVENTATO SINDACO DI ALBANO LAZIALE COL CENTRODESTRA, POI ASSESSORE REGIONALE NELLA GIUNTA POLVERINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI PESO DI FDI – LA CORTE DEI CONTI È UN APPRODO AMBITO: STIPENDIO IMPORTANTE, PENSIONE BLINDATA, INDIPENDENZA COSTITUZIONALE, INAMOVIBILITÀ…
Estratto dell’articolo di Linda Di Benedetto per www.ilfattoquotidiano.it
C’è chi studia per diventare magistrato. E poi c’è chi fa un giro più creativo: passa dal ruolo di capo di gabinetto al ministero della Salute direttamente alla Corte dei Conti. È il caso di Marco Mattei, fedelissimo del ministro Orazio Schillaci, che potrebbe indossare la toga della magistratura contabile già entro maggio.
Il curriculum, va detto, è di quelli che fanno “scena”: ginecologo, dottorato, master in Economia sanitaria, laurea in Amministrazione, un altro master in Management pubblico, docente universitario, giornalista pubblicista.
E infatti la domanda non è tanto se sia qualificato, ma per cosa esattamente. Perché il punto non è la ginecologia. È la traiettoria.
giorgia meloni orazio schillaci foto lapresse
Mattei, partito come medico dai Castelli Romani, è diventato sindaco di Albano Laziale per due mandati nel centrodestra, poi assessore regionale nella giunta Polverini, fino a diventare uomo di peso di Fratelli d’Italia, ben inserito nel “cerchio magico” delle sorelle Meloni. E alla fine, puntuale arriva la toga. Un percorso lineare, verrebbe da dire. Quasi didattico.
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Prima di lui c’è stato il capo di gabinetto del ministro Francesco Lollobrigida, Raffaelle Borriello anche lui approdato alla magistratura contabile. Coincidenze? Forse. Oppure una nuova scuola di formazione per aspiranti giudici dei conti. Perché diciamolo chiaramente: la Corte dei Conti non è solo un’istituzione. È un approdo.
Uno di quelli seri. Stipendio importante, pensione blindata, indipendenza costituzionale, inamovibilità. Tradotto: una volta entrati, non vi sposta più nessuno. Nemmeno chi vi ha nominato. Nemmeno se cambia il vento e la maggioranza.
E se proprio la politica chiama ancora? Nessun problema. Esiste il “fuori ruolo”: si esce temporaneamente, e poi si rientra. Sempre con il paracadute aperto. Basti pensare a Raffaele Borriello, nominato consigliere della Corte dei Conti il 17 gennaio 2025 e richiamato come capo di gabinetto dal ministro Lollobrigida appena una settimana dopo, il 24 gennaio. [...]
giorgia e arianna meloni 2
GIORGIA MELONI ORAZIO SCHILLACI
MARCO MATTEI
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