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L'UNICO VINCITORE DELLA GUERRA IN IRAN E'...PUTIN - ANNA ZAFESOVA: "LA CRISI NELLO STRETTO DI HORMUZ HA FATTO RIPARTIRE I PREZZI DEL GREGGIO, E QUINDI LE SPERANZE DI MOSCA, CHE SI ASPETTA DI INCASSARE 200 MILIARDI DI RUBLI (2 MILIARDI DI EURO) IN PIÙ, GRAZIE AL RIALZO DEI PREZZI SUL PETROLIO" - "LE SANZIONI AMERICANE SULLE ESPORTAZIONI IN ASIA SONO STATE PARZIALMENTE ALLEGGERITE, I PREZZI SONO ALLE STELLE" - "UNA SALVEZZA, PER UN PAESE CHE SI STAVA PREPARANDO A CHIUDERE PARTE DEI POZZI DI PETROLIO PER ECCESSO DI PRODUZIONE..."
Estratto dell'articolo di Anna Zafesova per "la Stampa"
Vladimir Putin Ali Khamenei Ebrahim Raisi
«Stiamo aspettando 200 miliardi di rubli in più, grazie al rialzo dei prezzi sul petrolio»: il ministro delle finanze russo Anton Siluanov fa questo annuncio alla televisione di Stato, mentre ammette che negli ultimi due mesi il livello «delle entrate e delle mancate entrate è stato identico».
Tradotta dal burocratese del Cremlino, questa dichiarazione conferma quello che i numeri pubblicati dal governo russo già avevano rivelato: le sanzioni internazionali e l'aumento delle spese militari avevano spalancato un buco nelle finanze russe, e il deficit previsto per l'intero 2026 è stato sforato già a marzo.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
Ora, la crisi nello stretto di Hormuz ha fatto ripartire i prezzi del greggio, e quindi le speranze di Mosca, anche se 200 miliardi di rubli – grosso modo 2 miliardi di euro – sono una goccia rispetto alle esigenze della macchina bellica impiegata contro l'Ucraina.
E il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha promesso ieri che, nonostante una «crisi energetica acutissima», le entrate della Russia possono aumentare se il barile supera i 120 dollari. Una matematica che spiega perché Vladimir Putin si trova davanti a una scelta non facile. Da un lato, l'Iran è un suo alleato, e perderlo – dopo la caduta di Assad in Siria e di Maduro in Venezuela – darebbe un colpo pesantissimo alle ambizioni del leader russo di guidare la rivolta del "Sud globale" contro il nemico occidentale.
Dall'altro, le difficoltà del vicino e alleato promettono una boccata di ossigeno insperata per l'economia russa: le sanzioni americane sulle esportazioni in Asia sono state parzialmente alleggerite, i prezzi sono alle stelle, e un nuovo aumento della produzione petrolifera è già sul tavolo dell'Opec. Una salvezza, per un Paese che si stava preparando a chiudere parte dei pozzi di petrolio per eccesso di produzione, e quindi la tentazione di voltare le spalle a Teheran (e riparare le relazioni con gli Stati arabi del Golfo) è fortissima. [...]
vladimir putin mediatore tra iran e israele - vignetta by osho
Una situazione che spiega perché Putin si sia offerto, nella telefonata di qualche giorno fa con Donald Trump, come mediatore con gli Ayatollah, pur senza avere particolari carte da giocare con Teheran. Kirill Dmitriev, l'uomo che per contro del Cremlino negozia con la Casa Bianca il dossier ucraino, promette sui suoi social «la peggiore crisi energetica della storia mondiale», probabilmente anche come tentativo di riportare l'attenzione di Trump verso la guerra di Putin, passata in secondo piano nelle priorità degli Usa. [...]
Che sembrano uniti da una sorta di strano parallelismo, nel cercarsi a vicenda per tentare di concludere delle guerre che hanno iniziato convinti di una rapida vittoria. Mentre ieri, dopo gli attacchi devastanti dei droni ucraini alle raffinerie sul Mar Nero e negli Urali, è toccato ai terminal petroliferi nel porto di Primorsk, vicino a Pietroburgo, la televisione russa ha reso noto il palinsesto per il 9 maggio, nel quale la parata sulla piazza Rossa durerà appena 50 minuti. [...]
donald trump - stretto doi hormuz
vladimir putin ali khamenei
donald trump - conferenza stampa sulla guerra in iran
Vladimir Putin Ebrahim Raisi
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