“LA POSSIBILITÀ DI UNA RIPRESA DEL CONFLITTO TRA IRAN E STATI UNITI È ALTISSIMA” – PARLA L’ANALISTA RIAD KAHWAJI, FONDATORE DEL THINK TANK "INEGMA": “GLI USA ASPETTERANNO ANCORA QUALCHE TEMPO PER VEDERE GLI EFFETTI PIENI DEL LORO BLOCCO NAVALE. LA CONTINUAZIONE DELLO STALLO È DANNOSA PER L’ECONOMIA GLOBALE E REGIONALE, IN PARTICOLARE CON LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ. QUESTO NON PUO’ ANDARE AVANTI A LUNGO: SI PUO’ SOSTENERE FORSE QUALCHE SETTIMANA, NON MESI. SE NON C'E' UN ACCORDO NEL BREVE TERMINE..."
Laura Lucchini per repubblica.it - Estratti
Riad Kahwaji è un analista di difesa che si concentra sulla sicurezza nel Golfo. È fondatore e direttore di Inegma, un think tank di studi strategici a Dubai. Ha parlato a Repubblica al telefono da Riad.
Quanto è alto il rischio di una ripresa del conflitto?
"La possibilità di una ripresa del conflitto è molto alta. Perché non c’è ancora nessun tipo di accordo e la guerra, fino a questo punto, non ha raggiunto gli obiettivi per cui era stata iniziata. Finché non c’è un accordo sulle istanze che hanno spinto gli Usa alla missione in Iran, un ritorno al conflitto è altamente possibile.
Non credo che accadrà domani: credo che gli Usa aspetteranno ancora qualche tempo per vedere gli effetti pieni del loro blocco navale. In ogni caso, il livello di minaccia verso gli Emirati e gli altri Paesi del Golfo continua a essere molto alto”.
BOMBARDAMENTI AMERICANI SU TEHERAN
È una situazione paradossale al momento, né pace né guerra. Ma lontana dalla normalità. Quanto si può sostenere, in particolare nel Golfo?
"Non ci sono precedenti di una situazione simile. Non ci sono precedenti in cui l’Iran abbia preso di mira infrastrutture militari e civili dei Paesi del Golfo con tale violenza. L’impatto è enorme a livello locale e internazionale, perché parliamo di Paesi che sono componenti importanti del mercato energetico.
donald trump - stretto doi hormuz
Gli Emirati, il Paese più colpito, sono un hub rilevante per la finanza e per il trasporto. La continuazione dello stallo è dannosa per l’economia globale e regionale, in particolare con la chiusura dello Stretto di Hormuz. Questo non può andare avanti a lungo: si può sostenere forse ancora qualche settimana, ma sicuramente non mesi”.
(...)
Negli ultimi giorni l’Iran è tornato a minacciare con toni duri una ripresa del conflitto. Teheran ha parlato di “attacchi senza precedenti”, Khamenei di “seppellire nel mare” gli americani. Cosa c’è da aspettarsi?
usa israele iran mercati finanziari borse
“Non prendo seriamente le loro minacce. Non hanno smesso di formularle dal primo giorno del blocco: sono cose che devono dire. La propaganda è anche molto diretta all’interno, per mostrare di avere forza e di potersi avvalere di una serie di opzioni.
Ma sappiamo che hanno forti limiti e che in questo momento hanno bisogno di un cessate il fuoco, e che una ripresa della guerra significherebbe la distruzione massiva di infrastrutture. L’Iran non ha la possibilità di difendersi appieno di fronte alla superiorità aerea e navale americana”.
Il build-up militare è un fatto. L’escalation è inevitabile?
stretto di hormuz e guerra nel golfo
"Se non c’è un accordo nel breve termine, non ho dubbi che gli Usa riprenderanno la guerra. Credo che abbiano portato tutte queste forze per mostrare cosa sono pronti a fare nella prossima fase”.
traffico di navi cargo e petroliere nello stretto di hormuz
stretto di hormuz - petrolio e gas
nave attraversa lo stretto di hormuz
nave cargo - stretto di hormuz
STRETTO DI HORMUZ - CRISI ENERGETICA
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