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LA LEGGE ELETTORALE E’ UN ROMPICAPO PER GIORGIA MELONI - LA MAGGIORANZA AUSPICA UN PRIMO OK ALLA CAMERA ENTRO L'ESTATE E L’APPROVAZIONE DEFINITIVA ENTRO L’ANNO (MA IL TESTO E' PIENO DI FREGATURE PER SALVINI E TAJANI). IL FORZISTA NAZARIO PAGANO AVVERTE: “INOPPORTUNO FARE UNA RIFORMA TROPPO A RIDOSSO DELLE ELEZIONI” – LA LEGA DEL NORD E’ CONTRARIA ALL’ABOLIZIONE DEI COLLEGI UNINOMALI - PER ORA SONO CADUTI A VOTO GLI APPELLI RIVOLTI ALLE OPPOSIZIONI – IL VELENO DI ROSATO (AZIONE): “LA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE DELLA MAGGIORANZA PIACE MOLTO A DUE PERSONE: GIORGIA MELONI ED ELLY SCHLEIN. MA IL PD NON PUÒ DIRLO”
Serena Riformato per repubblica.it - Estratti
La tabella di marcia, almeno quella in cui spera la maggioranza, la rende nota il presidente della commissione Giustizia Nazario Pagano, che è anche uno dei quattro relatori della legge elettorale: primo ok alla Camera entro l'estate e approvazione definitiva entro l’anno.
Del resto, "fare una riforma elettorale troppo a ridosso delle elezioni sarebbe inopportuno", dice il deputato forzista. E però sui tempi incide una variabile: per ora sono caduti a voto gli appelli rivolti alle opposizioni. Diffidenti verso le ripetute aperture del centrodestra: "Siamo pronti a discutere tutto – assicura Pagano – dal premio di governabilità alla soglia di sbarramento, fino alle preferenze. L'importante è garantire stabilità al prossimo Parlamento".
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"Finché c’è il premierato sul tavolo, non ci sono le condizioni per un dialogo", commenta la segretaria Pd Elly Schlein. Non con questo "premio di maggioranza talmente abnorme che consentirebbe a chi vince le prossime elezioni di eleggere quasi da solo il Presidente della Repubblica". Questa la posizione pubblica dei dem. Nonostante i sospetti di chi, come il vicesegretario di Azione Ettore Rosato, sostiene che “la proposta di legge elettorale della maggioranza” piaccia “molto a due persone: Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Ma il Pd non può dirlo”.
Ciò che è certo è che, in barba ai proclami pubblici (“non è la priorità”), l’attenzione della maggioranza sul dossier è ancora altissima. Prima FdI, poi Forza Italia hanno fatto in modo di avere in commissione Affari costituzionali gli uomini di fiducia che già sedevano al tavolo per scrivere il testo. Così dopo i meloniani Giovanni Donzelli e Angelo Rossi, nella prima commissione arriva Stefano Benigni che prende il posto del capogruppo forzista Paolo Barelli.
GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI E ANTONIO TAJANI A GENOVA 1
schlein meloni
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
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