DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI…
Arturo Zampaglione per "la Repubblica"
Prim´ancora di conoscere il vincitore, Noam Chomski, linguista di fama internazionale del Mit, autore di più di 100 libri e punto di riferimento storico della sinistra radicale, dà voce alla delusione per Obama e allo sconforto per lo stato della democrazia americana. «Lo spostamento a destra degli ultimi 30 anni - dice a Repubblica - ha di fatto creato un partito unico, quello del "business", articolato in due correnti: una democratica l´altra repubblicana».
Professor Chomsky, lei è sempre stato controcorrente. Ma non le sembra di andare troppo in là sconfessando Obama in un momento così delicato?
«Non voterò per Obama ma per la candidata dei verdi, Jill Stein, solo perché mi trovo nel Massachusetts dove i democratici hanno una maggioranza blindata. Se fossi in uno stato in bilico, come l´Ohio o la Virginia, avrei cercato a tutti i costi di evitare una vittoria di Romney, che considero una iattura per noi e per il mondo. Ma tutto ciò non mi impedisce di essere molto critico sui trend americani: da un lato il paese è in mano ai super-ricchi e le ineguaglianze non cessano di aumentare; dall´altro i democratici sono ormai più a destra di quanto non lo fossero i repubblicani ai tempi di Nixon».
Non vorrà negare che negli ultimi 4 anni sono stati fatti grandi passi avanti nel sociale, a cominciare dalla riforma sanitaria.
«Il nuovo sistema sanitario sarà più progressista, ma rimane lontano dagli standard europei. Ed è stata positiva la normalizzazione del ruolo dei gay nelle forze armate. Ma per il resto la Casa Bianca di Obama si è risolta in un fallimento. Continuano gli omicidi di stato condotti in varie parti del mondo con i droni, senza alcun rispetto per la legge o i diritti civili. E Guantanamo è ancora aperta.
Ma il presidente si è anche trovato ad affrontare una crisi economica con pochi precedenti.
«à vero, ma l´ha fatto scegliendo un team coinvolto fino al collo nelle politiche fallimentari che avevano portato alla tempesta. E poi salvando banche e finanzieri, cioè i colpevoli, mentre sono stati trascurati i ceti più colpiti».
Il suo giudizio è impietoso. Nessuna speranza?
«Ripeto: spero che non vinca Romney perché faremmo pericolosi passi indietro. Comunque da questa stagione elettorale non è venuto fuori niente di buono. L´unica speranza è che "Occupy Wall Street" e altri movimenti dal basso continuino a far breccia nell´opinione pubblica, trasformandosi in un volano per il cambiamento».
Noam Chomsky
Obama barak
BARACK OBAMA A BOCCA APERTA
Romney lultima sfida tv
Nixon
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