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LE MANI DEL GOVERNO MELONI SUGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS– QUESTA È LA PRIMA EDIZIONE DOPO IL NUOVO ACCORDO PER LA GESTIONE DEL TORNEO ROMANO (CHE HA UN FATTURATO DI 100 MILIONI) TRA LA FEDERTENNIS DI BINAGHI E “SPORT E SALUTE” GUIDATA DA MARCO MEZZAROMA, VICINO A GIORGIA MELONI – AL FORO LA PRESENZA DELLA SOCIETÀ PARTECIPATA DEL TESORO E’ SEMPRE PIU’ MARCATA. SULLO SFONDO LA BATTAGLIA SULLE “FINALS” DI TORINO: LA CONCESSIONE DI BINAGHI SUGLI INTERNAZIONALI DOVREBBE GARANTIRE UNA INTESA CON IL GOVERNO SUL TORNEO DI TORINO CON UNA DIVISIONE TRA LE PARTITE (CHE RESTANO DI COMPETENZA DELLA FITP) MENTRE SOTTO L'EGIDA DI "SPORT E SALUTE" PASSAREBBERO LE VARIE INIZIATIVE DELLA KERMESSE SU CUI VERREBBERO DIROTTATI ANCHE I FINANZIAMENTI PUBBLICI…
Lorenzo Vendemiale per il Fatto Quotidiano -Estratti
Al Foro Italico, insomma, nulla sembra essere cambiato, se non per qualche piccola variazione logistica, come l’inedita SuperTennis Arena di fronte al Centrale, per un evento ancora più grande.
angelo binaghi foto mezzelani gmt 189
Eppure, questa edizione è speciale, e non soltanto perché ci si augura sia quella dell’agognato ritorno in Italia del trofeo che manca da 50 anni esatti (con l’assenza di Alcaraz, non si vede come Sinner possa riuscire a non vincere). Questa, infatti, è anche la prima edizione del nuovo accordo fra FederTennis e Sport e Salute per la gestione del torneo. I primi Internazionali “meloniani”.
L’estate scorsa il governo decise di entrare nel mondo del tennis. Lo fece col decreto Sport approvato a giugno 2025, che impose la presenza della partecipata statale di cui è presidente Marco Mezzaroma nell’organizzazione delle Atp Finals di Torino, fin qui gestite brillantemente dalla Federazione del presidente Binaghi.
Questo, in virtù del contributo pubblico da quasi 100 milioni in 5 anni che riceve la manifestazione.
Quella legge, molto contestata e la cui ricaduta è tuttora in fase di definizione, ha però permesso al governo di aprire in parallelo un’altra partita: quella sugli Internazionali di Roma, storicamente gestiti insieme da Federazione e Sport e Salute attraverso una “associazione in partecipazione”, sul cui successo i meriti dell’ex Coni Servizi sono indiscutibili ma che nel corso degli anni si era spostata sempre più a favore della Fitp.
marco mezzaroma giorgia meloni
Con la scadenza del vecchio contratto, e lo spauracchio di ritorsioni sulle Finals, Binaghi si è dovuto sedere per ridiscutere le condizioni. E il coltello dalla parte del manico ce l’avevano gli altri, perché il Foro Italico è di proprietà dello Stato. La FederTennis ha pensato anche di affittare l’area, ma Sport e Salute ha sparato un prezzo altissimo (pare vicino ai 15 milioni l’anno), e comunque senza i servizi e il coordinamento che la partecipata garantisce non avrebbe funzionato.
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Così gli equilibri interni sono cambiati. Col nuovo contratto Sport e Salute è riuscita a strappare un accordo più lungo (4 anni più 4) e redditizio, ripartito al 50-50%, con l’amministratore Diego Nepi che è anche ad del torneo.
Soprattutto, ha preteso e ottenuto il coinvolgimento diretto della direzione marketing di Sport e Salute, cioè quella di Giuseppe De Mita, vero luogotenente di Fratelli d’Italia in società. Il figlio dello storico segretario Dc Ciriaco, amico delle sorelle Meloni, adesso può supervisionare l’enorme giro d’affari che ruota intorno agli Internazionali. Agli incontri con le aziende si presenta insieme al suo omologo della Federazione, ma i fornitori fiutano bene il vento, sanno chi è il padrone di casa.
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Anche così si spiega l’investimento che la FederTennis di recente ha fatto su un nuovo torneo 250 in erba, che si terrà in Italia (probabilmente a Milano) a partire dal 2028. Le Finals finiranno nel 2030, e visto che al Foro la presenza di Sport e Salute è sempre più marcata, Binaghi voleva una nuova creatura tutta sua.
Comunque, la concessione su Roma dovrebbe quantomeno garantire un accordo più morbido su Torino. La famosa commissione tecnica di gestione, che secondo la legge avrebbe dovuto mettere becco sugli aspetti operativi e sui conti, potrebbe non vedere la luce. Ci sarebbe una divisione tra torneo (le partite vere e proprie) e manifestazione (il complesso delle iniziative), con Sport e Salute che entrerebbe solo su questa seconda parte, su cui verrebbero dirottati anche i finanziamenti pubblici. Il piatto del tennis ormai è ricchissimo: quest’anno gli Internazionali sfioreranno i 100 milioni di fatturato. E i meloniani si sono seduti al tavolo.
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