sergio mattarella e il 25 aprile 2026 a san severino marche

“ORA E SEMPRE RESISTENZA!” - MATTARELLA CE L’HA DURISSIMO E, CELEBRANDO IL 25 APRILE A SAN SEVERINO MARCHE, MOLLA SGANASSONI AI NEOFASCI, AI NOSTALGICI E A CHI, COME IGNAZIO LA RUSSA, VUOLE RICORDARE I RAGAZZI DI SALO’: “LA REPUBBLICA È NATA PER REDIMERE L'ONTA DEI COLLABORAZIONISTI CHE AVEVANO AFFIANCATO UN OCCUPANTE PRIVILEGIANDO IL PARTITO SULLA PATRIA - L'OCCUPAZIONE GERMANICA, LA COMPLICITÀ DELLA GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA, LA PRESENZA DEGLI UOMINI DELLA MALFAMATA ‘LEGIONE TAGLIAMENTO’, HANNO RECATO LUTTI E SOFFERENZE A QUESTI BORGHI E ALLA LORO GENTE. GLI AVVENIMENTI IN QUESTE TERRE, CON LA DECISIVA AVANZATA DELLE TRUPPE ALLEATE, SEGNARONO LA RICONGIUNZIONE ALL'ITALIA LIBERA DELLE PROVINCE CENTRO-SETTENTRIONALI CADUTE SOTTO IL DOMINIO HITLERIANO CON I SUOI ZELANTI COMPLICI FASCISTI…”

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MATTARELLA, 25 APRILE NON PER POSIZIONI IDEOLOGICHE MA PER 'AMOR DI PATRIA'

"A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera"

SERGIO MATTARELLA E IL 25 APRILE 2026 A SAN SEVERINO MARCHE

(ANSA) - ROMA, 25 APR - "Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

 

"Quello che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare - ha aggiunto il presidente Mattarella - i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l'8 settembre 1943.  I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane.  I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta. 

GUIDO CROSETTO E SERGIO MATTARELLA E IL 25 APRILE 2026 A SAN SEVERINO MARCHE

 

Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d'oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I Carabinieri che dettero la vita, come Glorio Della Vecchia, vice brigadiere, Medaglia d'argento al valor militare, al quale fu intitolata la Caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, Medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la Caserma della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise a Chieti. Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani".

 

SERGIO MATTARELLA E IL 25 APRILE 2026 A SAN SEVERINO MARCHE

MATTARELLA, REPUBBLICA NATA PER REDIMERE L'ONTA DEI COLLABORAZIONISTI

Repubblica nata per esprimere la speranza e l'avvio di un futuro migliore

(ANSA) - ROMA, 25 APR - La Repubblica è "nata ottant'anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l'onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l'avvio di un futuro migliore". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

GUIDO CROSETTO E SERGIO MATTARELLA E IL 25 APRILE 2026 A SAN SEVERINO MARCHE

 

MATTARELLA, CI FU OCCUPAZIONE NAZISTA E COMPLICITÀ GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA

(ANSA) - ROMA, 25 APR - "L'occupazione germanica, la complicità della Guardia Nazionale Repubblicana, la presenza degli uomini della malfamata Legione Tagliamento, hanno recato lutti e sofferenze a questi borghi e alla loro gente. In particolare, questa provincia di Macerata e questi luoghi, come abbiamo ascoltato, furono oggetto di prevaricazioni e stragi. Il concentramento di bande partigiane sapeva tenere in scacco i nazifascisti e si subivano le loro rappresaglie: proprio San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

 

IGNAZIO LA RUSSA E GIORGIA MELONI IL 25 APRILE 2026 A SAN SEVERINO MARCHE

MATTARELLA, PARTE D'ITALIA SOTTO NAZISTI CON ZELANTI COMPLICI FASCISTI

"La Liberazione anticipò l'arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944"

(ANSA) - ROMA, 25 APR - "Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all'Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l'arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche non furono esenti dall'esperienza di "zone libere", di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, "Repubbliche" modellate su principi inediti nella storia italiana, esempi embrionali di vita democratica". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

 

MATTARELLA, RABBIA NAZIFASCISTA PER RELAZIONE FRA PARTIGIANI E POPOLAZIONE

"Con eccidi gratuiti contro la popolazione civile"

SERGIO MATTARELLA E IL 25 APRILE 2026 A SAN SEVERINO MARCHE

(ANSA) - ROMA, 25 APR - "La stretta relazione tra forze partigiane e popolazione scatenava la rabbia nazifascista con eccidi gratuiti contro la popolazione civile: oltre trecento saranno i civili uccisi per rappresaglia.

 

Gli eccidi si succedevano: Fragheto di Casteldelci, Fabriano, Morro, Pozzuolo e Capolapiaggia, Valdiòla, Matelica, Ponte Chigiano, Pozza e Umito di Acquasanta Terme, Arcevia, Filottrano e la Val Musone. Era un popolo unito quello che si opponeva all'invasore". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

 

MATTARELLA RIPETE ANCORA, "ORA E SEMPRE RESISTENZA!"

"Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto"

(ANSA) - ROMA, 25 APR - "Lo scrittore statunitense, William Faulkner - premio Nobel per la letteratura nel 1949 -ammoniva, nel suo "Requiem per una monaca" che "il passato non è mai morto, non è neanche passato". Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l'impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

 

Non è la prima volta che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, cita la frase "ora e sempre Resistenza!". Già il 25 aprile del 2023, da Cuneo, il capo dello Stato usò la frase riportata sulla lapide che si trova sul Municipio di Cuneo: "Come recita la lapide apposta al Municipio di questa città, nell'ottavo anniversario dell'uccisione di Galimberti, se mai avversari della libertà dovessero riaffacciarsi su queste strade troverebbero patrioti.

 

Come vi è scritto: 'Morti e vivi collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza'". Una frase ripetuta oggi da San Severino Marche con una significativa aggiunta: "il passato non è mai morto, non è neanche passato. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente".