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COL FIATO SUL COLLE DELLA MELONI – UGO MAGRI: "MATTARELLA È CONVINTO CHE COMBATTERE GLI EVASORI RIMARRÀ UNA PRIORITÀ NAZIONALE. LE NUOVE REGOLE SUL CONTANTE PER BRUXELLES VANNO NELLA DIREZIONE SBAGLIATA. UNA RETROMARCIA DEL GOVERNO APPARE INEVITABILE. INSOMMA: SE QUALCOSA NON QUADRA CI SARÀ MODO DI METTERCI UNA PEZZA. MAGARI CON LA "MORAL SUASION" DEL QUIRINALE CHE RISULTA TANTO PIÙ EFFICACE QUANTO MENO SE NE VIENE A SAPERE…"
Ugo Magri per la Stampa
Sergio Mattarella è convinto che, nonostante il cambio di maggioranza e di governo, combattere gli evasori rimarrà una priorità nazionale. O perlomeno, più prudentemente, il capo dello Stato non ha notato cambiamenti di rotta al riguardo. Si tratta di una rassicurazione importante, visto che il Colle è un ottimo punto d'osservazione.
SERGIO MATTARELLA GIORGIA MELONI
Bisogna considerare però dove e in quale circostanza Mattarella ne ha parlato: mentre si trova all'estero, nel mezzo della sua visita in Svizzera, durante una conferenza stampa a Berna con il presidente della Confederazione elvetica Ignazio Cassis.
Gli è stato domandato se l'Italia non correrà il rischio di diventare la maglia nera d'Europa, un paradiso dei furbi che rifiutano di pagare le tasse. Questa sintesi giornalistica a Mattarella non è piaciuta affatto. «Esorto alla cautela su queste formule, ad esempio "maglia nera", alle quali sono sempre stato refrattario perché spesso nascono da criteri difformi da Paese a Paese», è stata la sua cauta premessa. Ciò chiarito, «non c'è dubbio che il problema dell'evasione sia grave ovunque e lo sia in maniera importante per l'Italia; infatti nel Pnrr», ha fatto notare il presidente, «questo è un tema sottolineato con molte concrete indicazioni».
sergio mattarella giorgia meloni
Riferimento chiarissimo, dal momento che l'Unione ci sta sostenendo finanziariamente in cambio di riforme; e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza contiene impegni piuttosto precisi sul contrasto dell'evasione. Si tratta di un capitolo «già definito con l'Unione europea, né vi sono segnali che venga cambiato», assicura Mattarella senza entrare nel merito dei provvedimenti.
Sbilanciarsi, del resto, sarebbe prematuro. Ci sarà un esame parlamentare, sono in corso «interlocuzioni» con la Commissione Ue che dovrà dare il via libera alla manovra di bilancio. Ad esempio, già lo sappiamo, le nuove regole sul contante per Bruxelles vanno nella direzione sbagliata. Una retromarcia del governo appare inevitabile. Insomma: se qualcosa non quadra ci sarà modo di metterci una pezza. Magari con la "moral suasion" del Quirinale che, ripetono lassù, risulta tanto più efficace quanto meno se ne viene a sapere.
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