umberto bossi

"I LEGHISTI CE L'HANNO DURO? È UN MODO POETICO PER CHI SA APPREZZARE CERTE COSE. NON VORREI CHE ADESSO ALLA LEGA SI ISCRIVESSERO TUTTE LE SIGNORE ITALIANE" - LE MEJO FRASI DI UMBERTO BOSSI RACCOLTE, NEL 1993, DA MARCO GIUSTI IN "BOSSOLI" - NEL 1992, IL SENATUR DISSE: "SENTIMENTALMENTE NON HO MAI INGANNATO MIA MOGLIE. FISICAMENTE? PREFERISCO NON RISPONDERE. VIAGGIO MOLTO, SONO SPESSO LONTANO DA CASA" - LE MINACCE AI MAGISTRATI: "SIAMO MOLTO RAPIDI CON LE PALLOTTOLE. DALLE MIE PARTI UNA PALLOTTOLA COSTA SOLO 300 LIRE, E SE UN MAGISTRATO VUOLE COINVOLGERCI IN 'TANGENTOPOLI', SAPPIA CHE LA SUA VITA VALE 300 LIRE" - DI LUI SI DICEVA: "HA MOLTO SUCCESSO CON LE DONNE. SONO TANTE QUELLE CHE CHIEDONO LE DATE DELLE SUE CONFERENZE PER POTERLO VEDERE DI PERSONA" - VIDEO

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Marco Giusti per l'Espresso - 31 ottobre 1993

 

marco giusti - bossoli il blob della lega

Si chiama "Bossoli", l'ha scritto Marco Giusti e Theoria lo manda in libreria da venerdì 29 ottobre. Sono 132 pagine dedicate al linguaggio del leader della Lega Umberto Bossi, costruite secondo la sperimentata tecnica di "Blob": frasi, giudizi, commenti espressi da Bossi in interviste, libri, apparizioni tv dai primordi della Lega a oggi. Spesso proiettili più che ragionamenti. Un libro dedicato a chi voglia divertirsi a ricostruire l'autentico Bossi-pensiero, un materiale indispensabile per chi voglia studiare e capire i segreti della lingua bossiana. "L'Espresso" ne anticipa alcune pagine.

 

Bossoli. «Se c'è qualcuno, sia pure un magistrato, che voglia coinvolgere la Lega nella storia delle tangenti, sappia che noi siamo molto rapidi con le mani, ma anche con le pallottole. Dalle mie parti una pallottola costa solo 300 lire, e se un magistrato vuole coinvolgerci nelle tangenti, sappia che la sua vita vale 300 lire» (Bossi, "Corriere della Sera", 24-9-1993).

 

umberto bossi e silvio berlusconi nel 2000 foto lapresse.

Acuto osservatore. «Stanno provando a mettermela in quel posto» (Umberto Bossi, "La Stampa", 30-4-1993).

Il Verbo. «Noialtri vinciamo e gli altri lo pigliano nel culo» (Umberto Bossi, "Panorama").

Grandi frasi. «La Lega ce l'ha duro!» (Umberto Bossi, 1991).

Benigni. «Il suo slogan "La Lega ce l'ha duro" mi ha subito affascinato. A volte basta una frase a fare un partito. Dunque, per rimanere in tema, chi più ne ha più ne metta...» (Roberto Benigni, al Mystfest, Cattolica, 5-7-1993).

 

La Lega ce l'ha duro. «E' un modo poetico per chi sa apprezzare certe cose. Era una metafora, abbastanza esplicita del carattere della Lega. Ma io non vorrei che adesso alla Lega si iscrivessero tutte le signore italiane...» (Umberto Bossi, "Nella tana della Lega", Rai3, 16-3-1991).

UMBERTO BOSSI IN CANOTTIERA.

Rodomonte. «Vogliono farmi apparire come uno che esagera sempre. E' una macchinazione del Pds» (Umberto Bossi, "La Stampa", 3-7-1993).

Nuovismo. «La politica per cambiare ha bisogno di minacce» (Umberto Bossi, in "Brigate Rozze").

 

Il piccolo Archimede. «Contemporaneamente Bossi si iscrisse al corso "Scuola Radio Elettra" e imparò le prime nozioni di elettronica. Si appassionò e riuscì perfino a realizzare un laser, nel garage di casa» (Daniele Vimercati, "I lombardi alla nuova crociata").

Futuro. «Bossi non è un fesso. Non farà la fine di Gramsci e di Don Sturzo» (Gipo Farassino, "La Stampa", 30-9-1992).

umberto bossi con bruno vespa

In trincea. «Noi dobbiamo essere pronti a tutto, alla repressione e agli scherzetti del ministero degli Interni, alle minacce e  alle spedizioni punitive» (Umberto Bossi, "Vento dal Nord").

 

Le radici. «Nella mia famiglia da parte paterna votavano Dc mentre l'altra parte, quella in cui più mi identifico, votava per il Psi. E anch'io prima della Lega votavo Psi» (Umberto Bossi, "Il Giorno", 10-5-1990).

Bossi teenager canterino. «Noi siam venuti dall'Italy/ Abbiamo un piano/ per far la lira/ Entriamo in banca col caterpillar/ e ci prendiamo il grano» (dalla canzone di Umberto Bossi "Col caterpillar", in "Vento dal Nord").

 

Le Voleur. «Fino a che io non rubo, nella Lega non ruba nessuno» (Bossi, 8-11-1989).

Inno. «La Rai dovrà sostituire il nostro inno a quello di Mameli, al termine delle trasmissioni regionali, altrimenti noi della Lega ci rifiuteremo di pagare il canone» (Umberto Bossi, in "I lombardi alla nuova crociata").

Il fiume. «Bossi ha fatto la Lega, ma la Lega non è Bossi, la Lega è un fiume inarrestabile» (Umberto Bossi, "L'Europeo", 27-12-1991).

umberto riccardo bossi

Ancora. «Bossi ha fatto la Lega, ma la Lega non è solo Bossi... oggi ci sono fior di dirigenti» (Umberto Bossi, "L'Europeo", 25-10-1991).

 

Ancora. «Bossi non è la Lega, ma Bossi ha fatto la Lega. Se vogliono me ne vado... ma a sostituirmi non c'è nessuno» (Umberto Bossi, "L'Europeo", 22-2-1991).

Agnelli e yen. «Agnelli stia attento, ci ha fregato a Torino, condizionando l'opinione pubblica con "La Stampa", ma noi apriremo il mercato alle auto giapponesi, così vedremo che fine fa il grande industriale» (Umberto Bossi "Il Giornale", 6-1993).

Sognare in grande. «Monza ai monzesi» (Slogan leghista, 1988).

umberto bossi foto lapresse 14

Il Cognato. «A capo della Lega Lombarda c'è uno squilibrato mentale. Uno capace di lanciare accuse demenziali, un pagliaccio in mano alla Dc e al Psi» (Pierangelo Brivio, "La Stampa", 30-9-1992).

 

La sorella. «Il Brivio, cioè mio marito, ebbe una furiosa discussione con il Bossi, per via di una lista elettorale in cui avrebbe voluto figurare come numero due, a Varese, visto 

che è di Varese. Il suo nome non c'era. Il Bossi non lo voleva tra i piedi: lo aveva messo numero due a Milano per farlo fuori. Così hanno litigato. Ferocemente. E io mi sono messa da parte del Pierangelo, che è il nome del Brivio, mio marito» (Angela Bossi, "Sette", 16-10-1992).

Commento. «Una questione di fettata di salame e di bistecca» (Umberto Bossi, "L'Europeo", 6-11-1992).

 

Pum Pum. «Abbiamo inchiappettato Spadolini, ora tocca agli altri» (Umberto Bossi).

Variante. «L'abbiamo messo nel culo a Spadolini» (Umberto Bossi, in "Brigate Rozze").

Scappuma. «Domani arriva Bossi? Meno male che me ne vado io» (Giovanni Spadolini al Congresso del Pri di Marina di Carrara, "Panorama", 13-12-1992).

UMBERTO BOSSI E MATTEO SALVINI 4

Santoro. «Vince Bossi. Anche se a Demattè non piace. Non possiamo truccare l'incontro per far vincere Martinazzoli. L'ho detto a Demattè: consideri che, senza la Lega, lei non sarebbe qui. E nemmeno noi. Se il 5 aprile vinceva la Democrazia cristiana, Pasquarelli a quest'ora aveva già chiuso "Samarcanda" e Rai3 da un pezzo» (Michele Santoro, "Corriere della Sera", 20-8-1993).

 

Maternità. «Milano è la madre di tutte le battaglie» (Umberto Bossi, "L'Indipendente", 5-6-1993).

Maternità II. «La proporzionale è la madre di tutte le tangentopoli, figlia di uno Stato prima corporativo, poi partitocratico, centralista e statalista sia col fascismo che col post-fascismo» (Umberto Bossi, "L'Indipendente", 18-3-1993).

umberto bossi dopo l ictus del 2004

Excalibur. «Ma io sono come un barbaro, porto la famiglia in battaglia con me. La mia donna e i miei figli devono sentire l'odore della polvere e il fragore metallico delle spade. La mia crociata è la loro crociata» (Umberto Bossi, "Vento dal Nord").

 

007 e il Leoncavallo. «Bisogna sbaraccare al più presto il Leoncavallo e tutti i sedicenti centri sociali che servono da copertura a spacciatori di droga e malavita. Avverto brutti segnali, non vorrei che questi centri nascondessero qualcosa di molto pericoloso, che fossero la copertura di servizi segreti deviati o di altre organizzazioni che in queste sedi possono raccogliere facilmente manovalanza utile ad azioni terroristiche. Chissà da dove veniva la bomba di via Palestro...» (Umberto Bossi, "L'Indipendente", 9-1993).

 

Bombe romane. «Ma quella l'hanno messa loro, è chiaro. Lì, proprio davanti a Palazzo Chigi per poter dire: "Vedete? Colpiscono anche noi". Io me lo immagino quasi, uno di loro, alle quattro e un quarto di mattina, travestito, che mette la sua bombettina nella Cinquecento. Sono loro a mettere le bombe. E' qualcosa che rinfranca il regime perché vede che qualcosa funziona ancora nella vecchia maniera. Solo chi vota Lega gira le spalle alle bombe» (Umberto Bossi, "L'Indipendente", 3-6-1993).

umberto bossi sul palco allestito in piazza maggiore 4

 

Ma che sei laziale? «Sarà per colpa del papato, ma il laziale ha nelle vene l'ossequio per il potere» (Umberto Bossi, "L'Europeo", 27-3-1992).

Fierezza. «Sono onorato che la Lega abbia conquistato il sindaco di Busseto, patria di Giuseppe Verdi, che amo molto» (Umberto Bossi, "l'Unità", 8-6-1993).

 

Fierezza II. «Anche la vittoria a Vico D'Arzole, dov'è nato il mio amore...» (Umberto Bossi, "la Repubblica", 8-6-1993).

Ripensamenti. «Ho dovuto ravvedermi: Bossi è un politico fine con un grandissimo istinto. Ha cavalcato il malessere che c'è nel Paese, lo ha interpretato e lo ha espresso. Diceva Tolstoj che i Napoleoni non nascono a caso» (Enzo Biagi, "Panorama", 25-11-1992).

 

Bossi di Biagi. «Uno stronzo, un deficiente, un arteriosclerotico, una tra le grandi testine più che tra le grandi firme» (Umberto Bossi, "Il Giornale", 18-2-1991).

Pallettoni. «Molti dei nomi più belli dell'università e dell'economia noi li teniamo nascosti, ci mettiamo sopra una rete per non farli vedere, altrimenti ce li impallinerebbero» (Umberto Bossi, "Epoca", 1992).

Salotti. «Voglio Bossi a casa mia» (Donatella Pecci Blunt, "Panorama", 4-7-1993).

Umberto Bossi al cortile d’onore della Camera

Salotti. «E' la volta buona per eliminare i salotti radical-chic» (Cristina Formenton, "la Repubblica", 21-6-1993).

 

Grandi quesiti. «Mi invitano, ma io nei salotti cosa vado a fare» (Umberto Bossi, "Panorama", 26-5-1991).

 

Il neoassessore. «Queste signore non hanno capito una cosa. Se Bossi va a casa loro si seppellisce con un rutto». (Philippe Daverio, "Panorama", 4-7-1993).

Spiritoso. «Se chiedeste alla gente notizie su Alleanza democratica vi risponderebbe "ma cos'è, un nuovo bitter?"» (Umberto Bossi, "Corriere della Sera", 17-7-1993).

 

Indurain. «Con quel nome, però, potrebbe andar bene anche a noi. In'dur'ain, potrebbe essere un leghista spagnolo» (Umberto Bossi, "La Stampa", 7-6-1993).

Commesso viaggiatore. «Sentimentalmente non ho mai ingannato mia moglie. Fisicamente? Preferisco non rispondere: viaggio molto, sono spesso lontano da casa» (Umberto Bossi, "Epoca", 28-10-1992).

 

umberto bossi luca zaia

Bombarolo. «Sì, il nostro timer è pronto: l'ho piazzato a cento metri da Montecitorio» (Umberto Bossi "Epoca", 9-9-1993).

 

Bossi donnaiolo. «Bossi ha molto successo con le donne e sono tante quelle che chiedono le date delle sue conferenze per poterlo vedere di persona» (Alessandro Patelli, "Epoca", 12-12-1990).

 

Bossi femminista. Una serie di leggi fatte tutte per le donne, ma non solo con diritti e doveri. Leggi in cui c'entri anche l'affettività (Umberto Bossi, in "Brigate Rozze").

gianfranco fini e umberto bossi nel 2001 foto lapresse

 

Bossi babysitter. «Le donne che lavorano devono essere in condizioni di assoluta parità con gli uomini. Ma i figli hanno bisogno della madre, asili e babysitter non possono sostituire la voce, la mano e l'intuito di una mamma» (Umberto Bossi, "Vento dal Nord").

 

Bossi e le donne. «Bossi ama molto scherzare. Bersaglio preferito: le donne. Un nostro consigliere regionale dell'Emilia Romagna, la signora Emilia Uccelli, si becca sempre la sua dose» (Giuseppe Leoni, "Epoca", 12-12-1990).

Umberto Bossi e Giancarlo Pagliarini

 

Lumbard-rap '92. «Mi sun lumbàrd e me giran i ball/ ma arriva il Boss e ve spacca gli oss!» (Anonimo, "Corriere della Sera", 10-5-1993).

 

Marxista tendenza Grouchiana. «In ogni caso è chiaro che Bossi ha letto Marx (mentre forse molti avversari lo hanno appena sfogliato e hanno scartabellato qualche sunto)» (Umberto Bossi, "Lega Ncs", II/14-2-1991).

 

L'ultima tentazione. «Viene la tentazione di parafrasare il "Manifesto" di Karl Marx, per dire che "un fantasma si aggira per l'Europa: è lo spettro del federalismo"» (Umberto Bossi, "Vento dal Nord").

Fascismo. «Per me il nuovo fascismo è l'alleanza trasversale tra democristiani e piidiessini» (Umberto Bossi, "L'Indipendente" 17-7-1993).

UMBERTO BOSSI E GIANCARLO GIORGETTI

Duce dove ci conduce? «Se quest'anno decidessi di marciare su Roma, la gente mi seguirebbe» (Umberto Bossi, "Epoca", 20-1-1993).

 

Postatomico. «La Lega entrerà nella voragine lasciata aperta dall'esplosione nucleare del partito socialista. In poco tempo bonificherà il terreno e avvierà una deregulation istituzionale ed economica. E l'Italia avrà finalmente uno Stato Moderno» (Umberto Bossi, "L'Espresso", 28-2-1993).

 

L'Albertùn, cioè il logo delle bici Legnano. «Il simbolo fu una mia invenzione [...]. Quale più adatto, allora, dell'Albertùn, la grande statua di Alberto da Giussano che campeggia nella piazza centrale di Legnano? Corsi a fotografarla; nell'occasione mi tornò utile la passione per la fotografia che avevo coltivato da ragazzo» (Umberto Bossi, "Vento dal Nord").

Ciampi er bombarolo. «Ma non diciamo fesserie, quella di Roma è una bomba fiancheggiatrice. Io l'ho visto in Tv il Ciampi, era cotto, e si capisce: si era alzato prima dell'alba, alle quattro e un quarto, per mettere la bomba» (Umberto Bossi, "l'Unità", 4-6-1993).

 

dito medio umberto bossi

Scalzone? «C'è solo da augurarsi che irrompa definitivamente Bossi e che spazzi via tutto» (Oreste Scalzone, "Italia Settimanale", 27-1-1993).

 

Bobo non capisce il milanese. «L'episodio più divertente m'è capitato quando sono andato a trovare Craxi durante la crisi di governo. M'è venuto incontro sorridendo: "Lo sai che avevi proprio ragione. Quasi quasi propongo un corso di dialetto milanese nelle scuole di Milano. Mio figlio Bobo non capisce una parola, magari mi rifaccio coi nipoti". Pensavo al solito sfottò. Invece è vero: Bobo Craxi non capisce il milanese» (Umberto Bossi, "L'Europeo", 19-5-1991).

 

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Boh? «Però, come dice "l'Ecclesiaste", per tutto c'è un tempo» (Umberto Bossi, "Vento dal Nord").

Radiosveglia. «Craxi, sveglio quel ragazzo...» (Umberto Bossi nel Transatlantico, Agi, 15-5-1991).

E non lo fà soffri, finiscilo! «Come è andata? Niente. Passavo di lì e [Craxi] mi ha agganciato. Ha pianto. Cosa volete che dica uno che ha perso a chi lo ha sconfitto? Quella era la situazione. Da una parte c'ero io che ho vinto, dall'altra lui, che ha perso [...]. Non posso negare di aver provato un minimo senso di disagio. Ma si sa che il leone ferito azzanna, che rappresenta un pericolo. Per questo bisognerebbe finirlo» (Umberto Bossi, "Corriere della Sera", 5-8-1993).

 

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Furbo. «La Costituzione dice che bisogna pagar le tasse, ma mica gli anticipi» (Umberto Bossi, "L'Indipendente", 22-7-1993).

Appello al voto. «In gabina elettorale occorre scegliere una forza politica che sia anche una grande forza morale. Io conosco solo la Lega Nord esaltata dalla stampa internazionale che la dipinge come l'unica forza politica italiana che ha un progetto per un vero cambiamento del Paese. Quindi Vota Lega Nord» (Umberto Bossi, Rai3, aprile 1992).

Dandy.. «Il vero snob oggi è Bossi, mica quelli di Capalbio. Quando Bossi dice "gabina" è uno snobismo raffinato e voi giornalisti abboccate» (Philippe Daverio, "Corriere della Sera", 24-6-1993).

Umberto Bossi

Dietrofront. «Io non sono più convinto che la gabina elettorale sia uno strumento di democrazia» (Umberto Bossi, "la Repubblica", 30-6-1993).

 

Gabina? «A parte il fatto che a Milano abbiamo sempre detto tutti gabina e non cabina, ho trovato che il dizionarietto del Battaglia la cita esplicitamente. Si può dire anche gabina» (Philippe Daverio, "Il Venerdì di Repubblica", 13-8-1993).

E in inglese? «Mi pare si dica "cab". E' giusto?» (Umberto Bossi, "La Stampa", 20-8-1993)

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