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MELENCHON E IL FANTASMA DELLA VIOLENZA POLITICA CHE TORNA A MINACCIARE L’EUROPA! PER LA MORTE DEL MILITANTE DI ESTREMA DESTRA QUENTIN DERANQUE, NEL MIRINO FINISCE IL GRUPPO ANTIFASCISTA “LA JEUNE GARDE”. IL COLLETTIVO È STATO CREATO DA RAPHAEL ARNAULT, DEPUTATO DI “LA FRANCE INSOUMISE” DI MELENCHON, E PER CUI LAVORAVA COME ASSISTENTE PARLAMENTARE JACQUES-ELIE FAVROT, ARRESTATO IERI PER L’OMICIDIO DURANQUE - SECONDO DIVERSI ESPONENTI DI FRATELLI D'ITALIA, ARNAULT E ALTRI MILITANTI FRANCESI AVREBBERO PARTECIPATO A INIZIO GENNAIO ALL'AGGRESSIONE A ROMA DI QUATTRO ATTIVISTI DI "GIOVENTÙ NAZIONALE"…
A.Gi. per "la Repubblica" - Estratti
Poche ore dopo la morte di Quentin Deranque, il ministro dell'Interno Laurent Nuñez era già sicuro di sé, puntando il dito contro il gruppo antifascista La Jeune Garde. Il collettivo è stato creato a Lione nel 2018 da Raphaël Arnault, oggi deputato di La France Insoumise e per cui lavorava come assistente parlamentare Jacques-Elie Favrot, fermato ieri per il pestaggio del ragazzo morto.
Un altro degli arrestati nelle indagini è sempre un militante noto della Jeune Garde che, secondo le prime ricostruzioni, giovedì sera partecipava al "servizio di protezione" dell'eurodeputata palestinese Rima Hassan, volto noto del movimento di Jean-Luc Mélenchon, durante il suo intervento a Sciences Po.
Deranque, studente in matematica, 23 anni, era venuto invece con un'altra ventina di ragazzi per «garantire la sicurezza» del collettivo femminista di estrema destra Némésis che protestava contro la conferenza dell'eurodeputata mélenchonista. I due gruppi antagonisti si sono affrontati a margine dell'evento fino alla violenza del pestaggio del giovane Quentin. Tra di loro anche l'assistente parlamentare Favrot, indicato da Alice Cordier, presidente di Némésis, tra gli aggressori.
Nella galassia "antifascista" La Jeune Garde è un nome riconoscibile, con una presenza militante sul campo e una capacità di mobilitazione. La sua notorietà è legata soprattutto a episodi di aggressioni e scontri (...) I fatti risalgono al 2022, quando un ragazzo di 18 anni sarebbe stato avvicinato da un gruppo di sei persone, tra cui Arnault, e aggredito. Il deputato è stato inoltre oggetto di varie denunce per violenze e minacce di morte e risulterebbe schedato dall'intelligence interna. Anche altri militanti del gruppo sono finiti nel mirino della magistratura.
Nel 2024 otto aderenti alla Jeune Garde sono stati incriminati per «violenze in riunione» nell'ambito dell'aggressione.
Nel giugno 2025 l'allora ministro dell'Interno Bruno Retailleau ha deciso di sciogliere il collettivo.
Nel decreto di dissoluzione si sosteneva che le «provocazioni ripetute» del gruppo conducessero frequentemente ad atti violenti.
Arnault ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, rivendicando la capacità del gruppo di resistere allo scioglimento. Il collettivo intanto si è esportato in altre città francesi e avrebbe avuto contatti anche oltreconfine. Secondo diversi esponenti di Fratelli d'Italia, il fondatore Arnault e altri militanti francesi avrebbero partecipato a inizio gennaio all'aggressione a Roma di quattro attivisti di Gioventù Nazionale, ipotizzando un legame con la violenza politica registrata attorno alla commemorazione di Acca Larenzia.
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