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LA METAMORFOSI (VESPIANA) DI CONTE – LENZI: "A “PORTA A PORTA” IL PREMIER SI E’ “MATTARELLIZZATO” E SI E’ MESSO A TIRARE SCAPPELLOTTI A SALVINI (SUI MIGRANTI) E A DI MAIO (SUI GILET GIALLI) - BRUNO VESPA, ANCORA UNA VOLTA, SEMBRA AVER COMPIUTO UN MIRACOLO: ISTITUZIONALIZZARE IL PREMIER DI UN GOVERNO POPULISTA…"
Massimiliano Lenzi per Il Tempo
Questa che stiamo per raccontarvi è una parabola italiana, la storia di Teo e di Gigi, di un Conte e di un mattarello, pardon, di un Mattarella. Poveri Gigi (al secolo Luigi Di Maio) e Teo (Matteo Salvini), nella loro avventura imprevista e nuova si sono dimenticati di far di ….. Conte. No, non si tratta di un banale refuso di vocali, non volevamo scrivere conto ma proprio Conte. All’anagrafe, un cognome. Per poi aggiungere il nome, Giuseppe. E il luogo, da Volturara Appula, paesello nel foggiano, un Premier che in queste ore si è ‘mattarellizzato’, finendo con il tirare scappellotti a Gigi e Teo, sempre più istituzionale e sempre meno populista.
La metamorfosi del Conte, più che kafkiana, è stata vespiana (dal cognome di un noto conduttore televisivo italiano, Vespa Bruno) e si è realizzata durante una intervista a “Porta a porta”, su Rai Uno. Saranno state le telecamere, sarà stato il ruolo, sarà stato il candore della poltrona su cui era seduto o il bluette dello studio che gli faceva da contorno - o forse sarà stata colpa del talento dello stesso Vespa - sta di fatto che Conte ha sparigliato il gioco. A Salvini, sui migranti che il leader della Lega (partito che sostiene il Governo assieme ai 5 Stelle) non voleva in nessun modo far scendere in Italia – e ben prima che il Premier maltese Muscat annunciasse lo sbarco della gente sofferente a bordo di Sea Watch e Sea Eye, per un accordo con altri paesi europei - il Presidente del Consiglio ha mandato un telegramma schietto: “Se non li faremo sbarcare, li andrò a prendere con l'aereo e li porterò (ndr, ovviamente in Italia)”.
Ed a di Maio, che ha passato ore a strizzare l’occhio ai gilet gialli francesi, cercando convergenze in vista delle elezioni europee, sempre il Conte ha comunicato: “Anche Macron comprende che quando Di Maio fa affermazioni" come quella sui gilet gialli francesi "le fa come leader del Movimento 5 Stelle più che come vicepremier”. Insomma, roba di partito, non di Governo. Il fatto è che Bruno Vespa, ancora una volta, sembra aver compiuto un miracolo: istituzionalizzare il Premier di un Governo populista, mattarellizzare Giuseppe Conte.
E adesso, che succederà? L’Italia, uno dei paesi fondatori e più influenti della Unione Europea, si ritrova con un Governo sostenuto da una maggioranza populista, l’alleanza Lega e 5 Stelle, che il Premier della stessa maggioranza, Conte, ha contraddetto ospite di un programma tv nazionale nei suoi due leader più rappresentativi, Salvini e Di Maio, su due argomenti chiave come l’immigrazione e le alleanze possibili per cambiare l’Unione Europea. Un cortocircuito che evidenzia una debolezza: l’Italia è l’unico Paese fondatore della Ue che si ritrova con un Premier non espressione diretta delle forze di maggioranza, non è né leghista né pentastellato Conte, ma che è stato definito avvocato del popolo. Il popolo, però, più che di avvocati (quella è roba da cause e tribunali, e noi siamo sempre garantisti!) ha bisogno di rappresentanza.
Non emergerà subito ma è abbastanza chiaro che, dopo il Conte da Vespa e le tirate d’orecchie a Salvini e Di Maio sui migranti e sui gilet gialli, tutto può sopportare un Governo populista tranne che un Premier troppo tecnico. Per cui, ne vedremo delle belle. La parabola di Gigi, Teo e del Conte è appena cominciata. “C’era una volta, nella penisola italica allungata nello mare, un governo de lo populo e uno Conte che ….”.
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