DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO…
Alessandro Trocino per il "Corriere della Sera"
«Mancavano solo le ricette di cucina e poi c'era tutto». Paolo Bernini ci ride su. Anche se subito torna serio ed elenca le «contiguità » del premier con enti che considera quasi demoniaci: dalla Trilaterale al gruppo Bilderberg fino all'Aspen Institute. La reazione dei deputati a 5 Stelle al discorso di Enrico Letta, è piuttosto compatta. «Un discorso impeccabile - dice Andrea Cecconi - peccato che non lo realizzerà mai». E ancora, Alessia Villarosa: «In pratica ha letto il nostro programma».
Insomma, sono in pochi a disprezzare le parole di Letta, e anzi c'è chi le apprezza molto, ma quasi nessuno è disposto a concedere credito a una classe politica che considerano screditata.
E se i commenti in Transatlantico sono improntati tutti a questo scetticismo benevolo, in Aula il gruppo si muove in modo ben diverso. E si organizza in modo impeccabile per colpire ogni singolo ministro: dieci interventi, tutti o quasi costruiti collettivamente, letti per fare le pulci ai titolari dei dicasteri. Con poche aperture di credito e molte punte polemiche.
La vetta la raggiunge Andrea Colletti, deputato eletto in Abruzzo, che si lascia andare a una forte invettiva: «Presidente Letta, lei è lo stesso che venerava un certo Giulio Andreotti, prescritto per concorso esterno ad associazione mafiosa. Lei è il nipote di Gianni Letta, che è stato amnistiato per finanziamento illecito ai partiti ed è indagato da varie procure».
E ancora: «Visto il ministro dell'Interno, questo sembra il governo della trattativa Stato-mafia, il governo del bavaglio alla magistratura». Poi l'affondo finale: «Presidente Letta, è inutile mettere facce nuove quando sulla parete c'è la muffa. La soluzione è rimuoverla, non passarci la vernice. Questo siete voi: una mano di vernice su un muro rovinato dalla muffa».
Parole che scatenano la rabbia di molti deputati della maggioranza, che rimproverano il vicepresidente di Montecitorio, il 5 Stelle Luigi Di Maio, di non essere imparziale per non avere interrotto l'invettiva e «le offese». In realtà Di Maio ferma Colletti, richiamandolo per il tempo scaduto. Ma alla pdl Barbara Saltamartini e al pd Ettore Rosato non basta. In difesa di Di Maio si schiera invece il Pd Roberto Giachetti.
Seguono gli interventi a 5 Stelle. Fabiana Dadone chiede «i numeri identificativi sui caschi delle forze dell'ordine». Carla Ruocco: «Presidente, ci sono affaristi che sono contigui al partito di cui fa parte». Silvia Giordano: «Da mesi ci dicono che siamo incompetenti. E allora la Lorenzin, alla Salute, che non ha mai visto una siringa?».
Chiara Di Benedetto: «La scellerata affermazione che "con la cultura non si mangia" è figlia di una politica miope». Angelo Tofalo chiede le presidenze delle Commissioni Copasir e Vigilanza Rai. La prima, più importante, è probabile che non sarà assegnata al M5S.
Difficile un dialogo con il governo, ma qualche spiraglio si vede. Accantonate le tentazioni di ostruzionismo, l'M5S promette un'opposizione «costruttiva». E a proposito di dialogo, ieri si è riunito un Intergruppo sulla Pace, coordinato dal sel Giulio Marcon, con i 5 Stelle Bernini, Frusone, Spadoni e Grande e il pd Salvatore Capone.
GRILLO A ROMA
ENRICO LETTA ALLA CAMERA TRA ALFANO E BONINO
Roberto Fico alla Camera jpeg
Roberto Giachetti
DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO…
DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA…
DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI…
FLASH! – SE IERI È ANDATA IN SCENA L’INEDITA APPROVAZIONE DEL PIANO EDITORIALE DI UN DIRETTORE…
FRATELLI COLTELLI FLASH! – CHISSÀ A COSA MIRA IL PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA QUANDO…