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"A HORMUZ NON PASSANO SOLO PETROLIO E GAS" - GLI IRANIANI MINACCIANO DI TRANCIARE I CAVI SOTTOMARINI CHE PASSANO SUL FONDALE DELLO STRETTO CHE TENGONO SOTTO CONTROLLO - LE CONSEGUENZE SAREBBERO DEVASTANTI: QUEI CAVI TRASPORTANO OLTRE IL 15% DEL TRAFFICO GLOBALE DI DATI - A FARNE LE SPESE SAREBBERO SOPRATTUTTO I PAESI DEL GOLFO, CHE STANNO INVESTENDO MILIARDI NELLO SVILUPPO DEI SERVIZI E DATA CENTER DIGITALI E DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE...
Estratto dell'articolo di Giusi Fasano per il "Corriere della Sera"
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
È buttata lì come l’evocazione di uno scenario ipotetico ma assomiglia tanto a una minaccia. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della rivoluzione islamica, ricorda che nello Stretto di Hormuz «non passano solo petrolio e gas» e dice la seguente cosa:
«Se per qualsiasi motivo, che si tratti di disastri naturali, ancoraggio di navi, incidenti marittimi o azioni deliberate, diversi cavi principali nello Stretto di Hormuz venissero tagliati contemporaneamente, una catastrofe digitale si abbatterebbe sugli Stati arabi del Golfo, con gravi interruzioni o disservizi diffusi della loro rete Internet». E aggiunge che, certo, «ne risentirebbe anche l’Iran» ma «è molto meno vulnerabile» perché «meno dipendente» dai cavi piazzati in quei fondali. [...]
CAVI SOTTOMARINI CHE PASSANO NELLO STRETTO DI HORMUZ
Il Times of India (l’India è fra più grandi consumatori del traffico Internet) pubblica un editoriale per dare l’allarme. Gli analisti dello Stimson Center approfondiscono l’argomento con dati, storia, resoconti, e concludono che per l’Iran classificare come «infrastrutture tecnologiche nemiche» i cavi sottomarini in fibra ottica «non sembra una ipotesi azzardata».
Tutti sono d’accordo su un punto: i cavi in fibra ottica che corrono sui fondali marini (ovunque siano) sono vulnerabili, a protezione limitata e poco controllati. Nello Stretto di Hormuz, oggi, lo sono più che in ogni altro luogo al mondo. E se gli iraniani usassero il fondo dello Stretto come un campo di battaglia?
STRETTO DI HORMUZ - CRISI ENERGETICA
Le conseguenze sarebbero devastanti, soprattutto per il blackout della Rete nei Paesi del Golfo che, tra l’altro, stanno investendo miliardi nello sviluppo dei servizi e data center digitali e dell’intelligenza artificiale.
Quei cavi (secondo alcuni analisti trasportano oltre il 15% del traffico globale di dati) sono ossigeno digitale per Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita, Iraq... Danneggiarli non vorrebbe dire soltanto interrompere i social media o avere una connessione lenta nella regione. Il fronte più grave sarebbe quello economico. Salterebbero ogni giorno milioni di transazioni bancarie e dei mercati finanziari.
PASSAGGIO DI NAVI PER LO STRETTO DI HORMUZ
Avrebbero problemi considerevoli i data center dell’Intelligenza artificiale negli Emirati e l’Hub finanziario globale di Dubai. Ci sarebbero probabili conseguenze per i cloud delle grandi aziende digitali. Sarebbero inevitabili, a cascata, problemi economici (sia pure minori) anche in Africa, Asia, Europa.
Le riparazioni (sui fondali di Hormuz o molto e vicino allo Stretto corrono sistemi di cavi importanti e complessi come Falcon e Aae-1) sarebbero un ulteriore nodo critico perché le navi-officina dovrebbero muoversi con molta lentezza e rischiando grosso, data la presenza di mine lungo quel corridoio di mare. [...]
nave attraversa lo stretto di hormuz
AREA MINATA - STRETTO DI HORMUZ
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