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NIENTE DIVIETO DI VENDITA PER LE BEVANDE IN VETRO: LA APPENDINO FINISCE SOTTO ACCUSA – IL DRIBBLING DELLA SINDACA REPLICA: PENSIAMO ALLE PERSONE FERITE - POLEMICHE SULLA LOGISTICA: LE AMBULANZE BLOCCATE E L’EFFETTO IMBUTO

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M.Peggio e M. Tropeano per la Stampa

 

I l day after di Torino lo descrivono i freddi numeri dettati in un comunicato congiunto diffuso alla fine della riunione del tavolo della sicurezza: 1527 persone che hanno fatto ricorso alle cure mediche in ospedale, oltre trecento visitate nelle strutture sanitarie fuori città.

 

Molti di loro saranno dimessi nel corso della giornata ma ci sono tre persone, tra cui un bambino, ricoverati in prognosi riservata. Ma il day after è fatto anche di domande che dovranno trovare una risposta visto che «moltissimi feriti hanno riportato lesioni per colpa dei vetri e questo si sarebbe potuto evitare», ha spiegato l' assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta.

 

La prima questione: è stata emanata l' ordinanza di divieto di vendita di bevande in vetro? E se sì, come è stata fatta rispettare? Ieri mattina la sindaca, Chiara Appendino, ai giornalisti che uscendo dalla riunione in prefettura le chiedevano conto della presenza o meno dell' ordinanza, ha scelto di dribblare la questione: «Pensiamo alle persone ferite».

 

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Ma il tema, naturalmente, è stato affrontato nel corso del tavolo sulla sicurezza. A Capodanno, quando già soffiava sull' Europa il vento sinistro della paura per il terrorismo islamico, si è era fatta una scelta netta: divieto di vendita di bevande alcoliche in vetro. L' altro ieri, invece, l' ordinanza comunale predisposta in vista delle proiezioni in piazza della finale di Champions, ha stabilito la chiusura delle strade e la viabilità.

 

Nessun cenno esplicito al divieto di portare in piazza bottiglie di vetro. Adesso, da più parti, in prefettura e Comune, si parla dell' esistenza di un' ordinanza quadro, adottata alcuni anni fa e tuttora in vigore, che prevede un divieto di mettere in vendita bottiglie di vetro in occasioni di eventi di piazza. Divieto che, andrebbe richiamato espressamente, proprio per predisporre interventi mirati .

 

IL RAGAZZO CON LO ZAINETTO A PIAZZA SAN CARLOIL RAGAZZO CON LO ZAINETTO A PIAZZA SAN CARLO

La mancanza di questa indicazione precisa, avrebbe creato un corto circuito nella fase dei controlli preventivi. Se da una parte polizia e carabinieri, abituati ai filtraggi dello stadio, erano impegnati a bloccare gli spettatori trovati con bottiglie al seguito, dall' altra bar e venditori, più o meno abusivi di bevande, hanno venduto birra e bibite a volontà, senza alcuna limitazione.

 

La seconda questione da approfondire è la modalità di organizzazione logistica dell' evento che ha visto almeno 30 mila persone assistere alla partita, per altro tante, tantissime arrivate da fuori Torino. Nel 2015 il monumento simbolo della città era stato «blindato» per proteggerlo da eventuali assalti, la piazza era stata divisa in settori e c' erano anche due maxi-schermi.

 

PIAZZA SAN CARLOPIAZZA SAN CARLO

Questa volta è stata fatta una scelta diversa con un unico mega schermo. Una soluzione che impediva di fatto un facile accesso alle ambulanze e alle forze dell' ordine in caso di necessità, e che ha creato un imbuto quando il panico ha scatenato la fuga della gente e poi nell' evacuazione dei feriti.

 

Oggi, in Consiglio comunale, potrebbero arrivare alcune risposte. Ieri nel tardo pomeriggio è arrivata una nota del Comune che chiama in causa un ente strumentale, Turismo Torino, in qualità di «soggetto organizzatore». Secondo la città: «Ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015 in occasione della finale proiettata il 6 giugno.

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Anche in quel caso la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo, oltre a ciò che è previsto dall' art. 8 bis del Regolamento di Polizia Urbana».

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L' articolo in questione prevede il divieto di vendere, per asporto o consumo sul posto, bevande racchiuse in contenitori di vetro o metallo, dalle 23 alle 7 del giorno successivo.

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L' amministrazione, poi sta facendo verifiche sulla presenza di venditori abusivi per «individuare eventuali responsabilità» e ha chiesto al comandate dei vigili urbani una relazione sulle attività svolte. Relazione che servirà alla sindaca per spiegare il suo punto in Sala Rossa così come chiesto da Pd e la Lega Nord.