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Decine e decine di guardie penitenziarie punite da commissioni disciplinari fantasma, le cui riunioni si tenevano mentre i loro membri figuravano in servizio a chilometri di distanza, o addirittura in ferie. "Non è giusto, non è giusto", direbbe l'ottima ministra Annamaria Cancellieri, se solo si trattasse di detenuti vip come le figlie dei Ligrestos. E invece qui sono in ballo le "misere" carriere e i trasferimenti di umili servitori dello Stato, che magari hanno commesso qualche piccola infrazione amministrativa, e il celebre "intervento umanitario" del Guardasigilli ancora tarda ad arrivare.
In realtà tarda ad arrivare anche una semplice e doverosa risposta alle tante interrogazioni parlamentari che su questa imbarazzante vicenda sono già piovute. Ad accorgersi che qualcosa non andava nei verbali delle commissioni disciplinari di Piemonte e Valle D'Aosta è stato l'Osapp, battagliero sindacato autonomo della polizia penitenziaria, che il 29 giugno ha preso carta e penna per chiedere al provveditore regionale alle carceri, e per conoscenza al capo del Dap Giovanni Tamburino e al ministro Cancellieri, di disporre i "doverosi accertamenti" su "presunte, gravissime irregolarità nelle procedure e negli atti del Consiglio regionale di Disciplina".
Da un banale controllo a campione su fascicoli e fogli presenze, risultavano fisicamente impossibili molte riunioni del tribunalino interno. La richiesta di accertamenti precisi ha gettato nel panico l'Amministrazione penitenziaria, specie dopo che sono cominciate a fioccare le interrogazioni parlamentari al signor Ministro. Il 18 luglio, è toccato al senatore piddino Stefano Esposito, noto per le sue battaglie contro i No Tav, sottolineare che "mancano diversi atti nei procedimenti disciplinari" e che varie riunioni preliminari dei consigli di disciplina in realtà non sono mai state convocate.
Esposito chiede alla Cancellieri se non ritenga di disporre "l'annullamento di tutti i provvedimenti sanzionatori eventualmente adottati". Sulla stessa lunghezza d'onda anche le interrogazioni del pidiellino Lucio Barani (15 luglio) e dei leghisti Stefano Allasia e Gianluca Buonanno (17 luglio), che vogliono pure sapere se "episodi del genere si siano verificati e si verifichino anche in altre regioni".
E Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato (9 luglio), chiede a Nonna Pina "se non ritenga di accertare se dalla situazione descritta siano derivati aggravi economici per l'amministrazione e, in caso affermativo, se non ritenga di disporre la trasmissione degli atti alla magistratura contabile e alla Procura della Repubblica". Insomma un brutto pasticcio, con probabili strascichi giudiziari.
Risposta della ministra che fa rivivere la voce di Tina Pica? Al momento "zero carbonella", come direbbe Aldone Fabrizi. Ma dopo la pubblicazione delle telefonate della ministra con i Ligrestos, deputati e uomini della polizia penitenziaria possono sempre chiamarla sul cellulare e sperare di essere scambiati per appartenenti alla famiglia di Don Salvatore.
detenuti carceri
ANNAMARIA CANCELLIERI resize
Anna Maria Cancellieri
detenuti carceri
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