roberto occhiuto marina berlusconi antonio tajani

“FACCIAMO ENTRARE ARIA NUOVA IN FORZA ITALIA E PENSIAMO MENO ALLE TESSERE” – IL GOVERNATORE CALABRESE, ROBERTO OCCHIUTO, UNO DEI “CAVALLI” DI MARINA BERLUSCONI PER RINNOVARE IL PARTITO, LANCIA BORDATE AL SEGRETARIO TAJANI: “OGGI FORZA ITALIA NON RAPPRESENTA ABBASTANZA I TEMI LIBERALI” – LO STOP AI CONGRESSI REGIONALI AZZURRI: “SONO STRUMENTI NOVECENTESCHI. CON IL TESSERAMENTO SI COSTRUIVANO POTENTATI E QUESTI PORTAVANO A DEGENERAZIONI.  IL NOSTRO PARTITO HA RAGGIUNTO I 250 MILA TESSERATI, TANTI QUANTI QUELLI DI FDI, MA LE PERCENTUALI DI CONSENSO MI SEMBRANO DIVERSE” – L’AVVISO AL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA, PAOLO BARELLI: “SE DEVE RESTARE AL SUO POSTO LO DECIDERANNO I DEPUTATI…”

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Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

roberto occhiuto (5)

«Forza Italia deve aprire le porte, serve aria nuova», ripete in queste ore Roberto Occhiuto a chiunque gli capiti a tiro. Il presidente della Calabria e vicesegretario del partito è da tempo tra i portabandiera di una linea divergente da quella del leader Antonio Tajani.

 

Qualcuno potrebbe leggere quelle parole come una sfida al segretario, già indebolito dalle frizioni con la famiglia Berlusconi e dalle faide interne al partito, e invece «non serve una lotta per la leadership», sostiene Occhiuto.

 

«Tajani – precisa – non è in discussione, ha fatto un lavoro straordinario tenendo a galla il partito dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi e se non si è raggiunto l'obiettivo del 20% che aveva fissato, è responsabilità di tutti».

 

ANTONIO TAJANI ROBERTO OCCHIUTO

Qual è allora la soluzione? I figli del Cav non sembrano affatto contenti.

«FI è sempre stata un partito innovativo. Dobbiamo recuperare quello spirito, facendo entrare persone che vengono da mondi diversi, esterni al nostro. Si devono affrontare temi liberali e riformisti che oggi non vengono rappresentati da nessuno».

 

Forza Italia non rappresenta temi liberali?

«Non lo sta facendo abbastanza. Noto che si è spesso più attenti a difendere gli interessi delle corporazioni che non gli interessi del resto dei cittadini. E poi, sui diritti civili viviamo in un'epoca nella quale la sfera della sessualità è vissuta in maniera diversa; Forza Italia dovrebbe interpretare il cambiamento anche per aprire, su questi temi, una breccia all'interno del centrodestra».

 

marina berlusconi

Ma può esistere un leader di Forza Italia se i figli del Cav con una parola possono delegittimarlo?

«A Forza Italia non serve una guida carismatica, perché nessuno potrà mai eguagliare il carisma di Silvio Berlusconi. Quanti partiti costruiti su una leadership forte poi sono andati in difficoltà quando quel segretario si è offuscato?

 

Noi siamo resilienti. E trovo naturale che i figli di Berlusconi siano interessati al futuro del partito, la creatura alla quale loro padre teneva di più. Che diano qualche stimolo sui temi liberali, ogni tanto, credo sia una cosa positiva».

 

gasparri occhiuto

Dopo la sconfitta al referendum hanno stimolato le dimissioni di Gasparri da presidente dei senatori azzurri. E anche il capogruppo alla Camera, Barelli, è in bilico.

«La famiglia non c'entra niente con queste dinamiche. La discussione su un cambio in Senato era partita prima del referendum e non ha a che fare con la sconfitta.  […]

 

Quindi per lei Barelli non dovrebbe dimettersi?

«Se Barelli deve restare al suo posto lo decideranno i deputati. Il punto è che serve il coraggio di aprire il partito, lasciando perdere congressi o tesseramenti».

 

Invece la risposta di Tajani alla debacle referendaria è stata proprio quella: spinta per il congresso e i nuovi tesseramenti. Sbaglia?

meloni occhiuto

«Sono strumenti novecenteschi, vecchi. Già allora i congressi erano fonte di patologie. Con il tesseramento si costruivano potentati e questi portavano a degenerazioni».

 

Sta accadendo anche dentro Forza Italia?

«Rilevo che il nostro partito ha oggi raggiunto i 250 mila tesserati, tanti quanti quelli di Fratelli d'Italia, ma le percentuali di consenso mi sembrano piuttosto diverse. Sarebbe utile lasciare da parte l'ansia per le tessere e i congressi, e avere un po' di ansia in più per i temi liberali. Dobbiamo ripensarci come partito smart, moderno, anche nella comunicazione politica».

 

La reazione di Meloni post referendum, invece, è stata quella di chiedere le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè. Ha condiviso la scelta?

«Se siamo al governo è per merito di Giorgia e le sue scelte vanno rispettate. Ha guidato la coalizione anche sopperendo alle mancanze di alcuni ministri».

 

[…]

 

E l'idea di andare a elezioni anticipate l'alletta?

ROBERTO OCCHIUTO - ANTONIO TAJANI

«In un anno di legislatura si può fare moltissimo, non perderei questa occasione. Giorgia Meloni è bravissima e non ha bisogno dei miei consigli, ma fossi in lei andrei avanti, anche per raccogliere quello che si è seminato finora».

gianni letta - marina berlusconiantonio tajani paolo barelli