DAGOREPORT - ‘’RESTO FINCHÉ AVRÒ LA FIDUCIA DI GIORGIA. ORA DECIDE LEI”, SIBILA LA PITONESSA. ESSÌ,…
Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”
terroristi attaccano una sinagoga e una chiesa in daghestan 1
La sanguinosa scorreria nel Daghestan è la rappresentazione del terrore più brutale, con implicazioni che, come spesso accade per gli attentati, uniscono il fronte regionale a quello esterno. Gli sparatori sono andati all’assalto contro obiettivi tradizionali. Le forze dell’ordine, simboli religiosi (chiese, sinagoga), persone di fede diversa, cittadini inermi.
Sono i target spesso indicati nei comunicati e negli appelli degli ideologi, sono anche bersagli d’opportunità. Tirano sui simboli, catturano ostaggi, se la prendono con chi incontrano. Ai killer interessa uccidere, marcare il territorio con raffiche di mitra e bombe. Se hanno la possibilità pianificano un’azione spettacolare — come avvenne al concerto di Mosca a marzo — altrimenti si lanciano in incursioni indiscriminate. […]
terroristi attaccano una sinagoga e una chiesa in daghestan 3
Il Caucaso, non da oggi, è terra jihadista. Gruppi locali si ispirano allo Stato Islamico, giovani militanti hanno raccolto la vecchia eredità qaedista (Osama Bin Laden aveva puntato la regione quando ancora la sua organizzazione era in fase di crescita), è intensa l’attività di proselitismo, forti i richiami per quanto avviene altrove.
Numerosi in questi anni gli episodi violenti, gli scontri a fuoco, i raid delle forze speciali. Senza dimenticare la caccia all’ebreo all’aeroporto di Makhachkala da parte di manifestanti islamici. […]
terroristi attaccano una sinagoga e una chiesa in daghestan 2
Quello che gli assassini chiamano «martirio» diventa un formidabile propellente per la causa. E pesa una situazione sociale negativa, tra corruzione e inefficienze. Gli estremisti conducono la lotta armata combinando l’agenda locale alle direttrici della fazione globale. Le saldature politiche possono diventare operative, nascono collaborazioni, complicità. In questo quadro la Russia e i suoi alleati sono doppiamente nemici: rappresentano il potere, devono essere colpiti anche per quanto hanno fatto in altri teatri ai «fratelli» musulmani.
Mosca, invece, ora tende ad accostare un pericolo cronico e storico al conflitto con l’Ucraina. La strage rappresenta un monito. È avvenuta in un quadrante lontano, instabile, ma è molto più «vicina» di quanto si possa pensare perché conferma l’allarme lanciato in Europa occidentale e negli Usa sui rischi incombenti di possibili sorprese.
terroristi attaccano una sinagoga e una chiesa in daghestan 6folla inferocita all aeroporto di makhachkala 5gli attentatori in daghestanterroristi attaccano una sinagoga e una chiesa in daghestan 4folla inferocita all aeroporto di makhachkala 6folla inferocita all aeroporto di makhachkala 7terroristi attaccano una sinagoga e una chiesa in daghestan 5
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