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Maurizio Belpietro per "Libero Quotidiano"
Mi sarebbe piaciuto molto cominciare questo articolo raccontando che da martedì i contribuenti pagheranno meno tasse. Come è ovvio una buona notizia si legge con maggior piacere di una cattiva e di questi tempi Dio sa quanto ce ne sarebbe bisogno. Purtroppo, nonostante le promesse del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il primo luglio non ci sarà nessun abbassamento delle imposte, ma al contrario un innalzamento di quelle che gravano sui risparmi.
Come spiega il nostro Ugo Bertone, con il nuovo mese scatta la nuova fregatura, che non colpisce, come si vuole far credere gli speculatori e chi campa sulle rendite, ma tutti coloro che nel corso di una vita di lavoro sono riusciti a mettere da parte qualche soldo. Con la scusa di voler adeguare l’imposizione fiscale sugli investimenti a quella europea, di fatto il governo ha introdotto una tassazione che colpisce ogni forma di risparmio, da quello in azioni a quello messo nei fondi di investimenti, conti correnti compresi. Dal salasso sono esclusi solo i quattrini ricavati con i titoli di Stato, ma come è noto quelli ormai rendono quasi nulla e dunque a guadagnarci è solo lo Stato.
Il nuovo regime fiscale in vigore da martedì non è vero che ci avvicina all’Europa, perché mentre nella Ue la tassazione media si aggira intorno al 25 per cento, da noi con le ultime gabelle introdotte riesce ad arrivare anche al 36, cioè ben 11 punti in più di quelli di cui godono i nostri partner europei.
matteo renzi e agnese landini all'inaugurazione di pitti
Di fatto con la scusa dell’allineamento agli standard in vigore a Bruxelles e dintorni, il governo ha introdotto una nuova patrimoniale, che si somma a quella che già grava sulla casa con Tasi, Tari e vessazioni varie. Tra abitazioni e risparmi, chiunque abbia due palanche è dunque fatto oggetto di un prelievo speciale che non lascia scampo al malcapitato.
E a pagare di più ancora una volta è quel ceto medio colpevole di non essere in miseria ma di aver raggiunto condizioni dignitose di benessere. Naturalmente qui non si tratta di equità, ma di un trasferimento di ricchezza e di impoverimento di un’intera classe di reddito.
LUCA TELESE MAURIZIO BELPIETRO
Altro che far pagare chi non ha mai pagato come spesso viene detto dal presidente del Consiglio: qui si vuole far pagare chi ha sempre pagato, ovvero i contribuenti onesti che non si sono mai nascosti al fisco, che non hanno tesoretti in nero nascosti all’estero ma conti regolarmente denunciati e investimenti immobiliari in regola. Tutto ciò mentre lo stesso governo offre un condono a chi aveva portato quattrini all’estero senza dichiararli e creato fondi neri.
La stangata su chi è in regola con il fisco non esclude nemmeno i fondi pensione, ovvero quei risparmi che eravamo stati sollecitati ad accantonare al fine di integrare la pensione. Dopo aver assicurato ai contribuenti un trattamento fiscale di favore al fine di incentivare l’investimento e creare una previdenza privata in grado di affiancarsi a quella pubblica, ora lo Stato si rimangia la parola data e per tramite del governo Renzi aumenta le tasse. Spacciato come provvedimento provvisorio, in realtà il prelievo rischia di diventare definitivo e di aggiungersi alle altre fregature fiscali.
Tutto ciò, mentre più di una indiscrezione dà per certa una prossima manovra correttiva del valore di 20 miliardi. Dopo l’estate per far quadrare i conti e rispettare i vincoli imposti da Bruxelles, Palazzo Chigi sarebbe infatti costretto a un nuovo salasso e anche in quell’occasione a finire nel mirino sarebbero risparmi e abitazioni, sulle quali già pende la revisione degli estimi catastali. Insomma, di male in peggio. Ma la beffa sta nelle parole del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il quale, a dispetto di tutto ciò, l’altro giorno ha ribadito la necessità di una riduzione delle imposte per far ripartire la crescita. Come dire il contrario di quel che si intende fare.
TASI VINCINO RENZI
SILVIO BERLUSCONI E DIETRO LA SCRITTA TASSE jpeg
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