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Marco Preve per "la Repubblica"
Il Viminale chiede spiegazioni alla questura di Imperia sull'utilizzo «improprio » e «spregiudicato», parole dei magistrati di Reggio Calabria, che Claudio Scajola ha fatto degli uomini della sua scorta. Ispettori e agenti trasformati in chauffeur per la bella moglie di un latitante condannato per appoggio alla ândrangheta. Addirittura spediti a scarrozzarla oltre confine.
Ma questa richiesta di chiarezza per il Dipartimento di Pubblica Sicurezza è un'arma a doppio taglio. La sudditanza della scorta all'ex ministro dell'Interno ipotizzata dalla procura antimafia calabrese rischia infatti di portare a galla quei rapporti troppo stretti che Scajola ha sempre avuto con i vertici della polizia italiana.
Ma anche con la "truppa". Fare la scorta a u ministru, a Imperia, poteva essere un lavoro impegnativo che garantiva però anche qualche piacevole contropartita. I soggiorni nel lussuoso hotel Rossini degli agenti in trasferta da Roma, oppure qualche aiutino una volta andati in pensione, per i poliziotti del posto. Ad esempio un incarico al Casinò di Sanremo.
I chiarimenti chiesti dal capo della Polizia Alessandro Pansa non possono essere fumosi o generici perché, contemporaneamente, pure la Dda di Reggio e gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia portano avanti una loro indagine. A seconda di che piega prenderà l'inchiesta rischiano in molti, a iniziare dal questore Pasquale Zazzaro, funzionario di esperienza e mediazione.
Ma al momento sulla graticola c'è soprattutto il capo di gabinetto nonché dirigente Digos di Imperia Alessandro Asturaro. à da lui che dipende la scorta, e Asturaro è noto in città , oltreché per aver scritto testi legali, anche per la sua rigidità - specie nei confronti dei giovani del centro sociale La talpa e l'orologio - e per essere stato scelto pochi anni fa come direttore per l'Italia del centro di cooperazione polizia-dogana di Ventimiglia finalizzato tra le altre cose «all'analisi delle attività criminali da porre al servizio delle polizie italiana e francese per un'informazione integrata e completa».
L'attento monitoraggio non ha però rilevato le trasferte monegasche della scorta al servizio di lady Matacena. In queste ore i sindacati di polizia cavalcano il caso addebitando tutte le colpe ai vertici della questura. Ma data la loro esperienza, appare improbabile che gli uomini di scorta non abbiano scoperto chi fosse la bionda signora. E si torna all'interrogativo iniziale: hanno informato i superiori?
CHIARA RIZZO MATACENA E CLAUDIO SCAJOLA
CLAUDIO SCAJOLA
Schermata alle
Schermata alle
Angelino Alfano e il capo della polizia, Alessandro Pansa
PANSA E ALFANO scuola interforze
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