giuli buttafuoco

"PIETRANGELO E’ UN AMICO, MA MAGGIORE AMICA E’ LA VERITÀ" – IL MINISTRO GIULI-VO SBARCA ALLA BIENNALE MA RESTA IL GELO CON BUTTAFUOCO. A SCATENARE LO SCONTRO TRA I DUE E’ STATA LA RIAPERTURA DEL PADIGLIONE RUSSO ALLA BIENNALE VOLUTA DAL PRESIDENTE BUTTAFUOCO CON “JULIE” CHE HA LANCIATO STRALI: “PIETRANGELO HA COMPIACIUTO IL CREMLINO ALLE SPALLE DEL GOVERNO” (LA CONTROREPLICA DI BUTTAFUOCO: “LE AUTORITÀ ERANO STATE INFORMATE”) - NESSUNO DEI DUE CONTENDENTI, MUOVE UN PASSO PER SCIOGLIERE L'AMBIGUITÀ DEL NODO POLITICO CHE SOFFOCA GOVERNO E CENTRODESTRA.BUTTAFUOCO RISPONDE RIFIUTANDO LUSINGHE E PASSERELLA A DUE...

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Giampaolo Visetti per “la Repubblica” - Estratti

 

Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco: Aristotele e Platone. Oltre due mesi di rissa Roma-Venezia sul ritorno di Mosca alla Biennale partoriscono l'auto upgrade filosofico del ministro della Cultura, esteso al presidente della Biennale. «Amico Pietrangelo — ammicca Giuli — ma maggiore amica la verità».

giuli buttafuoco biennale

 

Attribuita citazione originale: Amicus Plato sed magis amica veritas. Lo scontro tra chi «ha compiaciuto il Cremlino alle spalle del governo» e chi ripete che «le autorità erano state informate» del tappeto rosso steso per la propaganda di Vladimir Putin, resiste.

 

Nessuno dei due contendenti, sodali di antica frequentazione, muove un passo per sciogliere l'ambiguità del nodo politico che soffoca governo e centrodestra. Ai sorrisi del ministro, in laguna dopo lo schiaffo dell'inedita assenza all'inaugurazione, corrispondono gelo e silenzio del presidente della Fondazione. Parole dolci all'Arsenale, ma gesti decisi a ribadire la distanza tra istituzioni. Giuli parla di «pace ovvia» e della volontà di «chiudere la polemica».

 

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI IN VERSIONE SAN SEBASTIANO

Nel pomeriggio, da Trento, esalta perfino l'amico come «uno dei più grandi intellettuali italiani». 

Buttafuoco risponde rifiutando lusinghe e passerella a due: si limita alla cortesia dell'accoglienza al molo delle Gru, al dono del catalogo e a un accennato accompagnamento dentro il padiglione Italia. Foto di rito, prima di eclissarsi, lasciando da solo Giuli causa «impegni improrogabili».

 

Esibita la tregua elettorale interna alla destra, Venezia domenica e lunedì vota per il sindaco del dopo-Brugnaro. Ma restano invariate le posizioni: governo contrario alla riapertura del padiglione di Mosca, subito chiuso al pubblico per le pressioni delle cancellerie europee, e Biennale decisa a difendere la propria «autonomia dalla politica».

 

GIULI BUTTAFUOCO BIENNALE PADIGLIONE RUSSO

«Sapevo in partenza — ammette Giuli — che si sarebbe arrivati all'apertura del padiglione: quando c'è un anno di tempo e tu sei una nazione di scacchisti come la Russia, hai già previsto tutte le mosse». Rivelazione che spiega la freddezza di Buttafuoco: per il ministro, il presidente mentiva dicendo che il governo era avvertito del gran ritorno della Russia ai Giardini. Meglio allora fermarsi al livello dell'amicizia a due.

 

«Non c'è mai stata una guerra personale — minimizza Giuli — viva la Biennale e viva chi difende l'Italia e i suoi impegni internazionali. La pace con l'amico Buttafuoco? Ovvio». 

A oscurare il cielo sopra San Marco, anche il nuovo attacco di Mosca contro gli oppositori al suo ritorno veneziano, definiti «orchi indemoniati». Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, ringrazia per la «gradita svolta dell'Italia», ma sottolinea «la rabbiosa isteria anti-Russia».

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

 

Ironica conclusione pro-Buttafuoco: «L'enfasi creata artificiosamente attorno alla nostra partecipazione alla Biennale ha danneggiato proprio le forze anti-russe». Da Ca' Giustinian, solo una «nota distensiva» di elogio alla «straordinaria qualità» del padiglione del Mic, concepito prima dell'ascesa di Giuli al dopo Sangiuliano.

 

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULIALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

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