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PRATO SFIORITO PER GIORGIA MELONI! LA CITTÀ TOSCANA VA AL VOTO PER SCEGLIERE IL NUOVO SINDACO TRA SCANDALI, MALAFFARE E UNA FAIDA FEROCE DENTRO FRATELLI D’ITALIA CON L’OMBRA DEI RICATTI, DEL REVENGE PORN E DELLA MASSONERIA - TOMMASO COCCI, MASSONE, ASTRO NASCENTE DI FDI E PUPILLO DEL RESPONSABILE ORGANIZZATIVO GIOVANNI DONZELLI, È STATO MESSO NEL MIRINO UN ALTRO ESPONENTE DI FRATELLI D’ITALIA, ANDREA POGGIANTI, CHE AVREBBE DIFFUSO LETTERE ANONIME CON FOTO INTIME DI COCCI E UNA SERIE DI ACCUSE - IL RUOLO DI CLAUDIO BELGIORNO, CHE IN ROTTA CON IL VERTICE DEL PARTITO MELONIANO, HA PRESENTATO LA SUA CANDIDATURA A SINDACO...
Valter Rizzo per https://www.editorialedomani.it/politica/prato-il-buco-nero-di-fdi-la-citta-va-al-voto-tra-scandali-e-faide-bg89sbel
(…) Prato che va al voto per scegliere il nuovo sindaco e che fa i conti ogni giorno con una criminalità moderna e internazionalizzata. Qui la mafia cinese, fa da service alle mafie italiane, ma anche a chi deve ripulire i soldi dell’evasione fiscale.
Intreccia i suoi interessi con la criminalità organizzata albanese che controlla il traffico di droga. Per contrastare questa realtà combattono, quasi senza mezzi, sette magistrati con compongono la procura e che, non si sa come, riescono ad assestare colpi non indifferenti al malaffare.
È di questi giorni l’operazione condotta dalla polizie italiana, francese, belga e cinese, coordinata dalla procura guidata da Luca Tescaroli, che ha scoperto una zecca clandestina che produceva, con perfezione assoluta, centinaia di migliaia di monete da due euro, poi spacciate nella sale scommesse e attraverso le slot machine.
A mettere sottosopra la realtà pratese sono state però due indagini che hanno acceso i fari sul malaffare politico e imprenditoriale. La prima è stata un’indagine dell’antimafia fiorentina che ha decapitato il Comune, portando alle dimissioni, essenziali per scampare all’arresto, dell’ex sindaca Pd, Ilaria Bugetti e quindi al commissariamento e nuove elezioni fissate per il 24 maggio.
Un’indagine che ruota attorno ad uno dei potenti della città, finito travolto da uno tsunami di guai giudiziari. Riccardo Matteini Bresci titolare del gruppo tessile Colle, presidente del comparto moda di Confindustria Toscana Nord, soprattutto ex gran maestro venerabile della loggia Sagittario.
L’anno scorso era finito in carcere e condannato a due anni e due mesi per aver corrotto il colonello dei carabinieri Sergio Turini. Nella nuova inchiesta, che ha coinvolto l’ex sindaca, si parla di un rapporto, tra Bugetti e Matteini Bresci che i magistrati definiscono «patologico». Bugetti, sia come consigliera regionale sia come sindaca, sarebbe stata a disposizione del patron della Colle che la definiva «un mio attrezzo, una mia creatura».
Per fare fronte a quella che poteva diventare una rotta, il Pd ha deciso di affidarsi all’usato sicuro, candidando Matteo Biffoni, che quel comune ha guidato per dieci anni. Biffoni è l’incubo del centrodestra pratese. È stato lui a riportare Prato a sinistra nel 2014, azzerando al primo turno il sindaco di destra e volando poi con una valanga di preferenze in regione alle ultime elezioni.
(...)
Una faida feroce all’interno di Fratelli d’Italia che mirava a distruggere Tommaso Cocci, ex capogruppo in consiglio comunale. Cocci era il giovane astro nascente del partito di Giorgia Meloni a Prato, pupillo della parlamentare Chiara La Porta e del responsabile organizzativo Giovanni Donzelli.
Il suo nemico è un altro esponente di Fratelli d’Italia, Andrea Poggianti, vicepresidente del Consiglio comunale di Empoli, che ha diffuso decine di lettere anonime che contenevano anche foto intime di Cocci e una serie di accuse relative ad affari con esponenti della comunità cinese e vicende legate alla massoneria.
Già, perché anche Cocci è un massone affiliato alla stessa loggia della quale era Gran Maestro Venerabile Ricardo Matteini Bresci, anche lui vicino alla destra, ma in realtà con interessi e relazioni assolutamente trasversali.
Scopo delle lettere anonime e delle foto, distruggere l’immagine di Cocci e impedire che si candidasse alle regionali. Non solo, il giovane esponente di FdI non era l’unico obiettivo. La raffica di lettere anonime puntava a colpire anche la corrente che fa capo a Donzelli e la deputata La Porta.
Per Poggianti è stata depositata la richiesta di rinvio a giudizio per revenge porn, diffamazione e tentata violenza privata. Ma nel fascicolo non c’è solo il nome di Poggianti. All’inizio dell'inchiesta c’era anche quello di Claudio Belgiorno, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Prato.
La procura ha ordinato la perquisizione a casa sua e nel suo studio. Belgiorno non compare nella richiesta di rinvio a giudizio. La sua posizione è stata stralciata per un approfondimento investigativo che potrebbero coinvolgere altre persone. Belgiorno, però, non sembra preoccuparsi dell’indagine a suo carico. In rotta con il vertice del partito meloniano, ha presentato la sua candidatura a sindaco, con il chiaro intento di azzerare le possibili residue speranze di vittoria del centrodestra.
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