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Ci sono delle parole, a cui dovrebbero seguire dei fatti, che vanno di moda ogni tanto per qualche giorno, poi si passa ad altro. Una e' la cosiddetta "spending rewiew", così denominata dal fortunatamente defunto governo di Monti Mario e che con Bondi Enrico commissario ai tagli non era approdata a nulla.
Nel nostro piccolo, tagli ne avevamo proposti e qualche battaglia, come quella delle incompatibilità tra diversi mandati elettivi, l'abbiamo pure vinta. In materia, oggi proponiamo al governo e ovviamente ai grillini superstiti a se stessi tre domande.
Uno. Quanto costano agli italiani i viaggi aerei dei deputati e senatori eletti all'estero, tenendo conto che gli uffici di Camera e Senato li rimborsano a prezzo pieno mentre gli eletti li comprano con fortissimi sconti e magari last minute? I questori o gli augusti presidenti Boldrini Laura e Grasso Piero non hanno niente da dire? Pare brutto intervenire per una così lampante appropriazione non debita?
Due. Ma perché Pera Marcello, Marini Franco, Bertinotti Fausto e Fini Gianfranco in Tulliani, ex presidenti delle due assemblee, mantengono uffici al Senato e alla Camera con tanto di personale, uffici, autisti, segreterie e autovetture a spese del contribuente? Certo, si tratta di un trattamento che è sempre stato riservato agli ex presidenti, ma non sarebbe ora di finirla vista la condizione in cui versa il Paese? Basta, facciamone a meno.
Tre. Perché al Senato sono tutti d'accordo che la struttura non funziona ma nessuno fa niente? Perché la Serafin Elisabetta, segretario generale, non fa nemmeno le nomine dei responsabili dei servizi vacanti, mentre funzionari e dirigenti si girano i pollici pur guadagnando il 30 per cento in più di stipendio di tutti gli altri organi costituzionali?
E, anche qui, perché questori, grillini e presidenza non danno segni di vita?
Mario Monti
ENRICO BONDI
LETTA ALFANO
MARCELLO PERA
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