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F. Ama. per "la Stampa"
E ora vorrebbero una Marcia pro-life l'anno come negli Stati Uniti. Sempre a maggio, in coincidenza con la Festa della Mamma in attesa di poter fare dell'aborto un grande argomento di discussione durante le elezioni. Gli antiabortisti italiani si mostrano entusiasti alla fine della marcia che si è svolta ieri a Roma dal Colosseo a Castel Sant'Angelo fra polemiche e iniziative di protesta.
Per gli organizzatori è stato «un successo superiore a ogni aspettativa. Oltre 15mila persone, da ogni parte d'Italia, hanno percorso il centro della Capitale proclamando un'opposizione senza compromessi alla legge 194, che dal 1978 ha legalizzato l'aborto in Italia».
Un'iniziativa antipartitica, hanno sottolineato. Ogni simbolo politico è stato vietato e i parlamentari hanno partecipato a titolo personale. Un centinaio le associazioni presenti, fra cui Lefebvriani, Fondazione Lepanto, Militia Christi, Legionari di Cristo, Templari di San Bernardo, Forza Nuova.
Con mezz'ora di ritardo è arrivato anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in fascia tricolore. Fra i parlamentari Maurizio Gasparri, Paola Binetti, Emanuela Baio e Stefano De Lillo. Tra i cartelli esposti, «Più nascite meno aborti», «L'aborto è violenza, è omicidio», «194: già 5 milioni di morti». Smentita la presenza di cartelli con su scritta la parola «assassine» per le donne che abortiscono. «Sono gli alieni ad abortire», commentano i favorevoli alla legge 194.
«Il messaggio è che nessuna famiglia o donna deve essere costretta a rinunciare ad un figlio - ha affermato Alemanno - Roma è mobilitata da sempre per la famiglia e a tutti quelli che si sono risentiti noi diciamo: cercate almeno di applicare tutta la legge 194, legata alla prevenzione che troppo facilmente viene dimenticata».
La marcia si è svolta senza incidenti né d'altra parte ne erano previsti. Il corteo era accompagnato da una sola camionetta blindata e l'atmosfera era volutamente giocosa con bambini, boy scout, un trenino da cui arrivavano le note di canzoni dello Zecchino d'Oro. Ma le polemiche sono andate avanti per giorni, da quando Alemanno ha deciso di dare il patrocinio del Comune alla manifestazione.
Molto pesanti le critiche del Pd, anche della parte più cattolica. Maria Pia Garavaglia, senatrice, all'inizio aveva aderito alla marcia ma ha poi ritirato la sua adesione. Anche Giuseppe Fioroni, cattolico e deputato del Pd, ha condannato la Marcia. «Giusto manifestare per la vita ma bisogna operare per con fatti, che non si vedono a nessun livello tanto meno di Roma. I valori non si strumentalizzano e per il futuro nessuno pensi più che negazionismo e razzismo siano difesa della vita».
I pro-life sono stati accolti da striscioni lungo il percorso e anche a Castel Sant'Angelo, punto di arrivo, per denunciare: «Aborto clandestino profitto di milioni, è questa la morale di preti e padroni».
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