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“QUESTO GOVERNO NON PENSI CHE I CITTADINI SONO COGLIONI” – MAURIZIO LANDINI ALZA I TONI DELLA DISCUSSIONE SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: “MA PERCHÉ NON SORTEGGIANO I PARLAMENTARI, INVECE DEI MAGISTRATI? PENSANO CHE I CITTADINI NON CAPISCANO QUELLO CHE SUCCEDE? VOGLIONO PORTARE SOTTO IL CONTROLLO POLITICO L'AZIONE DEI MAGISTRATI” – IL GUARDASIGILLI NORDIO TORNA AD ATTACCARE LE TOGHE: “IL CSM HA ESONDATO DAI SUOI POTERI. SI È PERMESSO DI DARE GIUDIZI DI MERITO POLITICO CHE NON SONO DI SUA COMPETENZA. È IL CONTRARIO DI CIÒ CHE VOLEVANO I PADRI COSTITUENTI…”
1 - NORDIO: IL CSM DÀ GIUDIZI POLITICI REFERENDUM, SCONTRO SU LANDINI
Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”
maurizio landini - convegno per il no al referendum sulla giustizia
«E perché non sorteggiare anche i parlamentari e i sindaci? Ma pensano che gli italiani siano c...?». Fanno schizzare in su la tensione politica le critiche aspre di Maurizio Landini alla riforma Nordio. «Pensano che i cittadini non capiscano bene quello che sta succedendo?» ha accusato, a una iniziativa per il No al referendum, il segretario Cgil.
«Non solo la separazione delle carriere ma il cambiamento, il funzionamento diverso del Csm ha un obiettivo preciso: portare sotto il controllo politico anche l’azione dei magistrati». Parole che fanno indignare il centrodestra.
Critiche respinte anche dal ministro Nordio, in un convegno alla Camera «Giustizia giusta. Riformare e modernizzare l’Italia». Per il Guardasigilli è il Csm che «ha esondato dai suoi poteri. Si è permesso di dare giudizi di merito politico che non sono di sua competenza. Questo è proprio il contrario di ciò che volevano i padri costituenti».
carlo nordio presenta il suo libro alla camera - foto lapresse
Prende la parola, Nordio, poco prima che il capo dello Stato ricordi che le garanzie di indipendenza della magistratura sono «inviolabili» e la Costituzione si fonda «sulla separazione dei poteri».
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Ne è convinto Nordio: la sua legge è «nel solco di un progetto elaborato da Vassalli, eroe della Resistenza che rischiò la vita per salvare quella di Saragat e Pertini, non sospetto di essere un “manutengolo della P2”, cui la riforma qualcuno ha detto essere ispirata». Ricorda che Togliatti «propose l’elezione dei magistrati». Smentisce di aver «stravolto la Costituzione». Anzi, dice: la Carta «può essere cambiata. Non è un tabù».
Ma la temperatura sale. Il Pd, con Dario Parrini, insorge contro il parallelo: «Tolga le sue mani dalla Resistenza». Il centrodestra attacca Landini. «Il turpiloquio rivela la mancanza di argomenti del No», per Francesco Paolo Sisto (FI). […]
2 - “GLI ITALIANI NON SONO COGLIONI” REFERENDUM, AFFONDO DI LANDINI
Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per “la Repubblica”
Carlo Nordio ad Atreju - foto lapresse
«Se vince il no, buonanotte. Ma se vince il sì, il Csm dovrà essere nominato con i nuovi criteri». Dalla sala della Regina, alla Camera, il ministro Nordio si prende il bagno di folla organizzato dal meloniano Rampelli, pensa agli effetti della riforma sulla giustizia e non nasconde la fretta.
Da Napoli, invece, Maurizio Landini alza barricate e non va per il sottile: «Ma perché non sorteggiano i sindaci, perché non sorteggiano i parlamentari, invece dei magistrati? Questo governo non pensi che i cittadini italiani sono un mondo di coglioni, che non capiscono cosa sta succedendo». Ovvero: «Portare sotto il controllo politico l'azione dei magistrati».
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maurizio landini al presidio pro maduro a roma foto lapresse
È il giorno in cui il presidente Mattarella fa pesare i suoi accenti contro i «condizionamenti» e rimette solennemente al centro, come «indiscutibili» le garanzie «di autonomia e indipendenza» delle toghe. Ma intorno la tensione continua a salire.
Nordio guarda già al day after e in apparenza lancia un messaggio alle toghe, sembra a doppio taglio. «È chiaro che più è vicina la data del referendum, più vi è spazio per un confronto sulla redazione di norme attuative. Più si allontanano le urne, più si restringe questa possibilità», chiarisce il ministro.
Carlo Nordio ad Atreju - foto lapresse
Nessun accenno al malessere che trapela tra le stesse toghe di centrodestra: quelle norme le sta già buttando giù il governo, caleranno di nuovo dall'alto «Invece mi pare che l'Associazione nazionale magistrati annaspi un po', rifiuta di fare un incontro con me one to one, forse hanno paura del confronto», ironizza il ministro.
Clima che racconta tutto, tranne le prove di dialogo. Mentre arrivano le bordate dal fronte Cgil. Dopo che l'Anm ha chiesto l'audizione alla Commissione europea per denunciare a Bruxelles «il rischio collasso» del sistema giustizia «a dispetto dei fondi Pnrr», va giù duro Landini: proprio sulla «mancata stabilizzazione di 12mila precari», anche dell'Ufficio del processo.
«Per fare funzionare la giustizia servono investimenti sia in personale sia in tecnologie: tutto quello che questa riforma non prevede», attacca il leader del sindacato.
Anzi: «Se il governo non prende nessun provvedimento, dal primo luglio quei 12mila assunti con il Pnrr che in questi mesi hanno dato un contributo importante, vengono lasciati a casa». Una spina nel fianco del governo, anche per meri calcoli elettorali. Lo stesso Nordio: «Altra balla. Tra qualche giorno spiegherò in Parlamento che non li lasceremo a casa».
Al suo fianco, poco prima, il vicepresidente Fdi della Camera, Rampelli, aveva legittimamente ricostruito: «Ma anche la sinistra voleva questa riforma».
goffredo bettini a dimartedi 1
Fatto sta che nello scontro che si radicalizza, sia un dem del calibro di Goffredo Bettini a correre ai ripari. E a ripensarci: «Mi sono espresso più volte per la separazione delle carriere. Resto un garantista, ma c'è una novità: gran parte degli argomenti di chi sostiene il sì sono astiosi e aggressivi. Il voto sul referendum è diventato un sì o un no a Meloni. Non sosterrò una contrapposizione così pesante al Pd che ho contribuito a fondare». [...]
Carlo Nordio ad Atreju - foto lapresse
bettini schlein orlando
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