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CALENDA APPARECCHIA L’INCIUCIONE - AL QUIRINALE, IL MINISTRO SI IMPROVVISA 'KING MAKER' E FA UN APPELLO ALL’ALLEANZA DELLE CLASSI DIRIGENTI CONTRO IL POPULISMO - UN INVITO A MATTARELLA A PREPARARE LE LARGHE INTESE PER IL DOPO ELEZIONI - E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA? NON HA APPREZZATO LO SLANCIO…
Umberto Rosso per “la Repubblica”
Effetto Carlo Calenda al Quirinale. Il ministro, nel più solenne dei luoghi istituzionali, davanti al presidente della Repubblica, parla di appuntamenti elettorali e di scenari politici post-voto, e si lascia dietro una scia di dubbi nel Salone dei Corazzieri.
Perché in tanti, in quelle sue parole, intravedono il progetto, il "fronte" che il ministro vorrebbe mettere insieme. Dietro l' appello all' alleanza delle classi dirigenti contro il populismo, sembra affacciarsi infatti la richiesta al capo dello Stato di approntare già il tavolo delle larghe intese per il governo che verrà. Per il dopo Gentiloni insomma.
Una sortita del titolare dello Sviluppo economico che, in ogni caso, al Colle è sembrata piuttosto fuori ordinanza, debordante dal contesto dell' occasione formale, ovvero la consegna delle onorificenze che i nuovi 25 cavalieri del Lavoro ricevono emozionati dalle mani del presidente della Repubblica. Le indiscrezioni perciò riferiscono di un Sergio Mattarella "colpito" dal discorso, a braccio, del capo del Mise. Se non addirittura "imbarazzato".
E non è questione di rottura di un consolidato cerimoniale, ma appunto di sostanza dell'intervento. Ma no, smentiscono tutto dallo staff del ministro. E rovesciano l' assunto. Calenda semmai è la vittima dell' effetto Quirinale. Nel senso che, tanto alto ed evocativo è quel Palazzo, che ogni parola pronunciata si sovraccarica di senso e di significati. «E siccome il ministro parla, sempre, senza discorso scritto, con uno stile diretto, magari fa impressione sentirlo così al Colle. Ma quelle cose lì, le va dicendo da mesi». Recidivo, però.
Perché proprio un anno fa, sempre durante una cerimonia di neo cavalieri del Lavoro, parlò degli ottanta euro di Renzi. Sembrò una polemica contro una misura giudicata populista. Ma parlava a braccio. I cittadini si aspettano, alle elezioni, una alleanza fatta di classi dirigenti con il senso della realtà. Questa è la differenza tra noi e il populismo Carlo Calenda il ministro dello Sviluppo ieri al Quirinale per i Cavalieri del lavoro.
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