DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL…
Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”
Un tempo andavano d’accordo, ma adesso li divide l’abisso del referendum. «Ho il sospetto che la riforma non l’abbia letta, Landini – attacca Matteo Renzi - Bisogna cambiare le cose, non difendere la Casta come fate voi. Che bisognasse cambiare il bicameralismo paritario non l’ha detto Jp Morgan, ma la Cgil...».
«Non è vero – ribatte il leader della Fiom - la Cgil era per un Senato vero delle autonomie. Questa riforma è malfatta». Il duello si consuma durante In mezz’ora. I due contendenti si conoscono bene, ma non si risparmiano nulla.
«Compito di un sindacalista è difendere i lavoratori, non i consiglieri regionali – stuzzica il premier – Lei sembra vivere nel Paese delle meraviglie, lei è Alice. In cuor suo sa perfettamente che le ragioni del No non sono le ragioni della Cgil...».
Botta e risposta, va avanti così per l’intera trasmissione. Finché Landini lo attacca per aver definito “accozzaglia” il fronte del no. E il premier compie una parziale marcia indietro: «Non sto dicendo che è un’accozzaglia chi non vota come me o per me. Se ho offeso qualcuno, mi scuso». La distanza tra i due, comunque, non si accorcia: «È sbagliato dividere il paese – sostiene il sindacalista – I padri costituenti fecero acrobazie per unire, non vorrei che dopo gli acrobati arrivassero i clown...».
Non è solo la Fiom a picchiare sul capo del governo. In vista del 4 dicembre torna in campo - anzi in piazza - anche il Family day. La manifestazione, convocata a Verona per il prossimo 26 novembre, serve a dire No al referendum e a una riforma che «mette in un angolo la famiglia».
A sostenere lo sforzo di Renzi, invece, interviene il condirettore del Financial Times: «Se il premier perderà, si innescherebbe una serie di eventi che solleverebbero dubbi sulla permanenza dell’Italia nell’Eurozona ». E, forse, al collasso della moneta unica. Chi è già contro l’euro è infine il Movimento cinque stelle. Per i grillini, nessuna clemenza va riservata a chi sceglie il Sì. «Michele Santoro? È passato all’establishment – giura Carla Ruocco durante l’Intervista su SkyTg24 - È tornato in Rai recentemente. Beh, chissà quanto guadagna adesso?».
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