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“MELONI NON È FASCISTA: AL MASSIMO È SFASCISTA, VISTI I RISULTATI E LA SITUAZIONE POLITICA” – MATTEO RENZI SCRIVE A "LA STAMPA" PER RISPONDERE ALLA MISSIVA CHE LA DUCETTA HA INVIATO AL QUOTIDIANO TORINESE DOPO L’AFFISSIONE DEI MANIFESTI DI ITALIA VIVA CHE LA IRRIDEVANO E GRIDA ALLA CENSURA: “SI TRATTA DI UNA FOLLE VIOLAZIONE COSTITUZIONALE E AGIREMO IN TUTTE LE SEDI PER TUTELARE IL NOSTRO DIRITTO. E COMUNQUE ANCHE LEI HA PERSO I REFERENDUM. SOLO CHE IO CI HO MESSO LA FACCIA E MI SONO DIMESSO. LEI HA USATO LA FACCIA DELLA SANTANCHÉ E HA FATTO DIMETTERE LEI. QUESTIONE DI STILE…”

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Lettera di Matteo Renzi per la Stampa - Estratti

 

 

Caro Direttore,

 

matteo renzi giorgia meloni

mi spiace che Giorgia Meloni abbia interrotto l’analisi dei dossier più importanti, da Hormuz ai salari, dal debito pubblico alla sicurezza, per dedicarsi allo scoop del bravo Ilario Lombardo.

 

La storia è nota. Italia Viva ha fatto una campagna di manifesti per giocare sui treni in ritardo: “Quando c’era lei”, a differenza di quando c’era lui, Benito Mussolini. Un gioco ben riuscito, pensato delle giovani comunicatrici di Italia Viva. E confermo che la Premier è stata sportiva facendomi i complimenti.

 

Questo non toglie nulla a due punti che devo rimarcare. Il primo. Purtroppo lo scoop di Lombardo è verissimo. Quando abbiamo piazzato nelle stazioni i cartelloni “Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo” è scattato il panico dalle parti del Governo. Non so se qualcuno tra una sagra e l’altra lo abbia detto a Salvini, ma sicuramente qualcuno lo ha detto a chi ci ha censurato obbligandoci a cambiare messaggio, pena la impossibilità di proseguire la campagna. Si tratta di una folle violazione degli articoli 21 e 68 della Costituzione e agiremo in tutte le sedi per tutelare il nostro diritto e la nostra libertà.

renzi meloni

 

Il secondo. Meloni dice che quando c’ero io le cose andavano peggio di quando c’era (e c’è, ancora, per poco) lei. Quando c’ero io, c’erano Industria 4.0, JobsAct, gli 80 euro, la riduzione delle tasse agricole e industriali, l’Imu prima casa, le Unioni civili, la flessibilità europea e potrei proseguire a lungo. Quando c’era lei abbiamo visto i salari perdere l’8% di valore reale, la Grecia superarci sul debito pubblico, la produzione industriale crollare.

 

I sondaggi vanno e vengono, i dati Istat restano. E comunque anche quando c’era lei si perdevano i referendum costituzionali. Solo che io ci ho messo la faccia e mi sono dimesso. Lei ha usato la faccia della Santanché e ha fatto dimettere lei. Questione di stile…

 

renzi meloni

Almeno la Meloni ha saputo ridere sul messaggio scherzoso che Italia Viva ha affidato alla propria campagna per il due per mille. E di questo siamo felici: strappare un sorriso alla Premier in questo periodo di sconfitte elettorali e di crisi economiche non era facile.

 

Una considerazione finale: qualcuno dice che abbiamo dato della fascista alla premier. Niente di più falso. Almeno una cosa buona Mussolini l’aveva fatta: i treni puntuali. Meloni no. Non è fascista, per nulla: al massimo è sfascista, visti i risultati e vista la situazione politica.

 

GIORGIA MELONI E MATTEO RENZI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA CAMPAGNA DI ITALIA VIVIA CONTRO GIORGIA MELONI - QUANDO C’ERA LEICAMPAGNA DI ITALIA VIVIA CONTRO GIORGIA MELONI - QUANDO C’ERA LEI

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