DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO -…
SALTO NEL VOTO – A SALVINI, CHE HA EVOCATO LE ELEZIONI ANTICIPATE, MELONI HA REPLICATO CON LA SUA “ROAD MAP” ELETTORALE: LE POLITICHE NELL’APRILE 2027 E A MAGGIO LE COMUNALI NELLE GRANDI CITTÀ (ROMA, MILANO, NAPOLI E TORINO). TUTTI CAPOLUOGHI GUIDATI DAL CENTROSINISTRA E IN CUI LA DESTRA RISCHIA UN’ALTRA SCOPPOLA. PER QUESTO LA PREMIER NON VUOLE ACCORPARE I VOTI IN UN ELECTION DAY – MASSIMO FRANCO: “LA CRISI ECONOMICA È PALPABILE, MA LA TENTAZIONE DI DISDIRE L’ALLEANZA E FINIRE IN ANTICIPO LA LEGISLATURA MIGLIOREREBBE LE COSE? E POI TOCCA AL QUIRINALE DECIDERE LO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE. E IL CEDIMENTO DI UNA COALIZIONE IN AFFANNO MA FORTE DI NUMERI PARLAMENTARI IMBATTIBILI ANDREBBE SPIEGATO A UN ELETTORATO CHE CERCA RASSICURAZIONI, NON STRAPPI…”
1. L’ILLUSIONE DI RISOLVERE I PROBLEMI CON LE ELEZIONI
Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”
giorgia meloni e matteo salvini.
La prospettiva di un’Europa disposta a fare concessioni all’Italia sui vincoli di spesa sembra tramontata. Tanto che c’è da chiedersi chi e perché avesse nutrito le speranze del e nel governo.
[…] Da Bruxelles si precisa che non sono previste deroghe al Patto di Stabilità. Traduzione: l’Italia non potrà contare su un occhio di riguardo.
Così oggi, alla riunione dei ministri finanziari prevista sull’isola di Cipro, il governo di Giorgia Meloni si presenterà appesantito da previsioni di crescita per il 2027 inferiori al resto d’Europa; con il «no» a spese oltre i vincoli europei; e con un alleato come la Lega che soffia sul fuoco dello scontento.
abbraccio tra matteo salvini e giorgia meloni alla camera 2
Il vicepremier e leader del Carroccio, Matteo Salvini, alimenta la propaganda anti Ue, invocando un «fai da te» finanziario contro le istituzioni continentali. E, quasi non bastasse, ha adombrato elezioni anticipate.
Poi si è corretto, precisando che il governo deve arrivare alla fine naturale della legislatura. Ma il solo fatto che il suo cenno abbia scatenato polemiche e tensioni rende plasticamente il clima nella maggioranza.
Alle opposizioni non pare vero di poter parlare di «fine impero» della destra: anche se probabilmente la coalizione andrà avanti almeno fino alla primavera del 2027, e gli avversari sono alle prese con problemi non marginali.
GIORGIA MELONI E GIANCARLO GIORGETTI ALLA CAMERA
[…] la crisi è palpabile: basta registrare lo sciopero dei camionisti che bloccherebbero i rifornimenti nel Paese, ai quali arriva la solidarietà di Salvini. Il tema è quali misure prendere per contrastare una china preoccupante anche sul piano sociale.
I costi dell’energia sono solo un aspetto di un aumento generale dei prezzi e dell’inflazione. E il problema della copertura finanziaria si sta rivelando prioritario. Né basta additare l’ipoteca del Superbonus edilizio sui conti pubblici, ereditato dai governi grillini.
A sentire il leader di Iv, Matteo Renzi, Salvini parla di voto perché, più passa il tempo, più la Lega perde colpi e voti. Può darsi. Ma c’è da chiedersi se la tentazione di disdire l’alleanza e finire in anticipo la legislatura migliorerebbe le cose.
Non c’è solo il tema del record di longevità di Meloni premier. Tocca al Quirinale decidere lo scioglimento delle Camere. E il cedimento di una coalizione in affanno ma forte di numeri parlamentari imbattibili andrebbe spiegato a un elettorato che cerca rassicurazioni, non strappi.
2. LA ROAD MAP DI MELONI VOTO AD APRILE 2027 INSOFFERENZA DI SALVINI
Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
Matteo Salvini continua a scalpitare, ma Giorgia Meloni con gli alleati è stata chiara: l'orizzonte per il voto delle Politiche è aprile ‘27. Dunque solo dopo avere centrato il record di «governo più longevo» della storia repubblicana, cioè il prossimo 3 settembre.
[...]
Il capo leghista, circondato da consiglieri e big del partito che dal referendum in poi premono per le urne a ottobre ‘26, è dunque costretto alla pubblica retromarcia, dopo la sortita a Trento dell'altro ieri.
Ma continua a far trapelare qualche messaggio. Anche ieri: «Lavoriamo fino all'ultimo giorno utile», ma «due guerre in corso rendono molto complicato fare il ministro dei trasporti e dei lavori pubblici. Ma io non mollo mai e fino all'ultimo giorno vado in ufficio e lavoro».
roberto vannacci - associazione stampa estera - foto lapresse
Il capo del Carroccio [...] vede assottigliarsi le truppe: dopo Laura Ravetto, ieri un paio di ex leghisti del Veneto sono passati con Roberto Vannacci.
Sulla durata della legislatura, Meloni ha dalla sua Antonio Tajani. Per FI, è tornato sull'argomento del voto anticipato Giorgio Mulè. Senza mezze misure: «Escludo in radice l'ipotesi». Come dire: inutile insistere.
Tra gli azzurri, pochi credono che la situazione possa rapidamente precipitare, nonostante le bizze e gli sgambetti tra alleati ormai all'ordine del giorno. Fonti forziste rivelano che la premier, negli ultimi vertici di maggioranza, abbia anche tratteggiato una road map con gli altri leader: voto per le Politiche ad aprile dell'anno prossimo.
ignazio la russa giorgia meloni
E a maggio la tornata delle Comunali nelle grandi città: Roma, Milano, Napoli e Torino. Tutti capoluoghi guidati oggi dal centrosinistra, per questo la premier non vuole accorpare i voti in un election day.
Obiettivo: evitare che il peso dei grandi centri impatti troppo sulle elezioni nazionali. Fissare le tornate locali prima delle Politiche, anziché dopo, avrebbe la stessa controindicazione: se si riaffermasse il centrosinistra, per la maggioranza rischierebbe di passare come un segnale di sfratto da palazzo Chigi.
MATTEO PIANTEDOSI - ANNALISA CHIRICO - IGNAZIO LA RUSSA - ALESSANDRO SALLUSTI
A destra il tavolo di coalizione per le amministrative dell'anno prossimo è atteso tra giugno e luglio. Spuntarla a Roma è difficile, si evince anche dai numeri del referendum. Ancora peggio è andata a Napoli.
Su Milano qualche speranza c'è. Anche per questo la poltrona di candidato è ambita, tra gli alleati. La Lega lavora al profilo di una manager di area, ma con i galloni del civico. Un pezzo di FI vorrebbe invece mettere in pista Alessandro Sallusti.
FdI è divisa: c'è chi è disposto a cedere il nome al Carroccio, purché non sia un politico e in cambio della Lombardia, e chi, come Ignazio La Russa, ha lanciato il presidente di Noi moderati, Maurizio Lupi. Solo i leader potranno sbrogliare la matassa. [...]
giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse
alessandro sallusti
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