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SCAZZO IN SCENA! – IL SINDACO ROBERTO GUALTIERI RANDELLA IL MELONIANO FEDERICO MOLLICONE AUTORE DEL COLPO DI MANO CHE, COME DAGO DIXIT, HA PORTATO LUCA DE FUSCO SULLA POLTRONA DI DIRETTORE GENERALE DEL TEATRO DI ROMA: “HA ORGANIZZATO QUESTA PREVARICAZIONE IN NOME DEL SUO PARTITO, IN SPREGIO ALLA LEALE COLLABORAZIONE TRA LE ISTITUZIONI” - “AVEVO CONCORDATO CON IL MINISTRO SANGIULIANO UN PERCORSO CONDIVISO. INVECE POI MOLLICONE...” – DAGONOTA
Estratto dall’articolo di Concetto Vecchio per “La Repubblica”
Sindaco Roberto Gualtieri, la destra si è presa anche la Fondazione del Teatro di Roma.
«Sono sconcertato. È un grande atto di arroganza. Una prepotenza politica che conferma il loro deficit istituzionale».
Nel merito cosa contesta?
«Per governare una Fondazione come quella di Roma, che gestisce tre teatri, l’Argentina, l’India, villa Torlonia, e a cui si aggiungerà il Valle, serve un manager teatrale e non un regista come De Fusco».
federico mollicone foto di bacco
Perché un manager?
«Perché sono teatri profondamente diversi tra loro e pertanto hanno bisogno di una progettualità distinta. De Fusco poggia la sua visione in un teatro molto tradizionale, che ha poco a che fare con la contemporaneità» […]
Nel metodo qual è lo scandalo?
«Nel giorno in cui il Presidente della Repubblica lancia un monito contro il pensiero unico della cultura di destra arriva un inquietante segnale che deve suonare da allarme per quelli che hanno a cuore il pluralismo e il senso delle istituzioni».
ROBERTO GUALTIERI SUONA LA CHITARRA
Perché sarebbe stato un blitz?
«Avevo concordato con il ministro Sangiuliano un percorso condiviso, nel metodo e nel merito. Invece poi un deputato ha fatto riunire i consiglieri delle destra in una saletta in assenza del presidente e del delegato del Comune di Roma».
Il deputato è Federico Mollicone, Fratelli d’Italia.
«Che ha organizzato questa prevaricazione in nome del suo partito, in spregio alla leale collaborazione tra le istituzioni».
Com’è stato possibile?
«Con l’esercizio strumentale delle funzioni vicarie o sostitutive del vice presidente rispetto alle prerogative proprie del presidente».
Scavalcando l’attuale presidente del Cda, Siciliano?
«Sì. Solo che non era maturata alcuna forma di assenza o impedimento da parte sua. Anzi, aveva invece esercitato le sue prerogative, differendo il consiglio d’amministrazione».
[…] Per Mollicone è tutto legittimo.
«È una prevaricazione invece. L’ennesima. Le istituzioni hanno il dovere di collaborare di fronte a realtà culturali così importanti e i partiti non devono intromettersi».
[…] Impugnerete la delibera?
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