GUITTO POTERE CONTRO PD2 - SHOW DI GRILLO IN SENATO: PRANZA AL RISTORANTE (MA NON ERA IL SIMBOLO DELLA “KASTA”?), SFOTTE I GIORNALISTI (“MA CHE CAZZO DI POSTO È QUESTO, TUTTI A SPIARE”) E POI SI DEFILA: “NON SONO IL CAPO, SARÀ CASALEGGIO A GUIDARE I PARLAMENTARI”

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Alessandro Trocino per “Il Corriere della Sera

 

rocco casalino grillo rocco casalino grillo

Passa Beppe Grillo e la buvette del Senato (per anni simbolo dell’orrida casta) diventa una trincea. Dentro lui, fuori i cronisti. Il cordone di sicurezza è dei commessi, come mai si era visto in tanti anni. Qualche minuto dopo, ecco la barba del fondatore 5 Stelle affacciarsi al ristorante di Palazzo Madama. «Tenetemi fuori i cronisti». Stavolta è troppo, i commessi non obbediscono e Grillo abbozza, infastidito. Al tavolo si circonda di senatori 5 Stelle e prende in giro i giornalisti presenti nei pressi, declamando nonsense a voce alta: «L’acido cloridico...».

 

rocco casalino grillo rocco casalino grillo

Alla terza tappa gastronomica della giornata, il bar del pianterreno, parte lo sfogo: «Cosa volete? Fatemi bere il caffè. Voi dovreste stare fuori da qui. Anzi, dovreste essere recintati in appositi spazi, ci vorrebbe una leggina». Ma le accuse alla stampa fanno parte del rituale, sono un diversivo di una giornata tutta dedicata a tirare le fila politiche di un movimento complicato da gestire. Tanto che Grillo sembra voler tirare un po’ di fiato e annuncia che da settembre sarà Gianroberto Casaleggio a «seguire da vicino» i parlamentari a 5 Stelle.

 

Grillo arriva a Palazzo Madama di prima mattina. Entra nell’ufficio comunicazione e scherza con tutti. Poi fa un salto in tribuna, a vedere i suoi battagliare sulla riforma del Senato. Si fa accompagnare da un paio di giovanissimi dell’ufficio comunicazione, appena reclutati da Rocco Casalino, che ha allargato l’ufficio con cinque innesti. Fa due chiacchiere con il Nobel Carlo Rubbia che gli parla dei suoi viaggi all’estero. Poi incontra alcuni fedelissimi.

 

A loro annuncia che Casaleggio prenderà casa a Roma a settembre. Non una notizia qualunque, ma l’inizio di un ragionamento: «Io non sono il capo del Movimento, voi lo sapete. Non posso venire a vivere qui a Roma, non ce la faccio, è troppo faticoso. Io sono solo il motivatore, alla politica ci pensa Gianroberto, da settembre prenderà casa qui e vi starà più vicino».

rocco casalino grillo rocco casalino grillo

 

Non è sicuro che Casaleggio prenda davvero casa ma certo stringerà più saldamente le redini dei 5 Stelle, anche per confortare (e tenere a bada) l’astro nascente Luigi Di Maio. E Grillo? Lui si limiterà a fare spettacolo per i media e spogliatoio per i suoi. Lo dice lui stesso ai cronisti: «Son venuto qui a dare la carica ai miei, che son depressi, questi ragazzi non riescono a far passare una legge, gliele bocciano tutte».

 

Non è aria di parlare di politica con lui: «Non sono il capo del Movimento, lo volete capire?». Poi decide di toreare contro la stampa: «Siete complici del sistema. O lo scardinate oppure, mi dispiace, ma perdete il lavoro». Il suo dispiacere non è palpabile, ma il discorso è chiaro. Meno chiaro il ruolo che assegna alla stampa: «Se ho bisogno di dire qualcosa vi chiamo io. Io ho il diritto di non essere informato». Alla buvette era stato ancora più esplicito: «Ma che ca... di posto è diventato questo, tutti a spiare, a intrufolarsi nei discorsi».

Beppe Grillo con Alessandro Di Battista, candidato alla Camera dei Deputati con il Movimento 5 stelleBeppe Grillo con Alessandro Di Battista, candidato alla Camera dei Deputati con il Movimento 5 stelle

 

Con i suoi, invece, tratta i contenuti della lettera. Si sa che non è entusiasta del dialogo con Renzi. Lo stesso Di Maio sente la pressione dei pasdaran. Per questo domani cercherà di ottenere qualcosa di tangibile. A partire dalle preferenze. Altrimenti sarà guerra aperta al Pd. Annunciata da Alessandro Di Battista: «Pensiamo al futuro dei nostri figli e non alle elezioni. Ribellatevi al Pd se diventa la P2».

 

Poi Grillo va al ristorante. E mangia pesce: «Ho pagato 10 euro, è buono e costa meno che a Genova». In realtà per lui paga Rocco Casalino. Che minimizza: «Non è più il ristorante di lusso di una volta, con i gamberoni, è come la mensa». Chi ha memoria ricorda lo psicodramma che accompagnò l’ormai ex Adriano Zaccagnini, che fu fotografato al ristorante della Camera e, dopo la gogna, costretto al mea culpa: «Mi scuso, ho sbagliato, non sapevo che la maggior parte del conto fosse a carico dei cittadini». Altri tempi. 

Alessandro Di Battista intervistato Alessandro Di Battista intervistato