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SI SCRIVE “MELONELLUM” SI LEGGE “PASTROCCHIUM” - IL CENTRODESTRA SI PREPARA ALL’ULTIMO VOTO SULLA LEGGE ELETTORALE MA IL TESTO VIENE IMPALLINATO DAI COSTITUZIONALI PER LE SUE ASSURDITA’: DALLE PREFERENZE “UNA TANTUM” ALLE 6 MILA FIRME DA RACCOGLIERE IN OGNI COLLEGIO PER I PARTITI FUORI DAL PARLAMENTO (COME PROGETTO CIVICO ITALIA DI ONORATO) - IL COSTITUZIONALISTA AZZARITI: “L'ULTIMA PAROLA SPETTERÀ ALLA CONSULTA E NE VEDREMO DELLE BELLE” - LE OPPOSIZIONI PREPARANO MONTAGNE DI EMENDAMENTI MA SARA’ DEL TUTTO INUTILE: MELONI VUOLE METTERE LA FIDUCIA ED EVITARE OGNI DISCUSSIONE (E FRANCO TIRATORE) - IL VOTO NELL’AULA DELLA CAMERA E’ ATTESO TRA IL 5 E 6 OTTOBRE…

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Estratto dall’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica” 

 

protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse

Il più netto è Gaetano Azzariti, professore di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma: «Credo non possa negarsi che oggi si discute una legge ad alto rischio di incostituzionalità. L'ultima parola spetterà alla Consulta e ne vedremo delle belle». 

 

Brividi tra i deputati di maggioranza. L'ultimo ciclo di audizioni a Montecitorio boccia le novità introdotte dal Melonellum al Senato. [...] Prevedere che le liste non presenti in Parlamento debbano raccogliere 6mila firme per collegio (49 alla Camera e 26 al Senato, circa 450mila in totale) per Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, è una «misura abnorme e discriminatoria». 

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

Il risultato? «Una soglia di sbarramento occulta, che sarebbe accettabile se fosse ammessa la sottoscrizione online», rimarca il costituzionalista Michele Ainis. Il quale stima anche un impatto minimo per le preferenze a crocette messe a punto dal centrodestra: «A conti fatti potranno determinare il 5 o al massimo il 10% della rappresentanza, perché soltanto i partiti maggiori eleggeranno candidati oltre i capolista. È un arretramento visibile». 

 

Soprattutto per le donne: la parità di genere, «soppressa nella composizione dei capilista», nota Azzariti, «non è compensabile con l'attenzione al genere nei voti di preferenza» che condizionerà poco «i partiti medi e piccoli». Conclusa ieri la discussione generale, oggi in commissione Affari costituzionali andranno depositati gli emendamenti.

riforma della legge elettorale

 

Le opposizioni stanno lavorando a un pacchetto unitario. Dentro, ci sarà di certo una proposta condivisa per riportare il numero di firme a 1.500-2.000 per collegio e probabilmente anche il testo sulle preferenze libere già presentato (e bocciato) a Palazzo Madama.

 

Nessun emendamento arriverà dalla maggioranza, che guarda solo alle forche caudine dell'aula. Il governo è pronto a chiedere la fiducia su ognuno dei quattro articoli modificati al Senato, da rivotare alla Camera prima dell'ok definitivo. Lo scrutinio segreto, quindi, si potrà chiedere solo per le pregiudiziali e per il voto finale sul provvedimento (atteso tra il 5-6 ottobre). [...]

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