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SINISTR-ELLY E LUNGHI COLTELLI – NEL PD UFFICIALMENTE IL CONGRESSO NON È IN AGENDA MA GIÀ CREA MOLTA AGITAZIONE. SCHLEIN LO VUOLE CELEBRARE DOPO L’ESTATE, PASSATO IL REFERENDUM, IN ANTICIPO RISPETTO ALLA SCADENZA DEL SUO MANDATO A MARZO 2027 – LA SEGRETARIA MULTIDENGER CORRERA’ PER LA RICONFERMA SENZA DIMETTERSI. MA LO PUÒ FARE? PER STATUTO SÌ, MA NON MANCANO I MUGUGNI INTERNI – C’È UN ALTRO PROBLEMA CHE ELLY SEMBRA NON VOLER VEDERE: IL RISCHIO DI IMPANTANARSI NEL DIBATTITO INTERNO, PROPRIO QUANDO DOVREBBE COMINCIARE IL CONFRONTO CON GLI ALLEATI SUL PROGRAMMA DI GOVERNO, IN VISTA DELLE ELEZIONI POLITICHE…
Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”
elly schlein alla camera foto lapresse
Ufficialmente, il congresso del Pd non è in agenda. Non se ne deve parlare. Ci sono altre priorità: «C'è il referendum sulla giustizia, poi l'avvio della discussione programmatica», ripetono sempre dal Nazareno.
Ed è vero, perché su questo è concentrata ora Elly Schlein: aiutare i comitati per il "no" a stoppare la riforma con la separazione delle carriere dei magistrati, dando così una spallata a Giorgia Meloni, e iniziare la campagna di ascolto nei territori, con gli iscritti e con la società civile, per individuare le proposte del Pd per l'alternativa di governo.
[…] il 31 gennaio è stata convocata a Napoli anche un'assemblea di "Energia popolare", l'area politica di Stefano Bonaccini appena entrata nella maggioranza dem. […]
Comunque, nei prossimi mesi massima attenzione a referendum e programma di governo. Poi l'estate sarà alle porte e ci sarà una tornata minore di elezioni amministrative, in cui le sfide più rilevanti saranno a Venezia e Reggio Calabria. […]
A quel punto, parlare di congresso del Pd non sarà più vietato, né affrettato. Anzi. Perché Schlein ha praticamente già deciso di volerlo celebrare entro quest'anno, in anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato a marzo del 2027. Ma è altrettanto decisa a restare in carica come segretaria, nel pieno delle sue funzioni, anche durante il congresso.
ELLY SCHLEIN E STEFANO BONACCINI
Niente dimissioni, troppo rischiose. «Ma può farlo?» chiediamo a un parlamentare dem di lungo corso. Risposta: «Enrico Letta non si era dimesso, è rimasto in carica anche durante il congresso, ma non si era ricandidato». Quindi? «Quindi, lo Statuto parla chiaro». Urge ripasso. Anche per i dirigenti del Pd.
Ci sono due righe dirimenti al comma 2 dell'articolo 8: «Il presidente dell'Assemblea nazionale indice l'elezione dell'Assemblea e del segretario nazionale sei mesi prima della scadenza del mandato del segretario in carica». Dunque, visto che Schlein è stata proclamata segretaria il 12 marzo, in teoria si potrebbe aprire il congresso a metà settembre.
Arrivando a rieleggere Schlein segretaria per la fine di novembre, visto che per un iter accelerato possono bastare due mesi e mezzo. Perché nessuno ipotizza possa andare in modo diverso, a prescindere da chi sarà l'eventuale sfidante (o gli sfidanti) messo in campo dalla minoranza riformista del partito.
Via con le obiezioni. Innanzitutto, la gran parte della maggioranza interna non vede di buon occhio l'anticipo del congresso, che potrebbe scompaginare i rapporti di forza e ridimensionare alcune correnti, prima del fatidico momento di comporre le liste per le elezioni politiche. Tra i più scettici c'è proprio Bonaccini, che in qualità di presidente dovrebbe farlo partire.
Avranno la forza di dirle di no? Poi c'è il rischio di impantanarsi due mesi nel dibattito interno, proprio quando dovrebbe cominciare, invece, il confronto con gli alleati sul programma. Giuseppe Conte ha dato appuntamento a tutti a «dopo l'estate», per mettere sul tavolo le proposte dei singoli partiti della futura coalizione e avviare il faticoso lavoro di sintesi.
Schlein potrebbe presentarsi a quel tavolo nel bel mezzo del congresso? Giriamo la domanda a un altro parlamentare Pd, a lei più vicino. «Se è la segretaria, continua a fare la segretaria e a rappresentare il partito». Tutto chiaro?
GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ANGELO BONELLI
Poi, una volta riconfermata, potrà affrontare con un'altra forza e un altro spirito la delicata partita della premiership, presentandosi da favorita al secondo (possibile) turno di primarie in pochi mesi, cioè quelle della coalizione di centrosinistra. [...]
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