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TAJANI SALE A BOARD, CAZZO – IL MINISTRO DEGLI ESTERI VA IN BAMBOLA QUANDO ALLA CAMERA IL PIDDINO PROVENZANO GLI RICORDA LE PAROLE DI MARINA BERLUSCONI SU TRUMP (“IL SUO MONDO NON È QUELLO CHE VORREI PER ME O PER I MIEI FIGLI; L'UNICA REGOLA DI TRUMP È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE”) – IL “SACRIFICIO” DEL SEGRETARIO DI FORZA ITALIA, ORMAI SEMPRE PIÙ MAGGIORDOMO DI MELONI, CHE SARÀ L’UNICO MINISTRO DI UNA GRANDE DEMOCRAZIA EUROPEA IN MEZZO A SCEICCHI CHE AFFETTANO I GIORNALISTI, DITTATORELLI E AUTOCRATI…
PEPPE PROVENZANO - FOTO LAPRESSE
GAZA: PROVENZANO A TAJANI RICORDA PAROLE M.BERLUSCONI SU TRUMP
(AGI) - "Noi vogliamo l'Italia con la schiena dritta, per voi non si può partecipare al Bord per un ostacolo costituzionale? Ma come parlate?
La Costituzione come ostacolo da aggirare? Per voi un limite non è nemmeno la Costituzione all'articolo 11, siete un governo per cui la fedeltà a Trump conta più dei nostri principi".
Lo ha detto il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, intervenendo nel dibattito dopo le comunicazioni di Tajani sul Board per Gaza.
L'esponente dem ricorda al ministro, che è anche leader di Forza Italia, le parole di Marina Berlusconi: "Il mondo di Trump non è quello che vorrei per me o per i miei figli. Lo ha detto Marina Berlusconi. Lei ci parla ancora, ministro Tajani? E cito ancora: 'L'unica regola di Trump è cancellare tutte le regole'".
DAGOREPORT - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...
MARINA BERLUSCONI DIVENTA CAVALIERA DEL LAVORO
LA SOLITUDINE DI TAJANI. NON VUOLE ANDARE AL BOARD ED È SOLO IN AULA. IL PD LO ATTACCA CON LE FRASI DI MARINA B.
Estratto dell'articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”
Tajani salga a Board, cazzo. Ministro, è vero che lei si immola, vola a Washington, per partecipare al Board di Gaza? “Io sono leale”. Ministro, ma mandare qualcuno al posto suo? “Eh...”.
La verità? Non ci vuole andare nessuno. Lorenzo Guerini alla Camera dice che “i tedeschi forse inviano un diplomatico. Il Board è la privatizzazione degli istituti di multilateralismo”.
Salvate il naufrago Tajani. Il ministro è alla colonna e il Pd affonda. Provenzano gli cita Marina Berlusconi. Sembra di stare in una strofa di Paolo Conte: “Sono qui con te, sempre più solo”. Tajani lonely.
[…] Tajani informa le Camere sulla partecipazione dell’Italia alla prima riunione del board di Gaza, come osservatori, e spiega che “non abbiamo alternative al Piano Trump” e che se c’è qualcuno, e si rivolge all’opposizione, “me lo proponga”.
Il Pd maramaldeggia su Tajani, cuore di Meloni. Arrivano accuse di “neocolonialismo”, di “scodinzolamenti”. Provenzano legge stralci di Marina Berlusconi su Trump e Tajani cambia colore. Lo cerca con gli occhi durante la risposta e se potesse gli strapperebbe tutti quei peletti fulvi, in viso, ma Tajani è “navigato”, Tajani ogni volta che lo vogliono mettere nel sacco risponde ai cronisti: “Amico, mio. Guarda che io sono vecchio”.
Alla Cavaliera non piace l’idea del viaggio da Trump, da Don Vito Trumpone, ma Tajani a quale cuore deve rispondere? Il liberale-libertario, il ministro Paolo Zangrillo gli resta vicino, in Aula, perché “Trump non è il mio modello, sia chiaro, anzi, tutt’altro, ma è giusto andare a vedere, osservare.
Siamo vicini geograficamente”, poi si butta sul referendum e le suona a Gratteri, all’Anm: “Le frasi di Gratteri? Mi sembrava che fosse l’intelligenza artificiale, ma ho scoperto che era il vero Gratteri.
ELLY SCHLEIN - PEPPE PROVENZANO - FOTO LAPRESSE
Nordio fa bene a chiedere la lista di chi sta donando per il comitato del ‘no’. Anche io voglio sapere. E se ci sono delinquenti?”. Si sdrammatizza.
Da Forza Italia, un consigliori propone: “Ci sarebbe la sottosegretaria Maria Tripodi e pure Edmondo Cirielli che è rimasto viceministro degli Esteri. Io l’ho detto a Tony: manda loro”.
[…] I vannacciani si ritagliano il loro spazio con la singolare proposta del vicecapo, Edoardo Ziello: “Io sono per invitare nel board la Russia ed estromettere il Qatar che finanzia i Fratelli Musulmani”.
paolo zangrillo antonio tajani. foto lapresse
Non si vedono leghisti e ministri, oltre Tajani, solo due. E’ solo. Il board si mescola con il referendum, con lo sberleffo e la Rai. E’ una panna, smontata.
[…] Si insulta che è una bellezza tanto che il capogruppo di FI, Paolo Barelli, registra “siamo ormai alla merda in faccia”. Finisce di dirlo e si sente urlare Ricciardi del M5s “perché si sta facendo un killeraggio contro Francesca Albanese”.
La più sobria è Schlein che si limita a “l’Italia non vada, non partecipi”.
[…] Il peggio che vi possa capitare è dover masticare come Tajani, il ministro si sta come in autunno gli alberi le foglie (e Meloni). Insomma, perché ci andiamo al board?
Spiegano i diplomatici di governo che c’è molto di più di questo invito: “Abbiamo bisogno della protezione americana nel Mediterraneo. Abbiamo bisogno di contenere i flussi migratori”.
Si scrive Gaza ma si legge ricostruzione e c’è la Libia di Haftar che preoccupa il governo. In una parola: sempre sicurezza, gli sbarchi. Provenzano, è il suo giorno, sorridente, continua a pungere Tajani lonely: “Il board è una truffa. Quando ho parlato di Marina ho visto Tajani in difficoltà. Mi attendevo un Tajani che andasse contro Meloni, che facesse l’europeista, ma ho visto solo un ministro che ha deciso di tacere”.
antonio tajani. foto lapresse.
Lo colpisce anche Enzo Amendola, ancora: “Come dice il compagno Orfini, Tajani è un osservatore ma al ministero degli Esteri”.
Nel gergo militare il gesto di Tajani si chiamerebbe lealtà alla bandiera, alla sua presidente, ma è politica e Tajani può solo rispondere: “Gli attacchi sono strumentali, noi non scodinzoliamo, non collaboriamo con Tony Blair.
Noi non siamo quelli che andavano al bar e cercavano con la Merkel”. Se proprio ci deve andare un italiano è meglio che ci vada Tajani anziché l’ambasciatore. Ormai è fatta. Se ci va qualcun altro diventa un gesto alla Schettino e Tajani non lo merita. Meglio la faccia di Tajani (o ancora meglio di Meloni) che quella di bronzo, la faccia del vacci, vacci te.
IL PAESE OSSERVATORE - GIORGIA MELONI E IL BOARD PER GAZA - VIGNETTA BY GIANNELLI
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