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MEGLIO TARDI CHE MAI - SVOLTA STORICA, ADESSO L’ABORTO È LEGALE ANCHE IN ARGENTINA: È IL PRIMO GRANDE PAESE SUDAMERICANO A DIRE SÌ DOPO URUGUAY E GUYANA - DOPO DECENNI DI LOTTE MIGLIAIA DI FEMMINISTE HANNO FESTEGGIATO IN PIAZZA - DAL 1983 OLTRE TRE MILA DONNE SONO MORTE PER INTERRUZIONI DI GRAVIDANZA CLANDESTINE - IL SENATO HA DATO VIA LIBERA AL TESTO, ANCHE SE 43 DEI 70 PRESENTI ERANO UOMINI...
Il Senato dell'Argentina ha approvato il testo che legalizza l'interruzione di gravidanza. Trentotto i voti favorevoli, 29 i contrari e un'astensione, secondo il Clarin. L'esito del voto era considerato indeciso. Il presidente Alberto Fernandez si era espresso a favore della legalizzazione e la Camera aveva già approvato. È una svolta storica, l'Argentina è il primo grande Paese del Sudamerica a riconoscere il diritto all'aborto volontario, dopo Uruguay e Guyana.
Da decenni i movimenti femministi e per i diritti delle donne lottano per la legalizzazione e migliaia di donne hanno festeggiato in piazza la decisione del Senato, tra le bandiere e i simbolici fazzoletti verdi.
La legge renderà legali le interruzioni di gravidanza nelle prime 14 settimane. Attualmente nel Paese sono perseguibili penalmente coloro che abortiscono volontariamente e chi le aiuta; uniche eccezioni sono le sopravvissute a stupro o coloro la cui salute è a rischio, tuttavia non rispettate ovunque.
striscioni contro le morti per aborti clandestini
Fernandez, prima del voto, aveva ricordato che dal ritorno della democrazia nel Paese nel 1983 oltre 3 mila donne sono morte a causa di aborti clandestini.
Inoltre, la legge prevede che anche dopo le 14 settimane sarà legale interrompere la gravidanza se questa sia conseguenza di stupro o se siano in pericolo la vita o la salute della donna. Sarà consentito rifiutare di praticare o partecipare a pratiche di aborto agli operatori sanitari e agli istituti medici privati in cui tutti i medici siano contrari alla procedura.
cristina fernandez de kirchner
A presiedere la sessione al Senato è stata la vice presidente Cristina Fernandez. Una precedente proposta analoga fu bocciata dai deputati argentini nel 2018, questa volta è stato decisivo l'appoggio del governo di centrosinistra. Nell'aula del Senato due esponenti erano assenti, mentre 43 dei 70 presenti erano uomini.
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