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1 - PRESTIGIACOMO E BERNINI AL SUMMIT SUI RIFIUTI ELETTRONICI...
(il Velino/AGV) - Si concludono i lavori di "WEEE Eurosummit" evento organizzato dal Centro di Coordinamento Raee con il Patrocinio del Commissario all'Ambiente della Commissione Europea, Janez Potocnik, e del ministero dell'Ambiente italiano. Partecipano tra gli altri Direttore Generale per l'Ambiente della Commissione Europea Karl Falkenberg, il relatore della nuova Direttiva al Parlamento Europeo Karl Heinz Florenz, i senatori Antonio d'Ali' e Andrea Fluttero, il Presidente del CdC Raee Danilo Bonato ed con i saluti introduttivi e conclusivi rispettivamente del Ministro per le Politiche Europee Anna Maria Bernini e del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. (Residenza Ripetta via di Ripetta 231).
2 - DE LUCA (PD), ROMA E IL LAZIO MAGLIA NERA NELLO SMALTIMENTO...
(Adnkronos) - "In questi giorni Roma ospita un convegno internazionale, con relatori provenienti da tutto il mondo, rappresentanti di Stati e istituzione europee, per discutere della nuova direttiva Ue sui rifiuti elettrici ed elettronici. L´Italia e' all'avanguardia in questo campo, tranne la Regione Lazio, che registra solo 2,91 kg di rifiuti elettronici raccolti per abitante, a fronte della media nazionale di 4,07 kg per abitante. L'ennesima bella figura per Roma". Lo ha dichiarato Athos De Luca, vicepresidente della commissione Ambiente del comune di Roma.
"Un dato gravissimo - ha continuato De Luca - che purtroppo vista l'allarmante situazione rifiuti non stupisce. Basti pensare a cosa pensano i romani della pulizia della Capitale, secondo il rapporto dell'agenzia per il Controllo e la Qualita' dei Servizi del Comune: Roma e' sporca, la gestione dei rifiuti e' inefficiente e insufficiente, sulla differenziata siamo pesantemente indietro. Quanto allo smaltimento dei rifiuti elettronici a Roma la situazione e' drammatica. E i cittadini purtroppo ne sono consapevoli: sapere dove e quando buttare apparecchi Tv, stampanti o computer, e' un'impresa titanica".
"Ad Alemanno e all'assessore - ha concluso il consigliere capitolino - che si riempiono la bocca di parole sul decoro, consigliamo di farsi un giro al convegno, per ascoltare esperti del settore e magari anche per spiegare come mai a Roma le cose invece funzionino cosi' male".
3 - API: PER ROMA E LAZIO LA SITUAZIONE Ã DEPRIMENTE...
(DIRE) - "Mentre la Polverini festeggia in pompa magna i suoi primi 18 mesi da governatrice, e Alemanno esulta per un semplice sondaggio che lo darebbe in ascesa, la quotidianita' parla di una situazione deprimente, per il Lazio e per Roma, sul piano dello smaltimento dei rifiuti, in particolare di quelli elettronici". Lo dichiarano, in una nota congiunta, i capigruppo Api in Consiglio regionale e comunale, Mario Mei e Salvatore Vigna.
"E' in corso a Roma- proseguono- un convegno internazionale, con relatori provenienti da tutto il mondo, per dibattere sulla nuova direttiva Ue sui rifiuti elettrici ed elettronici. Il nostro Paese, a quanto pare, e' all'avanguardia da questo punto di vista. La Regione Lazio, pero', registra solo 2,91 kg di rifiuti elettronici raccolti per abitante, contro una media nazionale di oltre i 4 kg. Si tratta dell'ennesimo colpo all'immagine del Lazio, e di Roma, a livello internazionale".
"La pessima brutta figura sulla situazione rifiuti- sottolineano Mei e Vigna- e' ingigantita dai dati dell'Authority per il controllo e la qualita' dei servizi di Roma Capitale, i quali ci dicono che la gestione dei rifiuti e' estremamente carente, che sulla differenziata siamo molto indietro e che due cittadini su tre sono insoddisfatti del servizio".
"Sui rifiuti elettrici ed elettronici la situazione e', se possibile, ancora peggiore: al di la' dei dati emersi dal convegno, infatti- concludono gli esponenti Api- e' sufficiente chiedere a qualunque cittadino quante difficolta' riscontra nel disfarsi di apparecchiature tv, batterie, radio, pc e altro, per avere un quadro chiaro della desolante situazione".
4 - PRESTIGIACOMO E ROMANI CONTRO I TAGLI DI TREMONTI: IL MINISTRO DELL'AMBIENTE: "QUESTA LEGGE CANCELLA IL MIO DICASTERO"
Alessandro Barbera per "la Stampa"
Un ministro, uno di quelli senza portafoglio, ci scherza su: «Finita la carne Tremonti passa alla pelle». Stefania Prestigiacomo, una che il portafoglio lo aveva, è invece con il morale sotto i tacchi: «Ovviamente non voterò né in Consiglio dei Ministri né in Parlamento una legge di stabilità che di fatto cancella il ministero dell'Ambiente». Con le nuove tabelle le rimane in effetti ben poco: da 1,3 miliardi di quattro anni fa a 120 milioni nel 2012. Poi c'è Paolo Romani, furioso per aver perso da un giorno all'altro gli 800 milioni con i quali avrebbe voluto finanziare la banda larga. «Scippo, il tuo è uno scippo»: a Tremonti glielo ha detto de visu la mattina e a mezzo comunicato il pomeriggio.
Non bastavano il pasticcio di Bankitalia, quello sul Rendiconto dello Stato o le fibrillazioni interne al Pdl. Alla fine, a forza di rimandare il problema, è scoppiato l'ennesimo bubbone: quello dei tagli. Per evitare nuovi smottamenti, e con l'alibi perfetto secondo il quale occorreva prima riapprovare il Rendiconto dello Stato, il consiglio dei ministri di ieri è stato rinviato a oggi. Mai giorno poteva essere più funesto, ma tant'è: gli esperti di tattica dicono che così che si massimizzano i risultati. Giancarlo Galan se la prende con il potente collega: «Non ho ancora visto le tabelle, in perfetto stile tremontiano non me le ha fatte vedere».
Eppure la gran parte dei ministri sapevano a cosa andavano incontro. Lo prevedono le due manovre di quest'estate e lo ribadisce un decreto presidenziale controfirmato da Berlusconi dieci giorni fa. Entro il termine improrogabile del 15 ottobre il Parlamento attende di ricevere i numeri ministero per ministero, l'ultimo atto formale che imporrà , nel solo 2012, sette miliardi di risparmi. Molti, a partire dallo stesso Romani, hanno cercato una soluzione - vedi l'ipotesi condono - senza prendere sul serio la profezia di Tremonti: «Facciano quel che credono, alla fine decido io». Piaccia o no, in Italia come nel resto d'Europa le redini dei conti restano nelle stanze del ministero del Tesoro.
Nei conciliaboli la risposta del ministro dell'Economia è sempre la stessa: «Ci sono delle priorità ». Ad esempio: «Perché concedere fondi pubblici ad un progetto (quello di Telecom) che può essere benissimo finanziato da un soggetto privato che ha a disposizione un miliardo di liquidità ? (F2I, ndr)». Il punto, inutile dirlo, è che le priorità di Tremonti non coincidono con quelle dei colleghi.
La bozza della legge di Stabilità promette di distribuire 5,5 miliardi in gran parte a favore di proroghe: i fondi per la cassa integrazione (un miliardo), gli sgravi di produttività (altri 800 milioni), le missioni all'estero (700 milioni), le scuole non statali (242 milioni) e l'Università (altri 400 milioni). Altero Matteoli, rimasto senza i fondi per le grandi opere, aveva minacciato le dimissioni: con il taglio dei fondi Fas il suo ministero deve rinunciare a quasi quattro miliardi. A meno di colpi di scena, si dovrà accontentare di un decimo, i soliti 400 milioni di sussidi alla lobby dell'autotrasporto.
La conferma dei denari all'autotrasporto è la miccia che ha acceso la protesta dei rivoltosi. Perché legittima è legittima, ma è difficile spacciarla per priorità . E così, per evitare l'implosione del governo nel giorno che dovrebbe essere dedicato alla salvezza, ieri notte fra Tesoro e a Palazzo Chigi circolavano ipotesi alternative. Lima qui, aggiusta là , si tenterà di evitare lo strappo dei ministri umiliati e offesi.
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