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TRUMP ARRIVA A PECHINO DA SCONFITTO: IL “PALLINO” È IN MANO A XI JINPING - IL TYCOON SI È IMPANTANATO NELLA GUERRA IN IRAN E NON SA COME USCIRNE: SPERAVA DI INDEBOLIRE LA CINA, PRIMO SPONSOR DI TEHERAN, CHE INVECE È USCITO RAFFORZATA – NATHALIE TOCCI: “NELLA SOSTANZA, XI CONCEDERÀ POCO O NULLA DI CIÒ CHE TRUMP SI ASPETTA, A PARTIRE DA UNA PRESSIONE CINESE SULL'IRAN AFFINCHÉ CEDA. E SI ASPETTERÀ, PER CONTRO, CONCESSIONI AMERICANE SU TAIWAN. A PECHINO BASTA CIÒ CHE, PER TRUMP SONO SOLO SFUMATURE SEMANTICHE: IL PASSAGGIO DAL NON SOSTEGNO IMPLICITO DEGLI STATI UNITI ALL'INDIPENDENZA DI TAIWAN ALLA SUA OPPOSIZIONE ESPLICITA…”

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Estratto dell’articolo di Nathalie Tocci per “La Stampa”

 

TRUMP XI JINPING

Se la prima amministrazione Trump segnò l'avvio della rivalità tra Stati Uniti e Cina, la seconda avrebbe dovuto sancire la supremazia americana. Sta accadendo il contrario, come probabilmente emergerà dal vertice tra il presidente Donald Trump e il suo omologo Xi Jinping a Pechino. Sono due le guerre avviate da Trump e perse contro la Cina: quella commerciale e quella in Medio Oriente.

 

La rivalità con Pechino […]  sembrava destinata a una drammatica escalation quando il presidente americano, nel cosiddetto "giorno della liberazione", annunciò dazi del 145% sulle importazioni cinesi. Ma Trump si guadagnò il soprannome "Taco" ("Trump always chickens out") quando Xi ordinò la restrizione delle esportazioni di minerali critici, in particolare delle terre rare, sulle quali la Cina detiene un monopolio. I mercati crollarono e, in poche settimane, diverse industrie americane si trovarono nell'impossibilità di operare a pieno regime.

 

donald trump taco meme 2

Dopo alcune settimane, Trump abbassò i dazi. Le tariffe […] non hanno piegato l'economia cinese - che anzi continua a registrare un avanzo commerciale significativo - né hanno innescato il rimpatrio di industrie manifatturiere negli Stati Uniti.

 

La breve guerra commerciale Usa-Cina ha fatto emergere ciò che si sospettava: viviamo già in un mondo bipolare, in cui una sostanziale parità economica e tecnologica tra le due potenze impedisce a una di prevalere sull'altra, come evidentemente Trump pensava.

 

Così come la guerra commerciale ha messo in luce i rapporti di forza tra Stati Uniti e Cina, il conflitto in Medio Oriente ha rivelato le vulnerabilità strategiche americane.

 

Dopo il blitz in Venezuela - che, nell'immaginario collettivo occidentale, aveva sottratto alla Cina un partner strategico ed energetico - la guerra contro l'Iran e il presunto rapido rovesciamento della Repubblica islamica avrebbero dovuto infliggere un duro colpo anche a Pechino.

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP

 

[…] Trump ha sbagliato i calcoli, e non solo perché la Cina dispone di riserve petrolifere sufficienti a reggere ancora diversi mesi, ma perché Pechino uscirà probabilmente avvantaggiata dal conflitto mediorientale: la militarizzazione dei mercati delle fonti fossili non farà che accelerare la transizione energetica.

 

Sia per l'Europa sia per l'Asia, entrambe importatrici nette di idrocarburi, la transizione energetica non è un vezzo ideologico, ma una strategia di sicurezza. E soprattutto, con un'Europa distratta - in cui alcuni hanno ottusamente liquidato il Green Deal come progetto ideologico negli ultimi anni - la Cina, che ottusa non è stata affatto, è destinata a trarne vantaggio. La domanda di pannelli solari, batterie, auto elettriche e molto altro è destinata a crescere.

 

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Il vertice Usa-Cina era stato programmato per il mese scorso, ma è stato rinviato a causa della guerra in Medio Oriente.

 

Trump era convinto che tutto sarebbe stato risolto entro metà maggio. Eppure, ci ritroviamo ancora oggi con lo Stretto chiuso e un presidente americano di fatto umiliato da un regime iraniano debole, isolato e detestato, che però ha saputo sfruttare a proprio vantaggio leve asimmetriche e non è disposto a fare marcia indietro.

 

Trump va a Pechino per negoziare. E Pechino è probabilmente disposta a concedere qualche briciola che il presidente americano potrà rivendicare come una vittoria: l'acquisto di soia, gas o aerei, oppure investimenti cinesi in America. Ma, nella sostanza, Xi concederà poco o nulla di ciò che Trump si aspetta, a partire da una pressione cinese sull'Iran affinché ceda.

 

ESERCITAZIONI MILITARI CINESI INTORNO A TAIWAN

E si aspetterà, per contro, concessioni americane su Taiwan.

 

A Pechino basta ciò che, per Trump - incurante e ignorante dei dettagli - sono solo sfumature semantiche: il passaggio dal non sostegno implicito degli Stati Uniti all'indipendenza di Taiwan alla sua opposizione esplicita. Inezie per Trump, ma una vittoria strategica per Xi nei suoi piani espansionisti di lungo periodo.

 

Da ultimo, ma non meno importante: cosa significa tutto ciò per noi europei? L'impopolarità di Trump in Europa […] potrebbe trarci in inganno. Un vertice Usa-Cina a vantaggio della Cina non dovrebbe farci sorridere. Nelle relazioni internazionali - e non solo - il nemico del mio nemico non è sempre mio amico.

 

antonio costa - xi jinping - ursula von der leyen

Esistono ragioni serie per cui l'Europa debba tenere la guardia alta nei confronti di Pechino. Pur nella consapevolezza che con la Cina è necessario cooperare, e che non si può certo essere in conflitto con Putin, Trump e Xi contemporaneamente, è bene non dimenticare che, se vogliamo affermarci come attore autonomo e maturo, la soluzione non è sfuggire al genitore molesto per gettarsi ingenuamente tra le braccia del conoscente interessato.

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