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Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”
TIME ELEGGE TRUMP PERSONA DELL ANNO
Tempi duri per la Silicon Valley: Donald Trump usa massicciamente Twitter, ma non nasconde la sua ostilità verso i giganti dell' economia digitale. In passato ha anche minacciato boicottaggi della Apple e dichiarato guerra al «monopolista Amazon».
Quella era però la campagna elettorale rumorosa di un candidato anomalo. Le aziende tecnologiche che avevano tifato per Hillary Clinton, dopo lo scoramento iniziale all'indomani del voto, hanno cominciato a sperare che, da presidente-imprenditore, Trump avrebbe cambiato registro. Speranze per ora deluse: il neopresidente ha appena istituito un consiglio economico composto da 16 protagonisti del mondo dell' economia zeppo di finanzieri di Wall Street e qualche industriale dei settori più «stagionati» (Mary Barra di General Motors, Robert Iger di Walt Disney).
Zero rappresentanti della Silicon Valley: per l'economia digitale c'è solo IBM, un gigante invecchiato, in crisi d' identità. Solo una vendetta iniziale verso aziende pro Hillary, dicono. E ricordano la ferita di un appello firmato da 140 leader della Silicon Valley guidati dal cofondatore di Apple, Steve Wozniak: Trump definito «un disastro per l'innovazione». Al dunque Trump, favorevole a una sanatoria per il rimpatrio dei profitti che le multinazionali Usa tengono all'estero, farà un regalo alle aziende tecnologiche della West Coast, che hanno più capitali congelati fuori dagli Usa.
Il disgelo potrebbe arrivare mercoledì, con alcuni leader dell' economia digitale alla Trump Tower. Ad ascoltarli però non ci sarà il neopresidente ma Peter Thiel, unico alleato di Trump nella Silicon Valley e il capo di gabinetto, Priebus. E c'è chi teme addirittura che Trump sia guidato dalla tentazione di riportare indietro le lancette della diffusione di un'economia digitale penetrata ovunque, i cui effetti sono negativi per molti lavoratori: di sicuro per quelli che hanno votato Trump. Sforzo velleitario?
DONALD TRUMP NEL FILM GHOST CANT DO IT
Certo e lo sa, ma da re della cosa meno virtuale al mondo, il mattone, il neopresidente inventerà qualcosa per presentarsi ai suoi elettori come il domatore di questi campioni dell' automazione e dell'«outsourcing». E, intanto, smonterà le loro strutture di potere: siti vicini ai conservatori hanno calcolato che negli otto anni di Obama l' andirivieni di personaggi che hanno cambiato casacca passando da Google al governo e viceversa ha raggiunto quota 260.
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