DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH…
URSULA SI PIEGA ANCORA TRUMP – VON DER LEYEN È RIUSCITA A FAR INCAZZARE I GOVERNI EUROPEI, L’EUROPARLAMENTO E I “SUOI” COMMISSARI PERCHÉ, PARLANDO DELLA GUERRA IN IRAN, HA SENTENZIATO: “L’EUROPA NON PUÒ PIÙ ESSERE CUSTODE DEL VECCHIO ORDINE MONDIALE, UN MONDO CHE È SPARITO E NON TORNERÀ” – LE HANNO RISPOSTO PICCATI KAJA KALLAS, ALTO RAPPRESENTANTE PER LA POLITICA ESTERA UE (“IL SISTEMA DELLE REGOLE INTERNAZIONALI DEV’ESSERE RISTABILITO, ALTRIMENTI SIAMO CONDANNATI AL CAOS”) E IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA (“LE VIOLAZIONI NON DEVONO ESSERE ACCETTATE MAI”) – FONTI DIPLOMATICHE DA BRUXELLES: “VON DER LEYEN NON PARLA PER DIFENDERE UNA POSIZIONE COMUNE, MA LA SUA…”
Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP A NEW YORK
Ursula von der Leyen è di nuovo nella bufera. Non nuova a uscite e azioni tese a tracimare oltre i limiti delle sue competenze, la presidente della Commissione torna a irritare non solo i governi e il Parlamento europeo, ma perfino i membri del proprio collegio.
Ultimo in ordine di tempo è il discorso tenuto agli ambasciatori dell’Ue, dove von der Leyen ha commentato la guerra in corso in Iran: «L’Europa — ha detto fra le altre cose — non può più essere custode del vecchio ordine mondiale, un mondo che è sparito e non tornerà». E se l’Ue difenderà sempre il sistema basato sulle regole, in realtà «non può più contarvi come unica via per difendere i suoi interessi».
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KAJA KALLAS - CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO
Kaja Kallas, Alto Rappresentante per la Politica estera, anche lei vicepresidente della Commissione, ha spiegato che il sistema delle regole, di cui Trump fa scempio, dev’essere ristabilito, «altrimenti siamo condannati al caos».
Alle critiche si è unito anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, secondo il quale è compito dell’Ue difendere l’ordine internazionale e i principi della Carta dell’Onu: «Le violazioni non devono essere accettate né in Ucraina, né in Groenlandia, né a Gaza, né in America Latina, né in Medio Oriente».
La presidente della Commissione, echeggiando la posizione del cancelliere tedesco Merz, aveva invece affermato che «non dovremmo piangere per il regime iraniano», giustificando in qualche modo l’intervento americano.
Ursula von der Leyen e Antonio Costa a Kiev
La nuova controversia ripropone un tema antico: la bulimia di potere di von der Leyen, che tende ad accaparrarsi sempre nuove prerogative, soprattutto in politica estera. Succedeva nel primo mandato, succede con più intensità adesso.
Nelle ore successive all’attacco su Teheran, ha telefonato a tutti i leader del Golfo e ha postato almeno dieci dichiarazioni su X. Questo la pone in rotta di collisione con Kallas, che dovrebbe condurre la diplomazia dell’Unione su mandato degli Stati membri, cui spetta la competenza in materia.
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URSULA VON DER LEYEN - DONALD TRUMP
«Il problema — dicono fonti di alto livello — è che von der Leyen non parla per difendere una posizione comune, ma la sua». Che poi, guarda caso, è molto vicina a quella della Germania.
antonio costa emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse
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