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VAMOS A LA PLAHA – LA SPETTACOLARE CADUTA DI VLAD “PLAHA” PLAHOTNIUC, EX POLITICO PIÙ RICCO E POTENTE DELLA MOLDAVIA, CONDANNATO A 19 ANNI DI CARCERE PER FRODE E RICICLAGGIO – LA SUA STORIA È DIVENTATA UNA SERIE TV NETFLIX: ALL’EPOCA, NEL 2014, FU DEFINITA IL “FURTO DEL SECOLO” - UN MILIARDO DI EURO (IL 12% DEL PIL DI CHISINAU) SPARITI DA TRE BANCHE MOLDAVE E FINITI SU CONTI CINESI E INGLESI – PADRINO DELLA POLITICA MOLDAVA PER DIECI ANNI, PLAHOTNIUC E' STATO LA "LAVANDERIA A GETTONI" DEGLI OLIGARCHI RUSSI: RIPULIVA I CAPITALI DEI FEDELISSIMI DI PUTIN…
Estratto dell'articolo di Francesco Battistini per il "Corriere della Sera"
«E i nu sunt Plaha». Quando Vlad «Plaha» Plahotniuc era il politico più ricco e potente di Chisinau — era vicepresidente del Parlamento, guidava un partito di governo, aveva due miliardi di patrimonio personale e ville in Spagna e yacht da 50 milioni in Costa Azzurra, controllava il 70 per cento di giornali e tv —, all’epoca non c’era moldavo che non l’ammirasse, non lo temesse, non l’invidiasse. Ei nu sunt Plaha , non sono mica Plaha, era diventato un modo di dire se qualcuno ti chiedeva soldi o favori.
Oggi il mito di Plaha è diventato una serie tv Netflix, ma è solo un romanzo criminale e l’uomo più odiato del Paese, sessantenne, ormai non incanta più nessuno: anche per questo mercoledì non s’è fatto vedere in aula, ad ascoltare il pubblico ministero che chiedeva 25 anni di carcere e il giudice che gliene infliggeva 19.
plaha, la serie su vlad plaha plahotniuc
L’hanno incastrato per frode e riciclaggio. «Il furto del secolo», anno 2014. Un miliardo d’euro spariti da tre banche moldave e finiti su conti cinesi e inglesi, una cifra che ai tempi valeva il 12 per cento del Pil moldavo e obbligò il Fondo monetario internazionale a intervenire .
Probabilmente, questo processo è solo l’inizio: dai rapporti con la mafia russa alla tratta di donne, passando per l’omicidio e la corruzione di magistrati e poliziotti, ormai non c’è accusa che a Plahotniuc sia risparmiata. Con una certezza: da vero padrino della politica moldava, per dieci anni ha gestito la lavanderia a gettoni degli oligarchi russi, ripulendo i capitali dei fedelissimi di Putin.
[…] Il vento europeista che ha portato alla presidenza la giovane economista Maia Sandu, sei anni fa, ha fatto cadere anche molte pedine di Mosca, e la condanna di Plaha ne è l’ultima conferma.
Proprio in questi giorni Maia ha sciolto gli ultimi legami con la Csi, la Comunità degli Stati Indipendenti che nacque sulle macerie dell’Urss, e il suo obbiettivo è portare i moldavi in Europa almeno entro il 2030. Nessuno però s’illude: non basta processare qualche politico a libro paga, a proteggere la piccola Moldavia dagli appetiti del Cremlino.
Due milioni e mezzo d’abitanti, inclusi mezzo milione di russofoni, le bombe di Putin a due ore d’auto dalla capitale, 1.700 soldati e santebarbare dell’Armata Russa dislocati nella vicina Transnistria, la politica di Chisinau è disperatamente aggrappata alla Ue e alla Nato, riproponendo uno scenario che lo stesso ministro putiniano Sergei Lavrov ha definito tempo fa, in modo inquietante, «simile all’Ucraina».
La scorsa settimana, il governo moldavo ha espulso cinque ufficiali russi dalla Transnistria, dichiarati «indesiderabili»: nell’autoproclamata repubblica separatista, grande quanto Gaza e riconosciuta solo da Mosca, stazionano almeno mille uomini dei corpi speciali russi Gotr che per la legge moldava sono illegali, ovvero occupanti.
Al Cremlino, quest’espulsioni non le hanno prese bene e l’ex ministro russo alla Difesa, Sergei Shoigu, quello che nel 2022 guidò l’Operazione speciale su Kiev, ha minacciato cupo: «Adotteremo tutte le misure necessarie per proteggere i 220mila russi che vivono in Transnistria. Non bisogna escludere nulla e valutiamo ogni scenario, anche quello più improbabile». Un film già visto. E che spaventa, anche più della serie tv su Plaha.
vlad plaha plahotniuc
vlad plaha plahotniuc
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