salvini romeo fontana

VELENI E POLTRONE: È L’ORA DELLA RESA DEI CONTI NELLA LEGA – STASERA SUL PALCO DELLA VERSILIANA IL GOVERNATORE LOMBARDO, ATTILIO FONTANA, E IL CAPOGRUPPO AL SENATO, MASSIMILIANO ROMEO, POTREBBERO RENDERE UFFICIALE LA SPACCATURA CON SALVINI, CON LA NASCITA DI UN’ASSOCIAZIONE CHE PUNTA A UN PARTITO “FEDERALE” SUL MODELLO TEDESCO CDU-CSU – IL SEGRETARIO SI PREPARA ALLA GUERRA: “CERCO DI TENERE UNITI QUELLI CHE VOGLIONO ESSERE UNITI. GLI ALTRI” – LA POSTA IN PALIO SONO LE CANDIDATURE PER LE POLITICHE 2027: CON IL CARROCCIO IN CADUTA LIBERA NEI SONDAGGI E VANNACCI CHE CONTINUA A SCIPPARE CONSENSI, DUE PARLAMENTARI SU TRE SI RITROVERANNO SENZA UN SEGGIO SICURO. E LA LEGGE ELETTORALE CHE ELIMINA I COLLEGI UNINOMINALI È UNA SCIAGURA PER I LEGHISTI…

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LA LEGA A UN PASSO DALLO «STRAPPO» SALVINI: TENGO UNITO CHI VUOLE ESSERLO

Estratto dell’articolo di Marco Cremonesi per il “Corriere della sera”

 

giancarlo giorgetti attilio fontana matteo salvini

«Io faccio quello che faccio tutti i giorni da dieci anni, anzi di più: tenere unita la Lega». Matteo Salvini sembra chiudere così, con una frase, le polemiche interne al partito. Una pausa, poi però aggiunge: «Quelli che vogliono, essere uniti. Gli altri…». Il segretario leghista è arrivato ieri in Trentino da Forte dei Marmi con la fidanzata Francesca Verdini.

 

[...] Lui, il leader leghista asseconda il clima bucolico della pedalata in val Rendena e si dice «assolutamente tranquillo». Ma con stasera, la Lega rischia di precipitare verso il punto di non ritorno. Quello in cui le mediazioni non sono più possibili perché diventano tradimento di chi le ha sostenute, quello in cui le curve vogliono il sangue nell’arena, quello in cui chi consiglia a Salvini «delle belle epurazioni» può dirlo più forte.

 

MASSIMILIANO ROMEO E MATTEO SALVINI

Il governatore lombardo Attilio Fontana sarà sul palco della Versiliana con il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Sono le due figure che più si sono spese per un cambio di passo radicale nella Lega. Senza escludere la fine dell’era Salvini. [...]

 

Ma lo scenario più nero non si può escludere: una Lega che arriva a Pontida dilaniata, le epurazioni che partono, un pezzo importante del partito a Nord che remerà contro alle Politiche 2027. Un incubo per tutti, tranne che per Roberto Vannacci. Eppure, il documento che potrebbe chiudere l’annunciato fratricidio è già sul tavolo da un mese abbondante.

 

gli schieramenti nella lega

È la bozza messa a punto da Roberto Calderoli, ben ponderata anche rispetto alla legge elettorale in gestazione, per uno Statuto che riprende le vecchie «macro regioni», Nord Centro e Sud. Lascerebbe a Salvini una salda presa sulle truppe andando incontro al partito federato chiesto a suo tempo da Luca Zaia.

 

Ma, appunto, il tempo rischia di essere scaduto. Se Fontana e Romeo lavorano alla nascita di un’associazione (leggasi corrente), il vice di Salvini Claudio Durigon ironizza: «So che erano contrari all’associazione che all’epoca aveva creato Vannacci e quindi mi sembra strano che possano essere oggi favorevoli ad altre associazioni».

 

Anche se lo stesso Durigon non passa per un contrario alla Lega federata. Ma appunto, stanno arrivando i giorni della scelta. Per Susanna Ceccardi, che a suo tempo non è stata tenera sull’ingresso di Vannacci in Lega, «Salvini ha con sé la stragrande maggioranza di eletti, militanti e dirigenti del Consiglio federale. Il partito, però, è sempre stato contendibile. Quando scadrà Salvini o se dovesse venire meno la fiducia del Consiglio federale ne riparleremo, ma non mi sembra questo il caso».

 

Ieri a L’Aria che tira su La7 è stato diffuso un sondaggio (risalente al luglio) secondo cui il 93% di chi oggi dichiara di votare per il Carroccio promuove Salvini come segretario: il 55% lo giudica «molto positivamente» e il 38% «abbastanza positivamente». I critici rappresentano solo il 3%. Un po’ meno sovietica la proiezione sul futuro: il 21% vorrebbe un cambio al vertice già in vista delle politiche del 2027 e un altro 10% dopo le elezioni. [...]

 

DUE SU TRE SENZA SEGGIO SICURO FAIDA NELLA LEGA PER I POSTI

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

Luca Zaia Matteo Salvini

Non è solo una questione politica, è anche banalmente matematica. Con la Lega in discesa, Futuro nazionale in ascesa, con la nuova legge elettorale e ancora peggio con una possibile vittoria del centrosinistra, per il Carroccio l'anno prossimo si prevede una specie di bagno di sangue. E allora, quando l'acqua nella pozza sta per evaporare, ci si accapiglia per l'ultimo sorso.

 

Alle politiche del 2022, la Lega con quasi il 9 per cento ha eletto 95 parlamentari: 66 deputati e 29 senatori. Dei primi 66, ben 42 diventarono tali grazie ai collegi uninominali, solo 23 con il proporzionale (più la sistemazione derivante dalle pluricandidature).

 

matteo salvini a cervia

Al Senato, 14 dei 29 seggi arrivarono dall'uninominale. Quindi la Lega del 2022 beneficiò moltissimo del maggioritario, ed è questo che rende comprensibile la resistenza dei "nordisti" all'abolizione degli uninominali. E poi ci sono le proiezioni, drammatiche.

 

Con una Lega al 5 per cento, e uno scenario in cui nessuna delle coalizioni raggiunge il 42 per cento, sono 30 gli eletti; in Lombardia, la regione più calda della protesta contro Matteo Salvini, ma anche quella del radicamento storico del partito, parliamo di circa sei parlamentari in tutto.

 

attilio fontana matteo salvini

[...] La sostanza è che due su tre, più o meno, rischiano di non venire rieletti.

Ma non solo: Attilio Fontana è in scadenza di mandato (per Palazzo Lombardia si vota nel 2027), la Lega con ogni probabilità perderà anche la presidenza in favore di FdI.

Insomma, una specie di Caporetto.

 

«Per fare il segretario della Lega Lombarda – racconta un alto in grado del Carroccio – Massimiliano Romeo ha fatto accordi con chi oggi non è in parlamento ma vuole tornarci, e non può accontentarli. È sotto due fuochi». Da qui i malumori, l'insoddisfazione: chi deciderà i posti sicuri per il prossimo giro?

 

MATTEO SALVINI LUCA ZAIA LORENZO FONTANA

Salvini ha ovviamente la golden share e vuole mantenerla, portandosi dietro per un altro giro i fedelissimi, coloro che non faranno scherzi. Chi protesta, se la protesta fallirà, rischia doppiamente di ritrovarsi mestamente a casa.

 

Ma la guerra per la sopravvivenza nella Lega rischia di avere conseguenze nel centrodestra già prima delle prossime elezioni, visto che come detto i "nordisti" preferirebbero tenersi il Rosatellum. Finora gli alleati confidavano che Salvini fosse comunque in grado di garantire i voti dei suoi parlamentari.

 

Oggi quella certezza non c'è più. Gli occhi sono puntati soprattutto sul Senato e il passaggio più delicato sarà in commissione Affari costituzionali, dove torneranno in discussione le preferenze e l'alternanza di genere: qui i tre senatori leghisti, tutti del Nord, sono decisivi per la maggioranza.

MATTEO SALVINI E MASSIMILIANO ROMEO

 

Un incidente potrebbe far saltare l'intera riforma, che dovrà poi tornare alla Camera per il voto definitivo. Ma la preoccupazione di FdI e FI va oltre la legge elettorale: se Salvini non è più in condizione di controllare i suoi gruppi parlamentari, oggi può saltare la riforma, domani un decreto. E così una crisi nata dentro una Lega in cerca di identità può trasformarsi rapidamente in una crepa per l'intero governo.

Maurizio Fugatti Luca Zaia Attilio Fontana Massimiliano Fedriga

 

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