FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL…
Wanda Marra per il “Fatto Quotidiano”
Consideriamo la posizione di Forza Italia, sulla mozione di sfiducia al governo, strumentale, demagogica e sbagliata". Così il presidente dei verdiniani, Lucio Barani annuncia l' intenzione del suo gruppo, Ala, di votare no alla sfiducia al governo Renzi.
Che oggi va in aula, premier in testa, in occasione della mozione presentata da FI per il decreto Salva Banche e per la posizione di Maria Elena Boschi, figlia di Pier Luigi Boschi, ex vice presidente e membro del Cda di Banca Etruria (uno degli istituti interessati), sanzionato da Bankitalia.
I numeri a Palazzo Madama sono sempre a rischio e i verdiniani fanno un ulteriore passo verso la maggioranza. La minoranza dem (Roberto Speranza e Miguel Gotor in testa) chiede "una verifica" e domanda al premier di respingere quel sostegno, ma non vota contro.
Il premier nega l' evidenza: non è una fiducia, è una non-sfiducia. Questione di lana caprina: il fedele Denis sarebbe potuto uscire con i suoi al momento del voto. Dicendo "no" fa un altro passo inequivocabile di avvicinamento. Ancora non si parla di poltrone di governo, ma non si sa mai. E soccorso arriverà anche dai 3 di Idea. A dicembre, in occasione della mozione individuale a Montecitorio rispose la Boschi, da sola. Il premier era a un Consiglio europeo straordinario a Bruxelles. Oggi a metterci la faccia è lo stesso Renzi. Fino a che punto si spingerà nella chiarezza? Per com' è andata finora, c' è da aspettarsi il meno possibile.
La storia presenta molti punti oscuri, a cominciare dai rapporti del faccendiere Flavio Carboni con Pier Luigi Boschi. E l' indagine è in corso: e molti, anche nel governo, aspettano con ansia la data dell' 8 febbraio, quando la Procura di Arezzo potrebbe iscrivere il padre del ministro nel registro degli indagati. Per oggi, non è ancora confermata la presenza della Boschi.
Il ministro, la settimana scorsa, durante il question time sulla delega per Marco Carrai, amico fedele del premier alla cyber security, aveva confermato che sarebbe divenuto "consulente". La nomina adesso è data in bilico anche da ambienti renziani: i servizi si sarebbero agitati troppo, costringendo Renzi almeno a un momentaneo passo indietro.
RENZI CARRAI
RENZI VERDINI 9
MATTEO RENZI E DENIS VERDINI
MATTEO RENZI E DENIS VERDINI
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