DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE…
da Lettera43
Nuove ombre si allungano sul Viminale alla luce delle dichiarazioni di Vincenzo Scotti, ex ministro degli Esteri nel governo Amato, in merito all'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia.
«à meglio che non fai più dichiarazioni sulle questioni che riguardano il Viminale.
Così mi disse il mio ex capo di gabinetto del ministero dell'Interno a luglio del 1992, il giorno dopo l'assassinio di Paolo Borsellino. Ero ministro degli Esteri e avevo dichiarato al Tg1 che non si può indebolire la lotta alla mafia».
Così Scotti alla Commissione parlamentare Antimafia, a proposito delle voci secondo cui, nel 1992, lasciò dopo poche settimane il governo Amato, nel quale era ministro degli Esteri, perché restando avrebbe dovuto dimettersi da deputato e rinunciare alla immunità parlamentare.
SCOTTI: «HANNO TENTATO DI DELEGITTIMARMI». L'ex ministro ha, poi, ribadito la sua convinzione che fu sostituito al Viminale perché interpretava la linea dura sul 41 bis e sulla nascita della Dia: «La verità è che sono stato sottoposto a tentativi di delegittimazione».
NICOLA MANCINO E GIORGIO NAPOLITANO jpeg
VINCENZO SCOTTI
paolo borsellino
GIULIANO AMATO
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