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ZELENSKY, PIJATE I SOLDI MA NUN S’ALLARGAMO – L’UNIONE EUROPEA SBLOCCA IL MAXI PRESTITO DA 90 MILIARDI PER KIEV, MA SULL’INGRESSO DELL’UCRAINA, BLOCCATO FINORA DA ORBAN, NELL’UE È TUTTO CONGELATO. EVIDENTEMENTE LE RESISTENTE DEL PREMIER UNGHERESE ERANO SOLO IL PARAVENTO DIETRO IL QUALE SI SONO SEMPRE NASCOSTI MOLTI LEADER. CHE ORA ESCONO ALLO SCOPERTO (IL BELGA BART DE WEVER, IL CROATO PLENKOVIC, APPENA ENTRATO NELL’UNIONE DOPO UN PERCORSO LUNGO E COMPLESSO) – FRANCIA E GERMANIA PROPONGONO UN INGRESSO “SIMBOLICO” SENZA DIRITTI DI VOTO E SENZA FONDI. ZELENSKY HA RIFIUTATO: “NON STIAMO DIFENDENDO SOLO IL NOSTRO PAESE, MA L'INTERA EUROPA. MERITIAMO UNA PARTNERSHIP PIENA”
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”
volodymyr zelensky - foto lapresse
Incassato il via libera definitivo al prestito da 90 miliardi e ottenuta la garanzia di una nuova stretta nei confronti della Russia, con l'adozione del ventesimo pacchetto di sanzioni, Volodymyr Zelensky si è presentato di persona al vertice Ue di Cipro con una richiesta precisa: ora Kiev vuole avere certezze sull'ingresso nell'Unione europea.
Possibilmente a partire dal 2027. È l'obiettivo dichiarato del presidente ucraino, che ha bisogno di questi segnali anche per far digerire ai suoi cittadini un eventuale accordo di pace non ottimale.
URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY
Ma il confronto con i leader europei […] è servito per capire che le cose non saranno così semplici […]. In questa partita, l'uscita di scena di Viktor Orbán non basta. Era una condizione certamente necessaria, ma non sufficiente. Perché gli ostacoli da superare sono molti, tanti quanti i dubbi che i capi di Stato e di governo hanno riversato sul tavolo durante l'incontro.
Su una cosa, infatti, sembrano essere quasi tutti d'accordo: l'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea nel 2027 è irrealistico. Si può lavorare a soluzioni creative, ma il presidente è contrario all'idea ventilata da Francia e Germania che hanno suggerito un ingresso "simbolico", senza diritti di voto e senza fondi.
«Non stiamo difendendo solo il nostro Paese, ma l'intera Europa. Meritiamo una partnership piena», ha tagliato corto Zelensky.
Prima del vertice, si è riunito con Ursula von der Leyen e Antonio Costa. Un trilaterale per fare il punto della situazione e studiare il piano per una via d'uscita che vada bene a tutti. Il presidente ucraino ha ringraziato per il via libera al prestito, ha chiesto che i fondi vengano versati «il prima possibile» perché il Paese ha bisogno di riparare le infrastrutture energetiche danneggiate. Von der Leyen ha assicurato che arriveranno «entro questo trimestre», al massimo entro la fine di giugno.
Ma poi Zelensky ha subito voltato pagina ed è passato alla fase due della sua offensiva diplomatica con l'Ue. La presidente della Commissione e quello del Consiglio hanno teso la mano all'alleato, elogiando i «progressi significativi compiuti dall'Ucraina nel suo percorso di adesione» e hanno chiesto di «aprire senza indugio i capitoli negoziali» che erano stati bloccati da Orbán.
VOLODYMYR ZELENSKY - GIORGIA MELONI - CONSIGLIO EUROPEO - FOTO LAPRESSE
[…] Ma sul fronte allargamento, le resistenze del premier ungherese erano il paravento dietro il quale si sono sempre nascosti molti leader. Che infatti ora iniziano a uscire allo scoperto.
«La prospettiva dell'Ucraina è nell'Ue - ha premesso il premier lussemburghese, Luc Frieden -, ma deve rispettare una serie di condizioni e fare le riforme. Non possono esserci scorciatoie. I Paesi dei Balcani Occidentali hanno fatto sforzi immensi che devono essere riconosciuti». Sulla stessa linea il premier belga, Bart de Wever: «Zelensky punta a un'adesione rapida, ma penso che si debba mantenere un approccio basato sul merito, senza corsie preferenziali».
Volodymyr Zelensky viktor orban – vertice Comunità politica europea a Budapest
A riempire metaforicamente le vasche del vicino Waterpark per un necessario bagno di realtà si è poi aggiunto Andrej Plenkovic, primo ministro dell'ultimo Paese che si è aggiunto al club dell'Unione europea. «Sappiamo benissimo quanto questo percorso sia difficile e complesso – ha ricordato il premier croato –. Ma proprio per questo credo che completare l'adesione a gennaio sia impensabile. Noi abbiamo fatto in fretta e ci abbiamo messo sei anni… ».
Francia e Germania hanno lavorato a una proposta creativa per garantire all'Ucraina una sorta di ingresso "simbolico" in attesa di chiudere i negoziati. L'idea sarebbe di far partecipare Zelensky e i ministri alle riunioni dei Consigli già a partire dal prossimo anno, ma senza diritto di voto e soprattutto senza poter contare sui fondi del bilancio comune. Il presidente ucraino, però, ha risposto con un «no, grazie».
ursula von der leyen volodymyr zelensky
Emmanuel Macron - che ha annunciato l'addio alla politica nel 2027 - ha cercato di prendere in mano la situazione e ha chiesto di definire «un calendario chiaro» per l'apertura dei capitoli negoziali. I primi potranno essere aperti a breve, ma l'Ue non è in grado di offrire certezze all'Ucraina sulla fine del processo.
«Troppo presto per fissare una data» ha ammesso il premier olandese Rob Jetten.
EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACO
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