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LA PUNTURINA NON BASTA - LA PERDITA DI CHILI OTTENUTA GRAZIE AI FARMACI ANTI-OBESITÀ NON È PER SEMPRE: UN NUOVO STUDIO INGLESE DIMOSTRA CHE CHI HA INTERROTTO IL TRATTAMENTO HA RICOMINCIATO A RIPRENDERE PESO AL RITMO DI 400 GRAMMI AL MESE, RIACQUISTANDO I CHILI INIZIALI DOPO DUE ANNI - NON SOLO: A PEGGIORARE CON LO STOP ALLE PUNTURINE SONO ANCHE GLI INDICATORI DELLA SALUTE CARDIOVASCOLARE E DEL DIABETE. CHI VUOLE MANTENERE LA PANZA PIATTA PUÒ SOLO RICORRERE A…
(ANSA) - La perdita di peso ottenuta grazie ai farmaci anti-obesità non è per sempre: con l'interruzione del trattamento, infatti, si ricomincia a prendere peso al ritmo di circa 400 grammi al mese. Peggiorano anche gli indicatori della salute cardiovascolare e del diabete. Sono i dati che emergono da uno studio condotto da ricercatori della University of Oxford pubblicato sul British Medical Journal.
I nuovi farmaci per il trattamento dell'obesità (i cosiddetti agonisti del GLP-1) "sono destinati a trasformare il trattamento di routine dell'obesità, con i partecipanti agli studi clinici che hanno perso il 15-20% del loro peso", scrivono i ricercatori. Tuttavia, "il 50% delle persone con obesità interrompe l'assunzione di agonisti del recettore del GLP-1 entro 12 mesi dall'inizio del trattamento. Quindi, è importante comprendere cosa accade al peso corporeo dopo l'interruzione".
La ricerca ha analizzato congiuntamente 37 studi per un totale di oltre 9 mila persone in cura con i farmaci anti-obesità. I pazienti hanno assunto il trattamento per circa 9 mesi. Dopo l'interruzione ci sono voluti meno di 2 anni perché tornassero al peso originario; ancora più veloce la regressione dei progressi in termini di marcatori della salute cardiovascolare e metabolica (1,4 anni).
"Questi dati suggeriscono che, nonostante il loro successo nel raggiungere la perdita di peso iniziale, questi farmaci da soli potrebbero non essere sufficienti per il controllo del peso a lungo termine", sottolineano i ricercatori, che sottolineano che la ricerca "mette in guardia dall'uso a breve termine" di questi farmaci.
In generale, conclude in un editoriale pubblicato a corredo dell'articolo Qi Sun, docente all'Harvard Medical School di Boston, "comportamenti alimentari e stili di vita sani dovrebbero rimanere il fondamento del trattamento e della gestione dell'obesità, con l'uso di farmaci come gli agonisti del recettore del GLP-1 come coadiuvanti".
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