manet olympia

BEI TEMPI, QUANDO LE ESCORT SI CHIAMAVANO CORTIGIANE - AL METROPOLITAN MUSEUM DI NEW YORK SI SONO ATTREZZATI BENE: UNA GUIDA VI PORTA A CONOSCERE LA PORNO-ÈLITE DELL’ANTICA GRECIA CHE FA DA APERTITIVO A QUELLA ROMANA

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Lizzie Crocker per “Daily Beast

salome di henri regnaultsalome di henri regnault

 

I dipinti del MET ritraggono donne sensuali che i più grandi filosofi, re e artisti trovavano irresistibili. Chi ha visitato la collezione classica, ricorderà donne nude che si asciugano dopo un bagno, pre o post-coito, e che si arruffianano un Adone: una porno-élite dell’antica Grecia che fa da aperitivo a quella romana.

 

manet olympiamanet olympia

Al MET ci si aspetta di vedere molti nudi ma il museo è piuttosto pieno di escort di classe. Sui vasi greci troviamo prostitute di alto livello che sceglievano i loro maschi e si facevano pagare con doni invece che con soldi. In pratica l’equivalente delle odierne “sugar babies”.

Si chiamavano “etère”, sofisticate, spesso colte, avevano relazioni prolungate con i clienti.

Il tour per conoscere la storia di queste cortigiane, amanti reali, scandalose veneri che erano personaggi chiave nella politica e nella cultura, si intitola “Shady Ladies”. La guida è il Professor Andrew Lear e il giro dura due ore, dall’antica Grecia all’Ottocento in America

 

betsabea di chiaribetsabea di chiari

Si va da Aspasia, la concubina di Pericle, a quella di Tiziano, sdraiata sul divano di un suo celebre quadro. Gli artisti cristiani avevano bisogno di un pretesto religioso per dipingere immagini vagamente erotiche, ed ecco la biblica Betsabea nuda di Chiari, e la sua ancella che espone senza motivo il seno sinistro. C’è la cortigiana inglese Mrs. Grace Dalrymple Elliot, e l’attrice Elizabeth Farren.

madame x di sargentmadame x di sargent

 

La distanza fra la prostituta e l’attrice nel diciottesimo secolo non era poi così grande. Molte di loro riuscivano a sposare un buon partito e a diventare contesse. Le ballerine non erano considerate cortigiane eppure avevano ricchi mecenati che le finanziavano. La Salomé di Henri Regnault è scompigliata, lasciva, e sorride, quasi a salutare il prossimo cliente. Infine la enigmatica, raffinata “Madame X” di Sargent che scandalizzò la società parigina.