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DA BERLUSCONI A SALVINI FINO A MELONI-LA RUSSA E IL CASO PUCCI: QUEL PALCO INDOMABILE DI SANREMO CHE LA DESTRA VUOLE OCCUPARE – FILIPPO CECCARELLI RICOSTRUISCE I TENTATIVI DI AFFERMARE L'EGEMONIA MAL-DESTRA SUL PALCO DELL’ARISTON. SALVINI CHE FINISCE A STRACCI CON BAGLIONI SULL’IMMIGRAZIONE, GASPARRI CONTRO RULA JEBREAL, MELONI CHE SI LIBERA DI AMADEUS E SI RACCOMANDA: “NIENTE CASINI!"(E POI ARRIVO' IL GENERALE INCURSORE VANNACCI) – “OGNI TANTO QUALCUNO DELLA DESTRA RIPETE CON FERVORE CHE SANREMO DEVE CAMBIARE NARRAZIONE. IL SOSPETTO È CHE NON SIA POSSIBILE…”

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Filippo Ceccarelli per "la Repubblica" - Estratti

 

Intendiamoci: Sanremo fa gola a tutti-tutti, e su tale assioma, fin dai tempi di Checchennina, come si dice a Roma per indicare una lontananza che in tal caso corrisponde all'era democristiana, esiste la più vasta, divertente e sconclusionata casistica.

Meloni La Russa

 

Vedi il rap-Jova pro D'Alema, i vani tentativi di impossessamento da parte di Berlusconi (premio di consolazione, un piccolo spazio per Apicella nel dopo Festival), un indimenticabile duetto Bossi e Mino Reitano pochi giorni prima del coccolone, un'indubbia inflazione di toscani al momento di Renzi, e così via.

 

Per restare alla destra, nelle sue varie espressioni, prima dello scorso Sanremo venne attribuita alla premier una raccomandazione che nella sua essenzialità dava l'idea di una certa prudenza, tanto più consapevole dopo che TeleMeloni era finalmente riuscita a togliersi dai piedi il reprobo Amadeus.

E dunque: "Mi raccomando, niente casini!" filtrò da Palazzo Chigi. E così fu, più o meno.

 

IGNAZIO LA RUSSA CON IL BUSTO DI ANDREA PUCCI - MEME BY SIRIO

Salvini rimase quieto o aveva altro da pensare, il fronte patriottico-conservatore, grosso modo, si asserragliò attorno al brano di Cristicchi, che particolarmente commosse il senatore Gasparri.

 

A parziale riequilibrio fece la sua figura al festival il generale Vannacci, sfilando con moglie in lungo abito nero dopo aver tenuto al Casinò una conferenza dal titolo: "Il Coraggio vince: Vita e Valori di un Generale Incursore".

 

Come ogni altro partito in queste occasioni, la destra-destra ha una forma di coraggio che non di rado si trasfigura in appetito. Per cui, risalendo alla preistoria datano 2003, quando gli ex esuli in Patria di An erano ritornati al governo, le prime voci su segnalazioni per far vincere questo o quel cantante.

 

salvini baglioni

Ci sarebbe entrato un senatore locale, la segreteria del partito, qualche intercettazione attorno al ministero delle Comunicazioni, a un certo punto pure la moglie del capo supremo, che in tal modo volle, forse anche giustamente, discolparsi: "Ma le pare che raccomando un cantante che non vince? Vorrebbe dire che non conto niente e sarebbe questa la cosa peggiore".

 

Sul peggio la saggezza dei popoli ha prodotto un'abbondanza di proverbi che di mal si accordano con quel particolare tipo di risentimento o di revanchismo vittimistico che An prima e ora i Fratelli d'Italia esercitano riguardo all'egemonia canzonettistica della sinistra.

 

Ma anche il sovranismo di Salvini non scherza.

 

ANDREA PUCCI RISPONDE A FIORELLO

Una volta al governo, e consule Rai il preclaro Foa, insomma nel 2019 si azzuffò con Claudio Baglioni sulla Sea Watch e l'immigrazione: "Canta che ti passa e lascia che di sicurezza mi occupi io". Non pago, se la prese con i versi, a dir suo, drogherecci di Achille Lauro (Rolls Royce il brano) e col fatto che Virginia Raffaele, imitando un vecchio grammofono che girava alla rovescia, aveva pronunciato per cinque volte la parola "Satana". Naturalmente, con l'aiuto del new professor Gigino Di Maio, contestarono la vittoria di Mahmood, che le èlite avevano rubata a Ultimo.

 

L'anno seguente, sempre il Capitano si concentrò sulla partecipazione di Rula Jebreal. Gasparri gli diede man forte: "Da Sanremo a SanRula".

 

Quindi, quale contrappeso, venne imposta Rita Pavone, mentre invano fu richiesta la presenza di Elisabetta Gregoraci e, anche per fatto personale, Salvini attaccò il rapper Junior Cally che in un brano l'aveva sbertucciato sul recente mojito. A tutto ciò il suo compagno di partito in Rai, Marano (che è ancora lì) diede la formidabile definizione di "problematiche di gestione".

 

Nel 2023 ci furono tribolazioni generali sull'intervento di Zelensky, procurato da Vespa e poi ridotto al minimo, e poi sulla pericolosità dei testi di Rosa Chemical, che agli occhi dei patrioti vennero rafforzate dal bacio con Fedez. A parziale riequilibrio il presidente del Senato pretese uno spazio per ricordare le foibe, ma non fu soddisfatto perché Amadeus non disse che i titini erano comunisti. Ogni tanto qualcuno della destra ripete con fervore che Sanremo deve cambiare narrazione. Il sospetto è che non sia possibile.

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