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IL TRUCCO DEL CAPANNELLO
Da Youtube
Ve lo ricordate il "casino organizzato"? Era il marchio di fabbrica del Varese di Fascetti ma dopo Rot-Weiss Essen contro Wattenscheid (quarta divisione tedesca) diventa la formula per raccontare il nuovo calcio da fermo a schema libero. Qualcosa che oscilla tra una coreografia di Gino Landi e un videogame. L'arbitro fischia una punizione al limite dell'area per i bianchi del Rot-Weiss Essen sotto di un gol.
Sei giocatori sul pallone, spingi il tasto play. Partono in due, un tentativo di emulare i gemelli Derrick in Holly e Benji, chissà , magari ci fanno vedere il tiro incrociato. Niente di tutto questo. Si fermano. Tiri tu o tiro io? Non calcia nessuno. Passi e passettini, come fosse un balletto, il balletto del piazzato. Ma dove si è mai visto una schema del genere? Forse solo il Catania di Zenga, ma lì c'era Gianni Vio (oggi alla Fiorentina), la mano invisibile delle palle inattive. Il teorico della doppia barriera. Non c'è trucco, solo inganno. Finte, contro-finte, adesso i bianchi tornano allineati. Per un attimo ancora, poi fanno per andarsene. Tutti meno uno. Quello defilato, col numero 13, parte. Koep, a giro, sopra la barriera. Portiere in bambola e pareggio servito. Il casino organizzato applicato al calcio di punizione, et voilà . Ma chissà se in Germania si ricordano di Fascetti...
punizione balletto
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