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IL CIO SI CONFERMA UN'ORGANIZZAZIONE FUORI DALLA REALTA' IL COMITATO OLIMPICO INTERNAZIONALE RIAMMETTE GLI ATLETI BIELORUSSI NELLE COMPETIZIONI INTERNAZIONALI: POTRANNO SFILARE E GAREGGIARE CON BANDIERA E INNO (MINSK E' CO-BELLIGERANTE CON LA RUSSIA NELLA GUERRA A KIEV) - KIRSTY COVENTRY, PRESIDENTE DEL CIO: “GLI ATLETI NON DEVONO PAGARE PER COLPA DEI LORO GOVERNI” – MA RIMANE IL BANDO PER I RUSSI: NON SOLO PERCHÉ LA GUERRA IN UCRAINA È ANCORA IN CORSO, MA ANCHE PERCHÉ MOSCA SI È "APPROPRIATA" DELLE RAPPRESENTANZE SPORTIVE DELLE QUATTRO REGIONI UCRAINE OCCUPATE E PERCHÉ IL SISTEMA ANTIDOPING RUSSO È ANCORA MOLTO AMBIGUO...

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Estratto dell’articolo di A.R. per "la Repubblica"

 

ATLETI BIELORUSSI ALLE OLIMPIADI

Via libera agli atleti bielorussi nelle competizioni internazionali: potranno sfilare e gareggiare con bandiera e inno, in piena rappresentanza del loro paese. Rimangono invece banditi i russi e i loro vessilli.

 

Il Comitato olimpico internazionale «non raccomanda più alcuna restrizione alla partecipazione degli atleti bielorussi, comprese le squadre, alle competizioni gestite dalle Federazioni Internazionali e dagli organizzatori di eventi sportivi internazionali», spiega in una nota il Cio che dal 2022 ha escluso dalle gare sia Bielorussia che Russia dopo l'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca.

kirsty coventry

 

Nel 2023 parziali aperture alla partecipazione agli eventi sportivi per entrambi ma solo sotto bandiera neutrale e con la dimostrazione di non essere militari o di appoggiare il conflitto. Saranno ora le federazioni internazionali a scegliere se applicare le nuove raccomandazioni del Cio, quella dell'atletica si è detta già contraria.

 

L'organizzazione presieduta dall'ex nuotatrice, Kirsty Coventry, ha apprezzato il comportamento del Comitato olimpico bielorusso. E ha sottolineato che «gli atleti non devono pagare per colpa dei loro governi».

 

[…] Discorso diverso per la Russia: per il Cio c'è ancora strada da fare per la loro piena riammissione. Perché la guerra è ancora in corso, ma anche perché la Russia si è "appropriata" delle rappresentanze sportive delle quattro regioni ucraine occupate. Infine preoccupa il sistema antidoping di Mosca.

Ivan Litvinovich - premiazione senza bandiera bielorussa - olimpiadi parigi

 

Che ha reagito come prevedibile: «Siamo delusi che la commissione legale del Cio non sia arrivata a un verdetto sul Comitato olimpico russo e lo abbia ancora una volta rinviato», ha detto Mikhail Degtyarev, ministro dello Sport e presidente del Comitato russo, citato dall'agenzia Tass. Degtyarev, soddisfatto per la scelta sui bielorussi, si augura che ciò «aprirà la strada a una simile decisione per il movimento olimpico russo».

 

Ora spetterà alle singole federazioni decidere. World Athletics ha già preso la sua posizione, ed è contraria: «A seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, le sanzioni di World Athletics implementate nel marzo 2022, che escludono atleti, funzionari e personale di supporto bielorussi e russi dalle competizioni, rimangono in vigore», ha spiegato un portavoce.  […]

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