
KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP…
1. DAGONEWS
Maurizio Arrivabene finisce male: per il boss dei boss Marchionne se ne deve andare da Maranello, le sconfitte della Ferrari sono uno smacco terribile per l’impulloverato italo-canadese che, ad ogni gran premio, sente nella testa la risata beffarda del detestato Montezemolo.
Ma non vuole cacciarlo. Per ora sta chiedendo ai suoi di contattare Jean Todt per avere un consiglio su come far tornare vincintore il Cavallino rampante.
2. FERRARI IN CANADA AL PUNTO DI SVOLTA O TORNA A VOLARE O SALUTA LA MERCEDES
Arianna Ravelli per il “Corriere della Sera”
arrivabene e marchionne in ferrari
Quello che Montreal significa per la Ferrari è esattamente il contrario di quanto è disposto a sostenere Sebastian Vettel, quando gli chiedono se questa sarà una gara speciale e lui risponde con un secco «No», e allora insistono per sapere se vale come le altre e lui replica con un altrettanto loquace «Sì». Non è speciale, è decisiva.
Perché se il tedesco ha perso le parole per strada (si ricordano monologhi di venti minuti quando illustrava le vittorie) la Ferrari ha perso risposte. Ed è proprio quelle che dovrà aver ottenuto domenica quando ripartirà dal Canada (dove potrebbe arrivare il presidente Sergio Marchionne) lasciandosi alle spalle questa pioggia e questo vento gelidi. C' è più o meno un' accogliente atmosfera da Revenant qui e la Ferrari dovrà riuscire a sopravvivere alla prova, uscirne rafforzata nelle convinzioni e nelle strade di sviluppo prese. Intanto ha speso altri due gettoni per migliorare il turbo e da qui alla fine gliene restano 4, meno che a tutti gli altri.
«Sarà un passo avanti, ma non ci aspettiamo miracoli», il commento di Kimi Raikkonen, che dopo la scialba prestazione a Monaco deve meritarsi il rinnovo (il suo main sponsor, Vettel, appoggia ma con prudenza: «Non è compito mio assumere le persone, con Kimi si lavora bene. Ricciardo come compagno? Non avrei problemi»).
Motore a parte (in quest' area la Ferrari è già molto vicina alla Mercedes) se c' è un momento in cui tutto ciò che fino a ora è stato in potenza deve trasformarsi in qualcosa di reale come punti e podi, è questo. Perché gli uomini in rosso continuano a ripetere che «il potenziale c' è» e che tante singole circostanze si sono fin qui incastrate nel modo sbagliato (la bandiera rossa in Australia, certi errori dei piloti) impedendo di mostrare l' intero valore tecnico.
Ma la vittoria non è ancora arrivata e la Red Bull insidia nel ruolo di seconda forza (Ricciardo, ingoiati a fatica gli errori del team, ci crede: «Dopo la Mercedes ci siamo noi»). «Se guardate al risultato delle ultime due gare è così, ma credo che siamo veloci abbastanza per essere noi il primo competitor. Siamo concentrati sulla Mercedes», insiste Seb.
Un altro deludente risultato in Canada però metterebbe in crisi la narrazione rossa, costringerebbe a rivedere un po' tutto, persino il modo di guardare a questo 2016, fino a porsi la domanda che nessun team vuole mai affrontare: e cioè fino a che punto conviene insistere su un progetto che per quanto potenziale abbia forse non consente di competere per il titolo, con il rischio di sacrificare il 2017. Dubbio da scacciare subito. «Non siamo dove vorremmo essere, ma certo che continuo a credere nel titolo, altrimenti me ne resterei a casa» attacca Vettel.
Ma quali sono i problemi della Ferrari? Difficile comprensione delle gomme, certo.
Ma anche il carico aerodinamico e la trazione che potrebbe costituire motivo di sofferenza anche qui perché per lanciarsi sul rettilineo devi percorrere un tornante (quello dove Kimi si è girato due volte lo scorso anno, ma oggi dice «è cambiato il sistema di frenata»). A ciò bisogna aggiungere qualche problema di affidabilità, qualche strategia non perfetta, un paio di errori dei piloti e si arriva al Canada. Con l' urgenza di raccontare un' altra storia.
KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP…
DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD…
A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA…
FLASH! - INVIATI DEI MEDIA DI TUTTO IL MONDO (OGGI ANCHE I CINESI) SONO A ROMA PER SEGUIRE LA…
DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO…
DAGOREPORT – GIORGIA MELONI, FORSE PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO È A PALAZZO CHIGI, È FINITA IN UN…