DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU…
Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
per abatantuono bergomi guarda caressa come i vecchi guardano i cantieri
Perdonate l’insistenza e soprattutto la presunzione, ma so di aver ragione: le telecronache delle partite di calcio sono vecchie dappertutto. Anni fa sono servite a uscire dal grigiore ministeriale Rai, ma adesso sono in piena fase involutiva.
Ho seguito Roma-Juve con due televisori; da una parte il racconto di Sandro Piccinini e Aldo Serena (Mediaset Premium), dall’altra quello di Fabio Caressa (romanista) e Beppe Bergomi (Sky Sport). Molti vizi in comune, a cominciare dal fatto che in 90 e più minuti non c’è stato un solo attimo di silenzio per percepire l’atmosfera del campo. Possibile che dopo 60 anni di tv bisogna insistere ancora con le radiocronache? Perché assillarci con pervicacia sul fatto che Cholevas passa la palla a Keita?
Lasciamo perdere l’enfasi dei telecronisti (a volte danno la sensazione di essere loro in campo), lasciamo perdere la miriade di frasi gergali («attaccare gli spazi», «l’inerzia della partita», «il cono d’ombra», «l’imbucata»…), lasciamo anche perdere la quantità di parole superflue che vengono spese durante un incontro (visto che è presente un timer e uno score è proprio necessario ricordare di continuo tempi e risultato?), ma è evidente che il lavoro più grosso da fare è quello che riguarda il rapporto fra la prima e la seconda voce.
Ormai il telecronista, se bravo, fa osservazioni tecniche e il ruolo dell’ex calciatore è solo di ribadire il già detto (funzione veridittiva). Se il commento tecnico fosse limitato a due o tre interventi per tempo, si potrebbe osare un po’ di interpretazione. Ci arrivo anch’io, a fine partita, a dire che nel calcio conta anche la testa. Bergomi, per esempio, deve smetterla di iniziare i suoi interventi con «Fabio»: si sta rivolgendo ai telespettatori non al suo amichetto.
Il paradosso delle telecronache, con immagini in HD, è che soffrono di parole non necessarie. Il ritmo, il tono della voce sono altra cosa. Comunque, meglio Piccinini-Serena.
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